Ponte Morandi Genova

Ponte crollato: per favore risparmiatemi le lacrime dei tg!

In Italia ci sarebbero circa un milione e mezzo di ponti e viadotti ma solo 60mila vengono monitorati

Ogni volta che c’è una scossa di terremoto che altrove non produrrebbe un solo crollo e che invece da noi fa una strage, dobbiamo ascoltare i soliti discorsi: quelli fatti quando crollò la diga del Vajont, quando l’Arno allagò Firenze, quando il Sarno esondò facendo una strage, quando, sempre a Genova, un torrente impazzì e travolse la gente per strada, quando una slavina devastò un hotel e quando crollarono, recentemente, un paio di cavalcavia schiacciando qualche auto…

E c’è sempre qualcuno che l’aveva detto. Qualcuno che non è stato ascoltato. Qualche legge infranta, qualche lentezza burocratica, un bosco tagliato, un argine cementificato, qualcuno che ha messo la sabbia di mare nel cemento per risparmiare nella costruzione della Casa dello Studente come all’Aquila o un torrente intubato da un deficiente.

E c’è subito il meraviglioso balletto di incravattati che spiegano che loro non c’entrano niente, qualcun altro doveva controllare, progettare, prevenire e loro chiedono, insistentemente, che sia fatta luce, che si accertino le responsabilità, che la giustizia faccia il suo corso.

Intanto gli ingegneri che hanno manifestato preoccupazione sono stati allontanati dall’università, licenziati dall’ufficio edilizia, espulsi dalle commissioni, rovinati, col matrimonio a pezzi e il rischio di un ricovero coatto in un reparto per pazzi. E se vanno all’anagrafe a chiedere un certificato di permanenza in vita gli dicono, sorridendo cortesemente: “Scusi ma non lo sa che lei è già morto?

L’italiano dovrebbe averlo capito che c’è un sistema da riformare dalle radici, a partire dalla burocrazia delirante che rende impossibile l’ovvio e procrastina l’urgente. Una gabbia di formalismi isterici e in malafede che premia i furbi con i commercialisti e gli avvocati più abili e fotte chi non è capace di stare al gioco, misterioso e iniziatico, che regola l’esistenza in questo Paese…

Poi arriva sempre qualche coglione che grida che sì, lo sfoltimento della burocrazia e controlli veri sono importanti, ma la priorità è un’altra (abbassare le tasse, più gnocca per tutti, abolire le intercettazioni telefoniche, cambiare la costituzione, sterminare gli immigrati) e la maggioranza italica va dietro la nuova Maria Vergine Salvifica…

E allora io sogno un tg che dica: “Crollato il ponte a Genova, una strage, ma siccome non è una novità parliamo d’altro: sapete con chi ha fatto sesso Belen ieri sera?”

Si verticalizza l’audience e non solo quella.

NB: L’architetto Morandi, progettista del ponte di Genova è un genio. In Libia, il ponte progettato da lui sul Wadi al-Kuf, è stato chiuso nell’ottobre del 2017 perché cadeva a pezzi.

Il ponte sull’Arno, tra Empoli e Spicchio di Vinci, è crollato nel 1966. Il ponte di Maracibo, gemello di quello di Genova, è crollato per 600 metri nel 1964, quando fu urtato da una petroliera.

E il viadotto di Agrigento è stato chiuso perché sta cedendo.

Fonte: Corriere.it

Immagine: fonte Performgroup.com

 

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Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

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