Ponte Morandi: diretta della demolizione e storia del crollo

Toninelli: nuovo ponte sarà inaugurato nel 2020

Demolizione Ponte Morandi, il giorno dell’esplosione: diretta video
Local Team

Dalla stampa nazionale:

Con un sordo boato, la dinamite e il plastico collocati su piloni e stralli delle pile 10 e 11 dell’ex viadotto Morandi hanno fatto collassare la struttura. Forte emozione da parte del sindaco Marco Bucci che con il governatore Giovanni Toti e i ministri dell’Interno Matteo Salvini, dello sviluppo economico Luigi Di Maio e della Difesa Elisabetta Trenta ha assistito all’implosione controllata.
Le operazioni di ‘implosione controllatà, guidata dall’esperto esplosivista Danilo Coppe sono avvenute nel rispetto dei modi e dei tempi annunciati. A 11 mesi dalla tragedia che ha sconvolto Genova, nella zona est del cantiere lungo il Polcevera può definitivamente partire la ricostruzione. (Fonte: ILMESSAGGERO)

  • VECCHIO PONTE MORANDI, NON CI MANCHERAI TU MA IL SIMBOLO DI UN CORAGGIO CHE L’ITALIA HA PERSO . Genova. Ognuno ha la propria storia legata al ponte Morandi. Come per le torri gemelle o per Notre Dame, per i mondiali del 1982 o per il capodanno del 2000. Ognuno – nel momento della condivisione – sente la necessità di raccontare il filo che unisce la “cosa” pubblica alla propria esistenza.

Per chi vi sta scrivendo, il Morandi, era un varco tra la periferia e la città, era la “A” di Parigi – come la chiamavamo da piccoli io e mio fratello – era la scaramanzia che imponeva di non parlare mentre ci passavi sotto: “se no ti interrogano”. Era un mostro immobile e tutto sommato buono da guardare con riverenza, le poche volte che per un ingorgo, una nevicata o chissà perché, ti trovavi a percorrere via Fillak a piedi e non su un autobus. Era sempre piena di foglie secche e cartacce. Mai stata un grande boulevard, via Walter Fillak. […]Fa effetto pensare che un qualcosa di così discusso, amato e odiato, ma soprattutto utilizzato scompaia. Eppure il punto è proprio questo: non ci dovrebbe fare effetto che un ponte costruito negli anni Sessanta e considerato fragile persino dal suo stesso padre, Morandi, venga ricostruito.

[…] Riccardo Morandi invece, insieme a Pier Luigi Nervi tra gli ingegneri-architetti più importanti del Novecento italiano, osò fare della sostanza, forma. Osò sperimentare nuovi materiali (già negli anni Trenta fra i primi a usare il cemento armato e poi il cemento armato precompresso). Un pioniere, insomma. […]Quello che ci mancherà sarà il senso di “visione”, l’audacia, che il ponte Morandi rappresentava. L’orgoglio di un Paese che ci credeva a tal punto da esagerare, come forse si è fatto nella progettazione del viadotto Polcevera. Ma che ci credeva. Continua a leggere (Fonte: GENOVA24.IT Di Giulia Mietta)
  • PONTE MORANDI, ITALIA: DI FRONTE AL DISASTRO. Il crollo di Ponte Morandi pone questioni che non si possono più rinviare.
  1. In Italia negli ultimi 5 anni sono crollati 6 ponti. Non si può parlare di caso o di fatalità. 2014: Saxa Rubra e Ponte Lungo a Ceto; 2015 Palermo-Agrigento; 2016 Annone Brianza; 2017 Fossano; e ora, 2018, Genova.
  2. Ci sono ponti che sono stati costruiti negli anni ’60, come Ponte Morandi, per condizioni di traffico radicalmente diverse da quelle attuali ma anche ponti crollati (è il caso di quello sulla Palermo-Agrigento) meno di una settimana dopo l’inaugurazione. Quindi si intrecciano due questioni: riprogrammare la rete viaria alla luce delle nuove esigenze; controllare che le cose siano fatte bene.
  3. La rete viaria italiana è in sofferenza (ciascuno di noi lo vede) per l’enorme flusso di trasporto su gomma delle merci. Bisogna adottare misure per ridurre questo flusso, attraverso sistemi di trasporto alternativi, altrimenti ogni adeguamento della rete viaria rischierà di diventare rapidamente obsoleto. Continua a leggere(Fonte: PEOPLEFOTPLANET di Bruno Patierno)

PONTE MORANDI, TONINELLI: “IN PIEDI NEL 2020”/ Toti: “A Genova ci si muove”. (…) La ricostruzione era già iniziata ma questo è un tassello importante per il futuro della città. Il prossimo aprile vorremo vedere le auto sul ponte. Questo gesto fa sì che la morte di 43 persone non sia stata vana. Avevamo promesso che Genova sarebbe tornata normale, vivibile e con un un nuovo ponte in un tempo ragionevole e l’abbiamo mantenuta», spiega il Governatore della Regione Liguria Giovanni Toti

Per il sindaco di Genova Marco Bucci, quello di oggi è un buon giorno: «anche se sono oltre 3 mesi che stiamo lavorando alle fondazioni, oggi c’è un segnale preciso e visibile per tutta la città di Genova che dimostra che stiamo lavorando tutti insieme». Per Toti invece la colata di calcestruzzo che anticipa l’esplosione del moncone est sono un segnale di riscossa anche politica e amministrativa della città, «la dimostrazione che quando c’è la volontà si può fare ogni cosa con qualità e competenza»; dello stesso avviso il Ministro Toninelli che con la stampa riunita davanti alla prima “posatura” del nuovo ponte ha spiegato «migliore reazione che le istituzioni a tutti i livelli potevano dare: oggi ci lasciamo alle spalle uno dei peggiori fallimenti della nostra storia. Per l’incuria con cui è stata gestita questa infrastruttura, il governo non farà sconti. Ad aprile 2020 vedremo il ponte, e sarà un simbolo di rinascita». Continua a leggere (Fonte: ILSUSSIDIARIO Di Niccolò Magnani)

Immagine copertina: La REPUBBLICA

Gallery fotografica di Roberto Valle

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

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