Portogallo: gli immigrati equiparati ai residenti finché dura l’emergenza pandemia

Serve anche a ridurre il rischio di contagio. Nel frattempo in Italia…

Immigrato uguale residente

Il governo portoghese, come riferisce l’agenzia Reuters, ha deciso che tutti i migranti e i richiedenti asilo che attualmente vivono nel paese saranno trattati come residenti permanenti durante la pandemia di Covid-19 per potere così accedere all’assistenza sanitaria, alle prestazioni sociali e agli altri servizi.

Per qualificarsi per il servizio sanitario nazionale, le prestazioni sociali, i conti bancari nonché i contratti di lavoro e affitto del paese, i richiedenti dovranno solo fornire prove di una richiesta di residenza in corso.

Secondo le stime del governo portoghese, nel paese si trovano circa 600.000 immigrati.

“Le persone non dovrebbero essere private dei loro diritti alla salute e al servizio pubblico solo perché la loro domanda non è stata ancora elaborata”, ha detto Claudia Veloso, portavoce del Ministero degli affari interni. “In questi tempi eccezionali i diritti dei migranti devono essere garantiti”.

Riduzione del rischio di contagio

Secondo le autorità, la misura mira anche a ridurre il rischio di contagio, consentendo agli immigrati di accedere alla prevenzione e alle cure come tutti i cittadini.

Secondo la Johns Hopkins University, il Portogallo ha riportato circa 6.000 casi confermati di Covid-19 e circa 120 morti, molto meno della vicina Spagna, dove oltre 80.000 persone sono infette e quasi 7.000 sono morte, anche se bisogna considerare che il Portogallo ha comunque una popolazione numericamente inferiore.

In Portogallo al momento non sono previste restrizione come quelle adottate in Italia e in Spagna, le persone hanno libertà di movimento anche se è raccomandato il rispetto della distanza sociale. Solo per il periodo pasquale sono previste limitazioni per evitare il rischio di assembramenti.

Nel frattempo, in Italia

Molte associazioni, tra cui Asgi, Naga, Magistratura Democratica, Fondazione Migrantes, hanno pubblicato una dichiarazione congiunta che esorta il governo italiano ad adottare misure per proteggere i migranti, i richiedenti asilo e i senzatetto durante l’emergenza Covid-19.

Le associazioni sostengono che tutte le persone vadano ugualmente protette, indipendentemente da genere, razza, lingua, religione e affermano che le misure da loro proposte andrebbero a beneficio della salute pubblica in generale.

Propongono queste misure:

  • chiudere i grandi centri di accoglienza dei migranti (CPR) e riorganizzare il sistema per distribuire i migranti in modo più uniforme in tutto il paese
  • consentire l’accesso al sistema di protezione internazionale per i minori stranieri, anche per quelli esclusi dal decreto di sicurezza
  • accettare i senzatetto e coloro che vivono in insediamenti rurali improvvisati in strutture adeguate
  • bloccare nuove ammissioni alla RCP e agli hotspot, creare alternative alla detenzione data l’attuale impossibilità di rimpatriare i migranti nei loro paesi di origine

Attualmente l’unica misura adottata dal governo italiano tramite il ministero degli interni è che “certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni che scadono tra il 31 gennaio e il 15 aprile” rimangano validi fino al 15 giugno.    

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La Spagna chiude tutte le attività non essenziali

Immagine: Portogallo, di Diego Garcia

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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