Camera condanna Trump per razzismo

“Potete pure tornare nei Paesi fallimentari da cui siete venute”. La camera condanna Trump

Sondaggio: Trump al 50% nonostante accuse razzismo

La Camera americana a maggioranza democratica approva la risoluzione che condanna i commenti razzisti del presidente Donald Trump contro le deputate progressiste appartenenti a minoranze. Il via libera è arrivato al termine di una seduta convulsa, durante la quale la speaker Nancy Pelosi è stata ripresa dai colleghi per aver violato le regole vigenti, che vietano di definire il presidente razzista o dire dichiarare razzisti i suoi commenti. La risoluzione è stata approvata con 240 voti a favore e 187 contrari. Ai democratici compatti che hanno votato a favore si sono uniti quattro repubblicani e un indipendente. (Fonte: La Camera americana condanna commenti razzisti di TrumpANSA.IT) 

Dalla stampa nazionale:

USA, LA CAMERA CONDANNA I COMMENTI RAZZISTI DEL PRESIDENTE TRUMP. “Potete pure tornare nei Paesi fallimentari da cui siete venute“. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si rivolgeva a quattro neopedutate democratiche.

Ora, la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che condanna i “commenti razzisti” del presidente, perché “hanno legittimato e aumentato la paura e l’odio dei nuovi americani e della gente di colore“.

Lo scorso lunedì, Trump aveva detto ai giornalisti: “Queste socialiste odiano gli Stati Uniti. Se ne possono pure tornare dai Paesi fallimentari da cui sono venute“. Poi, ieri, aveva aggiunto su Twitter: “Le deputate democratiche hanno vomitato alcune delle cose più vili, piene di odio e disgustose mai dette da un politico nella Camera o al Senato eppure hanno ancora libero accesso e un grande abbraccio dal partito democratico. Io non sono un razzista. Non c’è un singolo osso del mio corpo che sia razzista“.

Puntuale è arrivata anche la riposta delle quattro deputate prese in causa. Come riporta il Corriere della Sera, Alexandria Ocasio-Cortez ha ribattuto: “Questo Paese appartiene a tutti. Non ce ne andremo: non si lasciano le cose che si amano“. Ilhan Omar, invece, ha accusato Trump di razzismo e Rashida Tlaib di andare contro la Costituzione, specificando che “non ci faremo distrarre”. Infine, Ayanna Pressley ha precisato: “Non siamo solo quattro: stanno con noi tutte le persone che vogliono costruire un mondo più giusto“. Continua a leggere (Fonte: ILGIORNALE.IT di Francesca Bernasconi)

  • ELEZIONI USA 2020, POPOLARITÀ TRUMP IN ALZA NEI SONDAGGI. La strada per la rielezione di Donald Trump è stretta ma reale. Aiutato dal boom economico, il presidente ha visto salire il suo indice di approvazione al livello più alto della sua presidenza: dal 39% di aprile al 44% di luglio, secondo un sondaggio di Washington Post-Abc News realizzato alla fine del mese scorso, durante il G20 giapponese.

Tra gli elettori registrati, la percentuale passa dal 42% al 47%. A disapprovare il suo operato è ancora la maggioranza: il 53%, ma tra gli elettori registrati la percentuale scende al 50%. A spingerlo è soprattutto l’ottimo stato di salute dell’economia, l’unico terreno su cui supera il 50% (51%). Su altri temi rilevanti ha solo la minoranza: dall’immigrazione (40%) alla sanità (38%), dalla politica estera (40%) alle questioni che preoccupano le donne, aborto compreso (32%). Non a caso gli uomini preferiscono nettamente il magnate, mentre le donne sostengono i principali candidati democratici. Più di sei americani su 10 ritengono inoltre che abbia agito in modo non presidenziale da quando si è insediato.

In un ipotetico duello elettorale, Trump è in vantaggio su tutti i maggiori rivali democratici, tranne Joe Biden, che lo distacca di 10 punti: 53% contro il 43%. Ma non è un divario incolmabile e il tycoon dà il meglio negli scontri diretti. Continua a leggere (Fonte: LAREGIONE.CH)

  • LE MIGRAZIONI DI IERI E DI OGGI, IL RAZZISMO DI TRUMP E L’IPOCRISIA SOVRANISTA CHE CI FA TORNARE SCIMMIE. (…) Bene: nei giorni scorsi il presidente americano Trump ha invitato alcune deputate statunitensi, cittadine americane, ma non proprio bianche e bionde come lui, a tornare nel loro paese d’origine. Perché se vogliono difendere i diritti degli immigrati, lo facciano a casa loro. Le quattro deputate si chiamano Alexandria Ocasio Cortez, Rashida Tlaib, Ayanna Presley e Ilhian Omar.

La cosa è buffa però, perché anche Trump, seppur bianco e biondo, è di origine straniera. E negli Stati Uniti gli americani-americani sono solo gli indiani, sterminati a milioni e adesso ridotti a poca cosa. Tutti gli altri sono immigrati di prima, seconda, terza, quarta o quinta generazione. Negli Usa ormai si parla più spagnolo che inglese. Oppure una via di mezzo che chiamano spainglish…  Lo stesso Donald Trump è di origini tedesche. Suo nonno, arrivato in America su un”barcone”, come migliaia e migliaia di italiani, si chiamava Drumpf, che in effetti è poco americano come cognome, e scappò negli Usa per evitare di arruolarsi, quindi per disertare la leva. Era dunque un ricercato come il garibaldino chiusino Rizieri o il “terrorista mazziniano” Charles Di Rudio citati anche loro nello spettacolo di cui sopra… Un  immigrato irregolare, insomma. Ma l’America è un grande Paese. Offre a tutti una possibilità. Tanto che l’immigrato di terza generazione Donald Trump non solo ha fatto milioni a palate, ma è diventato presidente degli Stati Uniti. Così come Kennedy e Obama anche loro di origine non proprio statunitense.

E Trump vuole alzare, allungare e potenziare il muro al confine con il Messico. Vuole dare la caccia agli immigrati. E vuole rispedire nel proprio paese d’origine Alexandria Ocasio Cortez e le altre sue 3 colleghe nere o diversamente bianche, perché colpevoli di difendere i diritti degli immigrati, di voler permettere ad altre famiglie di avere le stesse opportunità di cui ha goduto la famiglia di Donald Trump. E Donald Trump stesso.

Le deputate in questione sono tutte nate negli Stati Uniti. Come Trump. E sono tutte di origini straniere. Come Trump. Ma per Trump e i suoi elettori  le 4 deputate hanno ancora un “paese d’origine” in cui dovrebbero tornare. Trump no. Lui è americano. E come usa dire: Gli americani prima di tutto! Continua a leggere (Fonte: PRIMAPAGINACHIUSI.IT di Bruno Patierno)

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

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