Orban E Salvini

Poveri noi, Ue ricattata da Orbán e Kaczyński: Recovery Fund a rischio

Il “regalo” dei sovranisti dell’Est quali conseguenze avrà sull’Italia?

Il Recovery Fund slitta a causa del veto di Polonia e Ungheria che non vogliono che l’erogazione dei soldi sia vincolata al rispetto dello stato di diritto. Una pessima notizia sia per la tenuta dell’Unione europea sia per la tenuta dell’Italia, primo paese colpito dalla pandemia e primo ad avere bisogno di un’iniezione di ossigeno alla sua economia.

Per accedere a queste risorse, 750 miliardi di euro complessivi, gli Stati membri dell’Ue devono garantire gli elementi basilari di uno stato di diritto, come l‘indipendenza della magistratura, la libertà di stampa, i diritti delle minoranze, e lo spazio alle opposizioni. Condizioni evidentemente inaccettabili per il premier polacco Kaczyński e il premier Orbán, che con la scusa della pandemia ha preso pieni poteri e può scavalcare il parlamento sino a data da destinarsi. Opponendosi al vincolo del rispetto dello stato di diritto, i due leader, di fatto, stanno dicendo in mondovisione “sì, siamo illiberali, agiamo in spregio allo stato di diritto, lo sappiamo, e con questo vincolo non avremmo accesso pieno dei fondi, pertanto poniamo il veto, così non li avrete neanche voi”. Da circa un anno Ungheria e Polonia sono sorvegliate speciali da parte degli organi di osservazione Ue per come negano l’indipendenza dei presidi di democrazia, tribunali e media in primis, e gli organi di solidarietà quali delle organizzazioni non governative.

Quali conseguenze avrà il “regalo” dei sovranisti dell’Est Europa sull’Italia?

Dei 750 miliardi del Recovery Fund, 209 miliardi sono destinati all’Italia, suddivisi in 127,4 miliardi di prestiti e 81,4 miliardi in sussidi. Anche l’Italia, come gli altri Stati membri, per potervi accedere, è chiamata a presentare quello che è stato definito “Piano di ripresa e di resilienza” (Pnrr) entro la fine di aprile 2021, ma vista l’emergenza in cui l’Italia versa da più tempo rispetto agli altri, il Governo italiano sta cercando di accelerare i tempi e ricevere la prima tranche di aiuti già a partire da gennaio 2020. Una volta inviato il Pnrr a Bruxelles e presentato il piano Consiglio Ecofin, l’approvazione arriverebbe entro quattro settimane, un sogno per milioni di italiani che rischia di andare in fumo per un ricatto. A tutti gli effetti un ricatto.

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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