Prima i trentini, anche nelle ingiustizie

La finanziaria regionale se approvata mette nei guai una famiglia trentina

Marco Ianes è un ambientalista, insegnante e ha un blog sul ilfattoquotidiano.it.

Ieri ha raccontato una storia quantomeno inquietante.

Le Case Itea a Trento sono le case popolari, assegnate con affitto agevolato alle famiglie con i redditi più bassi. In uno di questi appartamenti vive una famiglia composta da una donna coi suoi due figli. Il primo ha 19 anni, studia, fa sport e non dà preoccupazioni, il secondo, 17enne, purtroppo è caduto nella tossicodipendenza e qui cominciano i guai.

La famiglia, come abbiamo detto, è povera, la mamma per mantenerla fa le pulizie nelle palestre.
La droga costa, e tanto, quindi per procurarsi la dose il giovane approfitta del lavoro della madre, si intrufola nelle palestre e ruba dagli armadietti di chi si sta allenando.

La mamma se ne accorge e disperata – perché disperata lo deve essere stata senz’altro – decide di denunciare il figlio alla polizia, spera così di risparmiargli qualcosa di peggio dell’arresto. Il ragazzo viene condannato e inserito nei programmi di recupero e disintossicazione.

Che fatica, povera madre coraggiosa.

La storia però non finisce qui, o almeno “rischia” di non finire qui perché nella finanziaria regionale Maurizio Fugatti, presidente della provincia di Trento ha fatto inserire un articolo dove si afferma che se una persona di un nucleo familiare che vive in una casa popolare compie un reato, l’intera famiglia sarà sfrattata.

«Chi abita una casa Itea, pagata con i soldi dei trentini, ha una responsabilità morale» afferma il Fugatti e quindi «Se uno delinque, tutta la famiglia verrà cacciata dalla casa Itea, senza sconti».

Alla faccia della responsabilità personale.
Quindi per riassumere: la mamma coraggio denuncia il figlio per salvarlo da un pessimo destino e – se la finanziaria provinciale verrà approvata così com’è – viene premiata con uno sfratto che mette nei guai lei, l’altro figlio completamente al di fuori della vicenda e il figlio a disagio che così senz’altro riuscirà a risolvere suoi problemi (sarcasm).

Complimenti! Tre ingiustizie con un colpo solo, roba da far invidia ai piccioni e alla fava.

Molti sindaci della provincia di Trento si sono dichiarati in forte disaccordo con il provvedimento e si prevede battaglia in Provincia. Confidiamo nel loro buonsenso.

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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