Proibire la caccia la domenica? Di’ la tua

Abbiamo provato ad approfondire il tema caccia alla luce degli ultimi episodi.

Ci riferiamo al recente incidente che ha visto la morte di un ragazzo ma anche a molti altri comunque gravi. Sicuramente bisogna rivedere una normativa obsoleta ma può servire anche proibire la caccia al cinghiale la domenica?

La storia del ragazzo ucciso da una fucilata si è ammantata di mistero. Secondo la procura lui stesso non era a spasso col cane, ma era in perfetta tenuta da cacciatore: con fucili, munizioni e tuta mimetica, senza avere però la licenza. Resterebbe da capire perché non ha risposto ai richiami del cacciatore che gli ha sparato, che cercava di capire se si trattasse veramente di un cinghiale, come pure restano vaghi molti altri dettagli di una storia fino a ora parecchio intricata. Ma non è di questo che vogliamo parlare. La questione sicurezza durante i periodi di caccia resta una questione alta. “La domenica qui da noi sembra il Libano. Si alternano camionette per la caccia al cinghiale: per un esemplare si muovono in 40. Non dico che ci chiudiamo in casa… ma quasi…non ci sentiamo affatto sicuri… figuriamoci nei boschi”, racconta Lucia, 45 anni, che vive e lavora nella campagna umbra, vicino Gubbio.

E difatti gli episodi di cui parlare sono purtroppo molti, in crescita, nonostante il numero dei cacciatori sia diminuito negli ultimi anni. Per questa stagione autunnale, ricordiamo tra gli altri il bimbo colpito alla schiena nel giardino di casa sua. La cosa ha scatenato una sollevazione contro una vecchia legge – anche da noi ampiamente contestata in questo articolo – che consente l’ingresso nei terreni privati anche senza il permesso del proprietario. E poi c’è stato anche il caso del giovane colpito a un occhio mentre pedalava su una pista ciclabile: anche qui, la responsabilità sembra stare nelle norme. I cacciatori hanno l’obbligo di indossare giubbini ad alta visibilità e segnalare con cartelli la propria presenza, ma anche di operare a distanza di sicurezza da case, animali da compagnia o greggi, sentieri e strade. La pista ciclabile dove è avvenuto il fatto però – teatro già altre volte di simili sciagure – dal punto di vista amministrativo è catalogata “Percorso storico naturalistico” e non pista ciclabile: quindi è aggirato il divieto dei 150 metri della fascia di rispetto.

Infine, il giovane morto. Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, generale di brigata dei Carabinieri scelto da Luigi Di Maio, ha lanciato una proposta: chiudere la caccia la domenica, per permettere a tutti una scampagnata serena nei boschi.

Ha scritto cosi:

Voglio lanciare un appello alle Regioni affinché modifichino fin da subito il calendario in corso e blocchino almeno le battute di caccia (quelle ai cinghiali, le più pericolose e a rischio incidenti) la domenica, quando boschi e monti sono popolati ancora di più di escursionisti, da chi va a funghi, a castagne o semplicemente vuole godersi la Natura senza correre il rischio di morire. Per adesso, con le competenze date al Ministero dell’Ambiente, è quanto si può fare”.

E’ vero: si può rimanere bersaglio in qualsiasi giorno (e la normativa già prevede lo stop nei giorni di martedì e venerdì, anche se festivi). Ma sembra chiaro che il giorno festivo per eccellenza, la domenica, per chi lavora è ideale sia per cacciare sia per fare passeggiate nei boschi, anche se – a chi non fosse addentro al mondo venatorio – sorgono dei dubbi.

Ci sono moltissimi spazi dove fare escursioni, boschi interi liberi dai cacciatori già adesso, ogni domenica. Le aree in cui si può cacciare, infatti, sono ben precise: quindi non è come si vuol far credere. Fare passeggiate in massima sicurezza è oltremodo possibile anche la domenica”, mi dice Luigi, 37 anni, agente immobiliare milanese, cacciatore da due anni (il nome è di fantasia, ndr). “Le zone di caccia sono come cantieri: sono delimitate e chiuse, rese visibili dalle bandiere, e si suona la tromba prima di cominciare. Il capocaccia dà regole precise, e prima di sparare bisogna guardare dove è il proprio compagno, e salutarlo”, rincara Luca Gottardi, cacciatore trentino e autore del libro “Il cacciatore in favola”, una discussa opera per bambini che spiega perché è giusto “uccidere Bambi” (e anche noi qualche cosa a proposito la sappiamo: leggi qui l’intervista al conservazionista Spartaco Gippoliti che spiega perché il male peggiore per l’ambientalismo è stato Bambi e Walt Disney)

Come tutte le cose che vengono fatte sull’orlo dell’emergenza … a caldo… e non ragionate, anche questa sembra un’idea balzana, basata su episodi sporadici e ancora da chiarire … se si fa legge si fa per tutti…” conclude Gottardi.

Dunque da un lato si fa pressione per ampliare i periodi di caccia, visto la preoccupante emergenza ungulati – cioè cinghiali, in primis – che devastano i raccolti e arrivano a invadere i centri abitati, anche spesso caricando gli abitanti (vedi i centri abitati di Genova o Roma, qui la nostra gallery). Dall’altro la paura di essere impallinati. Nel mezzo, sicuramente, tante lacune normative, oltre a una legge vecchia e inappropriata, che forse andrebbero riviste prima di fermare la caccia al cinghiale la domenica. O forse no?

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

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