Promuovere l’allattamento al seno salva 820.000 vite l’anno

Per sostenere questa pratica il ministero della Salute ha lanciato la campagna “È naturale!”

Uno spot ironico per divulgare il messaggio che ogni donna deve sentirsi libera di allattare sempre e ovunque, anche in pubblico o nei luoghi di lavoro

Promuovere l’allattamento al seno a livello mondiale potrebbe salvare 820 mila vite l’anno. Avete capito bene: 820 mila decessi in meno tra neonati e bambini nella prima infanzia grazie al solo latte materno. A stimare la cifra è uno studio condotto dall’Organizzazione mondiale della Sanità in collaborazione con l’Unicef (l’agenzia delle Nazioni Unite per la protezione dell’infanzia) “Protecting, promoting and supporting Breastfeeding in facilities providing maternity and newborn services: the revised baby-friendly hospital initiative”, da cui emerge anche che estendere questa tipologia di alimentazione (che poi non è solo alimentazione, ma anche relazione e contatto, con tutti i benefici che da questi derivano) a tutti i neonati del mondo comporterebbe ogni anno un risparmio a livello globale di circa 300 miliardi di dollari.

I benefici per il bimbo

Il latte materno non è un semplice alimento, ma un tessuto vivo che modifica nel tempo la sua formula adattandosi alle specifiche esigenze del bambino: possiede tutti i nutrienti necessari nella prima fase della  vita dei neonati e contiene sostanze in grado di proteggerli dalle infezioni e di favorirne il corretto sviluppo anche oltre i due anni di vita, rinforzando il sistema immunitario.

Non solo nutrimento

Non solo nutrimento. L’allattamento materno è anche la prima forma di immunizzazione del bimbo: i piccoli allattati al seno sono infatti meno soggetti a malattie respiratorie, gastroenteriti, otiti e allergie e allo sviluppo nella vita futura di patologie croniche come diabete e obesità. Poppare il latte dal seno favorisce inoltre un più corretto sviluppo della bocca (struttura mandibolare e arcate dentarie) del bambino.

I benefici per la mamma

A guadagnarci dall’allattamento al seno è anche la mamma. Tanto per iniziare, allattare al seno rafforza il legame col piccolo e stimola il rilascio di endorfine, neurotrasmettitori coinvolti nella sensazione di benessere. Inoltre la suzione al seno praticata da parte del neonato appena dopo la nascita favorisce la contrazione dell’utero, facilitando il suo ritorno alle dimensioni pre-gravidanza e prevenendo le emorragie. Allattare al seno, poi, accelera la ripresa dal parto e riduce il rischio di depressione post parto; nel lungo termine riduce nelle mamme il pericolo di sviluppare l’osteoporosi in età avanzata e il tumore alla mammella e all’utero; facilita la ripresa del peso-forma, poiché la produzione di latte da parte dell’organismo materno comporta un notevole dispendio di calorie.

Cosa dice l’Oms

Il latte materno è l’alimento migliore per soddisfare i bisogni alimentari del bambino e l’allattamento al seno è il modo migliore per soddisfare i bisogni emotivi del piccolo: per questo l’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda il latte di mamma come unica forma di alimentazione per i primi sei mesi di vita (fino cioè a 26 settimane compiute), senza aggiungere  neanche l’acqua, e consiglia di proseguire nell’allattamento fino a quando la mamma e il bambino lo desiderano, anche oltre i due anni, integrando gradualmente la dieta con altri cibi a partire dal compimento dei sei mesi di vita del bimbo.

Dati ancora bassi

Nonostante le raccomandazioni dell’Oms, però, a livello mondiale la percentuale di bambini allattati al seno in modo esclusivo per i primi sei mesi di vita è ancora bassa – solo 4 su 10 – e nel nostro Paese la strada da fare è ancora lunga: se, infatti, nei primi giorni dopo il parto circa il 90% delle neomamme italiane allatta al seno il proprio piccolo, già alla dimissione dall’ospedale la percentuale scende al 77% per crollare al 30% a 4 mesi, e solo il 10% delle mamme continua ad allattare oltre i 6 mesi (leggi la nostra inchiesta).

Allattare al seno “È naturale!”

Per promuovere l’allattamento al seno e divulgare, in chiave ironica, il messaggio che ogni donna deve sentirsi libera di allattare, anche in pubblico o nei luoghi di lavoro, “sempre e ovunque“, il ministero della Salute ha lanciato la campagna “È naturale!“, uno spot da alcuni giorni in onda sulle reti Rai – ma che andrà anche sulle reti Mediaset (Canale 5 e Italia 1) e sul web con una versione più breve da 15 secondi – che ha come testimonial i comici Nuzzo&DiBiase. La scelta del ministero della Salute di pubblicizzare l’allattamento materno, spiega Maria Vicario, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (Fnopo), «è d’aiuto agli innumerevoli inviti che ostetriche, ginecologi, neonatologi e pediatri rivolgono da tempo ma che non sempre è facile seguire». L’appello alle neomamme «è di non scoraggiarsi davanti alle prime difficoltà e di chiedere consiglio alle ostetriche che sapranno aiutare, anche nei casi in cui, per specifiche situazioni, si dovesse optare diversamente».

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.