Proroga agli incentivi per gli impianti a biogas per aziende agricole o allevamenti

È nella Legge di bilancio 2019, pubblicata in Gazzetta ufficiale il 30 dicembre 2018 e in vigore dal 1° gennaio 2019 la proroga fino al 2020 degli incentivi per gli impianti di autoproduzione a biogas.

Una proroga per 2 anni, per questo tipo di alimentazione, mentre sono state prorogate di un anno (fino al 31 dicembre 2019) le detrazioni sull’efficienza energetica e quelle del 50% sulle ristrutturazioni edilizie.

L’incentivo per il biogas coinvolge gli impianti con potenza elettrica non superiore a 300 kW, i quali potranno continuare ad accedere agli incentivi secondo le “vecchie” procedure, modalità e tariffe previste dal DM 23 giugno 2016.

Gli incentivi previsti ma solo agli impianti di Biogas delle aziende agricole e in autoconsumo

Questi impianti, oltre al requisito indicato di potenza elettrica massima, devono “far parte del ciclo produttivo di un’impresa agricola o di un allevamento, realizzati da imprenditori agricoli anche in forma consortile, e la cui alimentazione deriva per almeno l’80% da reflui e materie derivanti dalle aziende agricole realizzatrici e per il restante 20% da loro colture di secondo raccolto (…)”.

L’accesso agli incentivi, inoltre, “è condizionato all’autoconsumo in sito dell’energia”.

In sintesi sono ammissibili i finanziamenti se

  • La potenza massima dell’impianto è pari a 300 kW.
  • Il soggetto responsabile proponente dell’iniziativa deve essere un imprenditore agricolo o un consorzio d’imprenditori agricoli.
  • L’impianto deve essere alimentato per 80% da reflui e/o sottoprodotti provenienti da attività di allevamento e per il 20% da culture di secondo raccolto.
  • L’energia prodotta deve essere consumata in sito.

Tutto ciò sarà applicabile fino all’emanazione del futuro decreto di incentivazione sulle rinnovabili elettriche (“Decreto FER 2”), che comprenderà le fonti escluse dal “Decreto FER 1”. Questa proroga servirà dunque da “ponte” fino alla pubblicazione del decreto FER2 che regolamenterà per almeno un biennio il regime incentivante per gli impianti di produzione da fonte rinnovabile con tecnologie non mature, innovative o suscettibili di innovazione, ovvero significativamente costose e che comprenderà anche il biogas.

L’ammissione agli incentivi potrà avvenire tramite accesso diretto oppure tramite registro, nel limite di un costo annuo di 25 milioni di euro. Il primo bando sarà pubblicato, a strettissimo giro, entro il 31 marzo 2019

Il GSE, Gestore Servizio Elettrico nazionale, formerà la graduatoria delle domande iscritte a registro nel suo sito internet, secondo  criteri  predefiniti di priorità.

Questa misura andrà a sostenere le iniziative relative ai piccoli impianti, mentre  per gli impianti di medie, grosse dimensioni, con il DM 2 Marzo 2018, il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) ha attivato un altro sistema incentivante per la produzione di biometano e biocarburanti.

Entro un anno dalla data di entrata in esercizio dell’impianto, il produttore deve procedere con la registrazione sul portale e l’attivazione della procedura che consentirà il riconoscimento della qualifica relativa all’impianto mediante portale dedicato sul sito del GSE.

Entro 120 giorni dalla data di ricevimento dell’istanza, il GSE valuterà la domanda e determinerà il quantitativo di CIC (certificati di immissione in consumo di biocarburanti) rilasciabili, mensilmente, in funzione dei dati tecnici dichiarati nell’istanza.

Per quanto riguarda gli impianti di biogas esistenti c’è la possibilità di convertire il sistema a Biometano destinando parte o tutta la produzione di gas e beneficiando degli incentivi previsti dal suddetto decreto. E’ possibile inoltre mantenere anche quota parta di incentivo sull’energia elettrica prodotta.

La misura prevista per impianti in esercizio entro il 31 dicembre 2022

Gli incentivi sono destinati ad impianti che entrano in esercizio entro il 31 dicembre 2022, per un periodo massimo di 10 anni dalla data di decorrenza dell’incentivo.

Il prezzo del CIC, previsto per il biometano avanzato immesso nella rete, corrisponderà a quello medio ponderato con le quantità, registrato sul mercato a pronti del gas naturale (MP-GAS) gestito dal GME nel mese di cessione ridotto del 5%. Per quanto riguarda i biocarburanti avanzati diversi dal biometano, Il GSE riconosce il valore dei corrispondenti CIC attribuendo a ciascun certificato un valore pari a 375 euro a certificato per la quantità massima annua.

Fonti:

http://www.nextville.it/approfondimenti/153

Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

commenta

Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.