Punto G, muscoletti vaginali e piacere femminile

Come trovarli e come trattarli

Sono passati 40 anni da quando l’associazione dei sessuologi Usa ha certificato l’esistenza del punto G scatenando polemiche che ancora non si sono sopite.

Ma ormai le evidenze scientifiche sono indiscutibili.

Negli anni ‘90 il Professor Jannini ha fotografato i tessuti cavernosi dimostrando che c’è e lotta insieme a noi. Questi tessuti sono detti cavernosi perché si gonfiano con l’eccitazione grazie a un aumento dell’afflusso di sangue.

Le ricerche di Jannini hanno però chiarito una questione essenziale: il Punto G non è un punto ma un’area particolarmente sensibile. Si tratta sostanzialmente di terminazioni nervose molto sensibili che potremmo descrivere, per semplificare, come la radice della clitoride (o del clitoride se preferite).

Questa zona del piacere è situata a circa 3 centimetri di profondità sulla parete della vagina anteriore, cioè dietro l’osso pubico. Accarezzare quest’area non è sufficiente, è necessario premere (senza esagerare che è delicata) verso l’osso pubico. Al tatto il centro di quest’area si presenta come una lieve depressione.

Continuare a negare l’esistenza di questa zona del piacere è ormai assurdo perché milioni di donne ne fanno esperienza continuamente. Ma allora perché tante discussioni?

La stretta connessione tra una buona mobilità muscolare pubococcigea e l’orgasmo delle donne

Perché alcune donne, eminenti sessuologhe oltretutto, continuano a sostenere che si tratti di un’illusione?

L’arcano è molto semplice.

La sensibilità di questa zona è connessa con la mobilità muscolare genitale.

Come tutte le parti del corpo anche l’organo femminile è dotato di muscoli (pubococcigei, altrimenti indicati con il termine pavimento pelvico; l’insieme dei muscoli che avvolgono l’area genitale si chiama Perineo).

I muscoli pubococcigei sono quelli che utilizziamo tutti, anche i maschi, quando facendo pipì blocchiamo il flusso delle urine (proprio come stai facendo in questo momento!). Si tratta di contrarre per alcuni secondi, senza sforzarsi troppo, il pavimento pelvico e quindi ascoltare il progressivo rilassamento. 3 secondi di contrazione, 9 secondi di rilassamento. È un esercizio base che puoi fare ovunque, non se ne accorge nessuno (fa bene anche ai maschi).

Condizionamenti culturali secolari hanno fatto sì che molte donne abbiano sviluppato una specie di negazione della loro fisicità genitale e quindi muovano pochissimo questi muscoli. Questo fatto determina gravi danni che rendono poco efficiente il controllo della minzione femminile: in Italia il 50% delle donne soffre di incontinenza delle urine dopo la menopausa.

Questo disturbo a partire dagli anni ‘30 si cura con la ginnastica come dimostrò il dottor Kegel. Questa ginnastica è molto più efficace dell’intervento chirurgico che oltretutto dà risultati spesso provvisori.

Inoltre è utile anche per prevenire il prolasso vaginale.

Ma Kegel scoprì anche che le sue pazienti che soffrivano di frigidità, sovente riuscivano a raggiungere per la prima volta il culmine del piacere dopo essersi dedicate per qualche tempo a questa ginnastica.

Il nesso è semplice: se non muovo i muscoli di una parte del corpo la sensibilità diminuisce e la sollecitazione può addirittura diventare fastidiosa invece che piacevole.

Con questo discorso non voglio certo affermare che solo scoprendo il piacere dell’Area G, una donna possa avere una vita sessuale soddisfacente. Ogni persona è diversa e il piacere ha molteplici forme; ci sono donne che hanno l’orgasmo prevalentemente clitorideo, altre che hanno maggiore sensibilità in altre aree della vagina. In questi anni molto si è parlato di altre zone orgasmiche… Dal punto di vista scientifico pare che queste diverse sensibilità dipendano sia dai terminali nervosi che si diramano nell’organo femminile sia da particolari sensibilità psicologiche. La sessualità è in realtà una questione nella quale l’emotività e i meccanismi psicologici sono ben più importanti delle questioni fisiologiche. Ma sicuramente conoscere di più il proprio corpo fa bene all’amore anche se poi una donna può scoprire che per lei la zona G è meno importante che per altre donne.

Per concludere accenno a due questioni connesse.

È importante sapere che risvegliando la muscolatura intima la donna potrebbe anche recuperare la capacità di emettere durante l’orgasmo un liquido simile a quello maschile. Se succede non spaventarti, è normale anche se poche donne occidentali lo sperimentano. Anche in questo caso è una questione che riguarda millenni di condizionamenti culturali. Presso molti popoli maggiormente matriarcali, che vivono una sessualità più libera, questa reazione è invece molto diffusa tanto che presso alcuni gruppi etnici la donna viene considerata adulta non quando ha le prime mestruazioni ma quando sperimenta l’eiaculazione. Il Professor Jannini ha fotografato quella che potremmo definire una prostata femminile che in alcune donne è sviluppata mentre in altre è praticamente assente. Quindi se non eiaculi non preoccuparti, ma se eiaculi stai attenta a non incappare in un sessuologo medioevale. Fino a pochi anni fa alcuni sessuologi scambiavano questa reazione fisiologica per incontinenza e procedevano col bisturi. Ma di questo tema parleremo diffusamente in un prossimo articolo.

Infine per chi dubita del nesso tra la mancanza di tonicità del muscolo pubococcigeo e l’incontinenza ricordo che mentre in Italia questo malanno è molto diffuso, tanto che la pubblicità dei pannolini per donne imperversa in tv, in Francia e Paesi scandinavi l’incidenza di questo disturbo è solo del 18%, una differenza enorme dovuta allo sforzo delle strutture sanitarie nella diffusione della ginnastica del pavimento pelvico.

ATTENZIONE: fare ginnastica fa bene ma NON fa bene bloccare il flusso delle urine!

Per saperne di più sessosublime.it
Il video del Centro Medico Sant’agostino
Esercizi per il pavimento pelvico

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.