Quando la pioggia è troppa fa male anche alla campagna

Il maltempo sta rovinando i raccolti e le semine in tutta Italia. La pioggia del novembre 2019 è da record

A novembre ci sono stati in Italia in media sei nubifragi al giorno con un numero di tempeste di pioggia, vento, trombe d’aria e grandine pari a più del doppio dello scorso anno. Sono dati diffusi da Coldiretti a proposito del maltempo che ha colpito Piemonte, Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Liguria, Calabria e Campania.

Questa volta alle zone che ormai purtroppo siamo abituati a vedere allagate dal telegiornale quando si verificano grandi piogge, come ad esempio la Liguria, si sono aggiunti altri territori, come l’astigiano e l’alessandrino.

Non è di molto tempo fa il rapporto Ispra, Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale, che ha affermato come il 91% dei comuni italiani sia in zone a rischio idrogeologico e più di 3 milioni di famiglie vivano in queste aree vulnerabili, tra l’altro sempre più cementificate. Lo stesso Ispra, come abbiamo raccontato su People for Planet, ha confermato che si continua a ricoprire aree naturali e agricole con asfalto e cemento, edifici e fabbricati, strade, infrastrutture e insediamenti commerciali e che a livello nazionale il consumo di suolo è passato dal 2,7% stimato per gli anni Cinquanta al 7,65% del 2017 segnando una crescita percentuale del 180%.

Novembre con pioggia record

Il novembre di maltempo ha portato, oltre ai danni alle infrastrutture, alla viabilità, alle abitazioni e agli edifici, una grande sofferenza anche per l’agricoltura. I danni sono stati ingenti, Coldiretti stima che arrivino a 100 milioni di euro: frane, vigneti distrutti, serre e tettoie divelte, aziende agricole isolate che sono rimaste senza collegamenti e per alcuni giorni anche senza elettricità.

Se tempeste e bombe d’acqua sono eventi sempre meno “eccezionali” e che si verificano sempre più spesso, laddove non ci sono stati nubifragi c’è stata pioggia, caduta continuamente per giorni e in grande quantità. L’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) piemontese ha calcolato che a novembre nel solo Piemonte è caduto il doppio della pioggia che cade in media in questo periodo, con 321 millimetri medi (32 centimetri, per capirci) caduti sull’intero bacino del Po fino alla confluenza con il Ticino, con un picco di 580 mm (58 cm), “corrispondenti a più della metà della precipitazione registrata solitamente in un anno intero”. Per l’agenzia in Piemonte quello del 2019 è il secondo novembre più piovoso degli ultimi 60 anni.

Dati simili si riscontrano in molte zone d’Italia, come racconta “Il Messaggero” in un articolo, in cui si spiega che molte zone d’Italia hanno ricevuto il doppio se non addirittura il triplo della pioggia normale per questo periodo.

I danni per l’agricoltura

Se spesso la pioggia in agricoltura è un bene, quando è troppa crea grandi difficoltà al lavoro nei campi. Quest’autunno ha iniziato a piovere mentre si stavano finendo i raccolti, e molti agricoltori delle regioni del Nord e del Nord Ovest hanno dovuto lasciare i cereali in campo e rinunciare al raccolto, soprattutto di mais, e in alcuni casi – nelle zone in cui le semine e i raccolti sono più tardivi – anche di riso. Questi, poi, sono anche mesi di semina, ma i terreni allagati non permettono neppure di entrare nei campi, né per preparare il terreno né per seminare. E dove si è già seminato, i germogli e le piantine rischiano di soffocare e marcire per la troppa acqua.

Effetto maltempo sul carrello della spesa?

Come accade spesso in queste occasioni, l’effetto maltempo potrebbe già iniziare a farsi sentire sul carrello della spesa. Coldiretti ha calcolato, sulla base dei nuovi dati Istat relativi ai prezzi al consumo, un aumento dei i prezzi dei vegetali freschi dell’1,2% a novembre rispetto a allo stesso mese dell’anno precedente.

In questo caso la variazione è ancora contenuta. Però è sempre bene ricordare con che percorso, tortuoso e fangoso, siano arrivate quelle verdure sulla nostra tavola.

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Redazione People For Planet

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Redazione centrale: Gabriella Canova, Simone Canova caporedattore centrale, Miriam Cesta settore Persona, Maria Cristina Dalbosco settore Società, Michela Dell’Amico settore Green

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