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Quando noi italiani eravamo i negri

Quanto è facile dimenticare la propria storia

Negli anni 60 nell’Italia settentrionale i meridionali, gli immigrati provenienti dalle regioni del sud Italia, erano considerati inferiori e chiamati terroni. Si raccontavano molte storie sulla loro incapacità di capire le cose più elementari. Ad esempio si diceva che non sapevano cosa fosse il bidé e che lo riempivano di terra e ci coltivavano il basilico. Era comodo perché bastava aprire il rubinetto per dare acqua alle piante.

I meridionali vivevano una condizione simile a quella che avevano vissuto gli emigranti veneti, lombardi e piemontesi andando a vivere negli Stati Uniti.

Ma gli stessi emigranti settentrionali, una volta rientrati in Italia ripagavano dello stesso razzismo, gli italiani che dal sud andavano nella valle del Po’.

All’inizio degli anni ’80 mi trovai in una bar vicino a Perugia, gestito da una coppia che aveva passato 20 anni in Belgio e che ben conosceva il disprezzo diffuso versi gli italiani che arrivati lì “per rubare il lavoro”. Quando entrai c’erano davanti al bancone due neri, ancora rara avanguardia di una massa di diserederati che dall’Africa martoriata da colonialismo e guerre, erano venuti a cercar fortuna in Umbria. La donna mi chiese subito cosa desiderassi bere dando platealmente a me la precedenza sui neri che erano arrivati per primi. Mi misi a discutere con lei su questa mancanza di buona educazione ma sembrava che non vedesse nessuna analogia tra lei, 30 anni prima in Belgio e questi due ragazzi con la pelle nera.

Ognuno rischia di essere il negro di qualcun altro. Ma poi si fa alla svelta a dimenticare.

Chi arriva a cercare lavoro viene facilmente visto come una minaccia. Ed è difficile far notare che i nostri emigranti sono stati una risorsa positiva per tutte le nazioni nelle quali sono andati a lavorare. Certo tra i migranti c’è un’alta percentuale di persone disperate che a volte arrivano a delinquere… Noi italiani abbiamo esportato la mafia… Ma gli aspetti negativi dovuti alla presenza di cattivi soggetti sono certamente controbilanciati abbondantemente dai vantaggi.

Oggi i popoli industrializzate fanno pochi figli e se non ci fosse l’apporto dei giovani immigrati la nostra popolazione sarebbe in calo e questo sarebbe un dato molto negativo anche perché la durata dell’età aumenta e abbiamo un numero crescente di disoccupati. Gli immigrati pagano le pensioni e in alcune nazioni anche l’assistenza sanitaria per gli anziani.

Falso anche che essi rubano il lavoro. In realtà svolgono mansioni che non vengono accettate dai cittadini delle nazioni industrializzate perché di basso livello e bassa retribuzione. Inoltre molti immigrati sono persone istruite, con una grande capacità di iniziativa e passione e ben presto riescono a dar vita ad attività imprenditoriali dando impulso e vitalità al mondo delle imprese. E i dati ci mostrano che questi imprenditori immigrati fanno aumentare il Pil e con  le tasse che pagano contribuiscono a coprire i costi della cosa pubblica ben più di quanto pesino sui bilanci statali.

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Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

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Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

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