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Quando si può dire che è “negazionismo” e quando sono libertà personali

Una linee sottile a stabilirne il confine

Non “negazionisti” solo per definizioni e recinti verbali che nulla hanno a che vedere con l’ampiezza del confronto democratico. Ai chiavistelli del “pensiero unico” l’on. Sara Cunial ha opposto nei giorni scorsi la riflessione ponderata di esperti giuristi convenuti per la conferenza stampa indetta come rappresentante dei Deputati del Gruppo Misto in una sala di Montecitorio. Gli ospiti hanno preso la parola per porre l’accento su questioni che dovrebbero accendere la discussione pubblica da oggi fino ai prossimi mesi, tenuto conto che il 31 luglio è la data fatidica che fissa il termine previsto per lo scadere dello stato di emergenza sanitaria. Costituzione, principio di legalità, diritti, dovrebbero, pertanto, collocarsi al centro del dibattito politico non come concetti accessori ed accantonabili.

L’avvocato Lillo Massimiliano Musso di Mille Avvocati per la Costituzione ha sottolineato: “Ci stiamo domandando fino a che punto si può arrivare nella restrizione delle libertà personali in nome di una tutela della salute pubblica accompagnata, però, da segnali inquietanti. Questo è l’argomento che offriamo alla valutazione dei cittadini, dal momento che il problema è originato da intenti che sono considerati buoni come la difesa dal contagio da Covid 19. Nessuno può, ovviamente, tifare per una malattia, ma ciò che vorremmo auspicare è la dimensione di una società plurale, aperta all’allargamento delle voci dei portatori di ragionamenti seri. Se le misure straordinarie diverranno permanenti, saremo di fronte ad una palese violazione dei valori costituzionali che informano l’ordinamento. La stessa disamina dell’art. 32 ci dice che la Repubblica tutela la salute come interesse della collettività ma anche come diritto dell’individuo che non può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. Ma chi statuisce l’interesse collettivo? L’eccedenza della decretazione del potere esecutivo? Le prerogative democratiche dei singoli non possono essere schiacciate da una definizione d’interesse collettivo che rischia di rovesciare l’intera impalcatura della Carta fondamentale dello Stato”.

La griglia dei diritti costituzionali

La Costituzione repubblicana contiene l’impianto etico-giuridico che ha consegnato la formulazione dei diritti civili, economici e le garanzie delle libertà personali. L’avvocato Angelo Di Lorenzo, del Foro di Roma, autore del libro “La sovranità del diritto tiranno: l’illusione del lockdown”, ha passato in rassegna gli articoli della Costituzione che sono epicentro di un apparato valoriale saldamente orientato verso la salvaguardia delle regole democratiche.

“La sovranità appartiene al popolo – ha puntualizzato – come stabilisce l’art. 1 della Costituzione che sancisce il diritto al lavoro, ma tale diritto non è soltanto una posizione soggettiva, è il tratto somatico dell’assetto giuridico-istituzionale. L’art. 2 prosegue con il riconoscimento dei diritti inviolabili e l’art.3 al comma secondo fissa il compito per lo Stato della rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza”. Da tali enunciazioni di principio discende il confronto con l’orizzonte socio-economico e culturale degli ultimi 18 mesi: la chiusura e la crisi di interi settori d’impresa, delle attività artistiche e culturali (mentre l’art. 33 prevede che “L’arte e la Scienza sono libere”) l’obbligo di restare nelle case, il coprifuoco, le limitazioni della circolazione, in netto contrasto con l’art.13, secondo il quale nessuno può subire restrizioni della libertà personale se non per provvedimento dell’autorità giudiziaria. L’art. 16 prevede, inoltre, la libera circolazione sul territorio nazionale, disposizione quest’ultima di cui tenere conto a proposito dell’introduzione della certificazione verde per gli spostamenti. Altri caposaldi costituzionali sono il diritto di riunione pacifica e senz’armi di cui all’art.17, il diritto all’istruzione, art. 34, il diritto di libera manifestazione del pensiero individuato dall’art.21, valori che rischiano di essere compressi dalle esigenze dell’emergenza al prezzo, però, di una riduzione della sfera dei diritti dei cittadini non foriera di benessere democratico.

La gerarchia delle fonti del diritto 

L’avvocato Antonio De Notaristefani, del Foro di Napoli, è il Presidente dell’Unione Nazionale delle Camere Civili e, intervenendo alla conferenza organizzata dall’on. Cunial, ha esordito: “E’ giusto domandarsi che cosa stia avvenendo. Mi occupo di diritto da una quarantina d’anni ed ho attraversato nell’arco della mia esperienza professionale il passaggio del bilanciamento dei criteri interpretativi dei valori costituzionali. Fino ad alcuni decenni fa riguardo all’art. 32 era radicato l’orientamento che considerava prevalente il fondamentale diritto alla salute. Lo scoppio del caso dellinquinamento dell’Ilva, le acciaierie di Taranto, ha posto il dilemma del confronto fra diritto al lavoro e diritto alla salute, nonostante i problemi oncologici palesemente acclarati fra i residenti della zona, anche bambini. La legge autorizzava la continuazione della produzione ed i magistrati hanno sollevato la questione di legittimità dinanzi alla Corte Costituzionale. Sullo sfondo c’erano 10mila famiglie che rischiavano di restare senza lavoro. L’attesa sentenza di cui fu relatore il notissimo costituzionalista Silvestri si è incentrata sulla regola del bilanciamento degli interessi sul presupposto che i diversi ambiti di diritto sostanziale devono poggiare sullo stesso piano secondo parametri di ragionevolezza e proporzionalità. In quest’ultimo anno e mezzo – ha proseguito De Notaristefani – ho il timore che gli stessi criteri non siano stati previsti per il Covid. È difficile mantenere la ragionevolezza in condizioni fortemente emergenziali, ma ho la sensazione che abbiamo inventato un diritto tiranno, destinato a prevalere sugli altri senza una razionalità equitativa. Dimentichiamo, soprattutto, il principio della gerarchia delle fonti e che nel nostro ordinamento la fonte del diritto di primo grado sovraordinata a tutte le altre è la Costituzione. Ciò richiede che l’esercizio dei poteri statali, la formulazione di ogni legge e regolamento, debbano essere mantenuti nell’alveo dello spirito costituzionale che è una sintesi giuridica equilibrata di diverse sensibilità politico-sociali e culturali. Se dopo il 31 luglio le norme emergenziali continueranno ad essere vigenti, i cittadini dovrebbero porsi il problema di un allarmante degenerazione degli istituti democratici nel nostro Paese”.

Daniela Muraca

Daniela Muraca

Giornalista pubblicista, cura per People For Planet, la rubrica mensile sull'audiolibro. Interessata ai temi socio-culturali, è anche impegnata nel settore scuola per la realizzazione di progetti didattici sul Cinema.

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Daniela Muraca

Daniela Muraca

Giornalista pubblicista, cura per People For Planet, la rubrica mensile sull'audiolibro. Interessata ai temi socio-culturali, è anche impegnata nel settore scuola per la realizzazione di progetti didattici sul Cinema.

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