Quanto è bella la Fase 2!

È un concentrato straordinario di nuove manifestazioni sociologiche. È il mondo all’incontrario.

Ritiro quanto detto in precedenza. La fase due è un concentrato straordinario di nuove manifestazioni sociologiche. È il mondo all’incontrario. Ecco un breve elenco di stupefacenti esempi:

“Stop al campionato!”

La gente non vuole il calcio. Pensavamo di essere un popolo di Santi, Navigatori e Allenatori di Pallone. E invece no: abbiamo deciso di rinunciare alla “cosa più importante tra quelle meno importanti” (citando Arrigo Sacchi). 
Ma come è possibile?

– Forse il Covid ci ha davvero liberati dalle nostre dipendenze. Una sorta di nuovo Messia che ci libera dai falsi idoli: scendi dal piedistallo, Cristiano Ronaldo. E cambiati quel nome. E pure il cognome!

– Forse, invece, è il senso in colpa: “Noi siamo qui a gioire per un gol mentre c’è gente in terapia intensiva” (cosa che peraltro accade sempre).
È l’evoluzione del concetto altissimo “non lasciare gli spinaci, pensa ai bambini dell’Africa che non li hanno” di mamma italica memoria. Concetto in sé poco efficace, capace di generare solo confusione nei poveri bambini. 
Poi dice che Salvini è cresciuto com’è cresciuto. Un’infanzia intera a pensare “certo che sono strani gli africani, perché mai dovrebbero desiderare di mangiare roba cattiva che cresce per terra?!”

– Forse invece siamo solo invidiosi: i soliti privilegiati tornano a una vita quasi normale mentre noi non sappiamo neanche quando potremo tornare a pagare l’abbonamento in palestra (senza andarci, in molti casi). E allora no. Mal comune mezzo gaudio, muoia Sansone e tutti i Filistei. 

– E poi abbiamo scoperto che essere tutti virologi è più divertente che essere tutti allenatori di calcio. Il calcio nei bar è divertente, ma oggi su Facebook salviamo delle vite: vuoi mettere?

“I nuovi sceriffi” e la grande comunicazione

Usciamo di casa a criticare la gente che è uscita di casa. “Ma cosa ci fanno tutte queste macchine intorno alla mia? Dove credete di andare? Mica è un liberi tutti!” Se aprissimo i finestrini e pensassimo a voce alta, otterremmo un sinc che manco il Coro dell’Antoniano. E allora eccoci:

– Siamo tutti grandi professionisti della settimana enigmistica. Nei parchi – mentre osserviamo due persone sedute, senza mascherina, sulla stessa panchine – passiamo intere mezzore a cercare le 7 piccole differenze che ci dimostrino che i due non sono parenti, congiunti, né affini. Ma solo meri trasgressori.

– Quel corso di fotografia comprato con Groupon finalmente serve a qualcosa! Eccoci lì a scegliere l’inquadratura migliore per appiattire le distanze e dimostrare inconfutabilmente a noi stessi e ai nostri 25 lettori (pardòn, followers) che davanti ai nostri occhi si stia verificando un assembramento. Quasi un’adunata sediziosa.

– È manna per i titolisti da prima pagina. “Gli italiani prendono d’assalto i parchi!”. “Una folla si riversa per le strade!”. 
A leggere i giornali pare la calata dei barbari e il crollo dell’impero romano. A guardar dal vero, sembriamo più degli strani animali che escono dal letargo e – diafani, con gli occhi ancora semichiusi – cerchiamo di ricordaci dove si trovasse la zona erbosa più vicina.
Sono gli stessi artefici delle “Bombe d’acqua” a seguito dei consueti acquazzoni estivi o del “Caldo record” che racconta una escalation che dovrebbe averci già consegnati all’estinzione.
Perdoniamoli, vivono di entusiasmi. E portano una sferzata di allegria a prime pagine che, spesso, altrimenti, sembrerebbero nascere con la polvere sopra.

“La gente della notte”

Le consegne sono chiare: bisogna uscire – ancora – solo per necessità. Con particolare riguardo da parte delle fasce a rischio. I locali sono chiusi e le minicar temono i predatori più grossi, con la luce cattiva nei fari e sui tettucci.
Ecco, allora, che la notte si popola di strani animali barcollanti.

– non sono vampiri, anche se di giorno non escono mai
– non zombies, anche se camminano malfermi e avanzano lenti
– non sono criminali, anche se si espongono a rischi
– non il popolo dei rave party o degli afterhours …

… Sono gli anziani. Che per evitare la “folla” dei lavoratori diurni, l’irruenza dei runners e il soffocamento da mascherina, sciamano silenziosamente sotto la luna. Che romantica o spettrale sia l’impressione di chi li osserva, hanno un che di dolcemente poetico. Come le foto dei leoni marini o degli aironi che si riprendono le città.

“Non provate a rifarlo a casa”

Ci mancavano i “Covid-Party” negli USA, in cui la gente si ammassa in un luogo chiuso con positivi al Coronavirus per sviluppare l’immunità. 
Di fatto ci si mischia con i malati nella speranza di contrarre il virus per non aver più paura di contrarre il virus. 
Non abbiamo certezze circa l’origine di tale brillante intuizione, ma sarebbe curioso domandar loro in quanti votino Trump.

Foto di Matt Seymour su Unsplash

Valeria Biotti

Valeria Biotti

Giornalista, autrice satirica, speaker radiofonica, vignettista, scrittrice, cantante. Ha al suo attivo collaborazioni con parecchie testate, tra cui Il Fatto Quotidiano e Pubblico. Attualmente scrive sul Corriere dello Sport e trasmette ON AIR sui 104.200 FM di Retesport.

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Valeria Biotti

Valeria Biotti

Giornalista, autrice satirica, speaker radiofonica, vignettista, scrittrice, cantante. Ha al suo attivo collaborazioni con parecchie testate, tra cui Il Fatto Quotidiano e Pubblico. Attualmente scrive sul Corriere dello Sport e trasmette ON AIR sui 104.200 FM di Retesport.

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