Quanto è “verde” l’ultima Manovra economica?

Nella Legge di bilancio 2019 insufficienti i tagli alle fossili

«Ci aspettavamo molto di più da questa Legge di bilancio – sono le parole di Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente – e invece mancano ancora una volta misure strutturali per invertire la rotta e spostare il prelievo fiscale sullo sfruttamento delle risorse ambientali.  Nonostante il testo contenga alcune misure green, questa manovra, come quelle precedenti, non costruisce sulle politiche ambientali, energetiche e climatiche un duraturo volano di sviluppo per il Paese e non contiene nessuna misura per cancellare i miliardari sussidi diretti e indiretti alle fonti fossili, oltre 16 miliardi l’anno. La sola riduzione di tre miliardi, da destinare magari all’auto elettrica e alla mobilità ciclabile, avrebbe potuto dare una spinta più netta al settore della mobilità sostenibile. E questo è solo un esempio di ciò che si potrebbe fare passando le risorse dai fossili alla sostenibilità».

Il Presidente di Legambiente rileva al contempo che «è importante che nella manovra siano state introdotte alcune misure ambientali, come ad esempio lo stanziamento per la bonifica dei cosiddetti siti orfani, i fondi per le nuove assunzioni al ministero dell’Ambiente, gli incentivi per le imprese che prevengono la produzione dei rifiuti da imballaggio, l’ampliamento del fondo destinato alle politiche “plastic free”, e la scelta di destinare il Fondo Kyoto anche all’efficientamento energetico di ospedali e impianti sportivi pubblici. Come anche la conferma per il 2019 del bonus verde e delle detrazioni per la riqualificazione energetica e antisismica degli edifici».

«Il risultato finale – sono sempre parole di Ciafani – è un testo che, seppur racchiuda alcune misure green, purtroppo presenta troppe ombre».

Parole in gran parte condivisibili, se andiamo ad analizzare una per una le misure qualificanti dal punto di vista ambientale della manovra.

Finanziamenti a scuole e ospedali “green”

La “manovra finanziaria” metterà a disposizione del già esistente Fondo per Kyoto (finanziamenti a tasso agevolato) per l’efficientamento energetico delle scuole e delle università soldi anche per gli ospedali e gli impianti sportivi pubblici. Inoltre il fondo sarà spendibile per l’efficientamento idrico. È da notare lo spostamento di risorse dall’affitto del termovalorizzatore di Acerra, per 20,2 milioni l’anno dal 2019 al 2024, al “Fondo bonifiche” del 2016 e nello specifico per gli interventi ambientali nel territorio della regione Campania. Una misura che sposta risorse sugli interventi puntuali in una zona come la Terra dei Fuochi.

Ecobonus auto

Per quanto riguarda l’ecobonus previsto per le auto ecologiche, la norma poteva essere migliorata prevedendo disincentivi per tutte le auto inquinanti con un sistema basato sul reddito, per non gravare troppo sulle famiglie meno abbienti, ma anche incentivi per chi vuole rottamare l’auto inquinante senza acquistarne una nuova, per ridurre il sovradimensionato parco circolante italiano, e per acquistare ad esempio abbonamenti per il trasporto collettivo.

E a proposito di Ecobonus: solo ieri giorni fa, nella serata del 28 febbraio, sono arrivati i chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate sulle modalità di applicazione della norma: e non sono incoraggianti… l’Ecotassa si paga subito e l’Ecobonus può attendere.

Auto elettriche scarse e bici assenti

E già che parliamo di auto, guardiamo anche a incentivi e penalizzazioni per veicoli in base all’emissione di CO2: gli incentivi sono sotto forma di sconto sul prezzo per quelli che emettono meno di 70 gr/km, sostanzialmente ibride ed elettriche e aumentano le tasse per chi supera i 160 70 gr/km, mentre sul fronte dell’installazione di sistemi di ricarica elettrica si usa lo stesso schema dell’Ecobonus, ossia la detrazione fiscale. Il provvedimento in realtà incentiva auto di costo elevato quali le ibride e le elettriche, mentre la penalizzazione per quelle inquinanti non sembra così determinante a sconsigliarne l’acquisto. Con il comma 104, la Legge stanzia per la mobilità ciclabile 2 milioni di euro, un fondo esiguo che consentirà la realizzazione di 66,05 km di “autostrade ciclabili”, che però non sono risultano previste nella normativa italiana.

Foreste

Istituzione di un Fondo per la gestione e la manutenzione delle foreste italiane per 14,9 milioni di euro per 4 anni. Ovvero 3,7 milioni l’anno. Una cifra il cui utilizzo concreto sarà interessante verificare nei fatti.

Più soldi al ministero per personale interno

Il Ministero dell’Ambiente è sotto organico da oltre dieci anni e il Ministro è riuscito a spuntare l’assunzione a tempo indeterminato, nei tre anni 2019-2021 di 420 unità di personale, di cui 20 dirigenti.

Plastiche

Sul fronte delle plastiche, punto che sta molto a cuore al Ministro Costa, la migliore notizia arriva ancora dalla Legge di bilancio 2018  – visto che dal 1 gennaio 2019 in Italia, e siamo in primi in Europa, sono banditi i cotton fioc in plastica non biodegradabile. Per il 2019, con la nuova Legge, in materia di plastiche arriva il credito d’imposta del 36% delle spese sostenute dalle imprese per l’acquisto dei prodotti riciclati ottenuti con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica e l’acquisto di imballaggi biodegradabili e compostabili o derivati dalla raccolta differenziata della carta e dell’alluminio. Con il limite però di 20.000 euro per ciascun beneficiario e, complessivamente, di un milione di euro annui per gli anni 2020 e 2021, a cui si aggiungono 100mila euro l’anno per finanziare attività di studio e verifica tecnica e monitoraggio. L’incentivo c’è ma ha dovuto fare i conti con la cassa: si tratta di cifre che su scala nazionale non saranno molto influenti per l’economia circolare.

Manutenzione, finalmente

Viene istituito un Fondo destinato al rilancio degli investimenti degli enti territoriali per lo sviluppo infrastrutturale del Paese, nei settori dell’edilizia pubblica, della manutenzione della rete viaria, del dissesto idrogeologico, della prevenzione del rischio sismico e della valorizzazione dei beni culturali e ambientali. E ha una dotazione di tutto rispetto: 3 miliardi di euro nel 2019, 3,4 miliardi per l’anno 2020, 2 miliardi per il 2021, 2,6 miliardi per il 2022, 3 miliardi per il 2023, 3,4 miliardi per l’anno 2024, 3,5 miliardi per ciascuno degli anni 2025 e 2026, 3,45 miliardi di euro per l’anno 2027, 3,25 miliardi per ciascuno degli anni dal 2028 al 2033 e 1,5 miliardi a decorrere dal 2034.

Spiagge

Per le concessioni demaniali in essere, nella Legge di bilancio 2019 si effettua una deroga di 15 anni. Il che significa che fino al 2034 non esiste nessuna possibilità d’introdurre la concorrenza e, quindi, nessun miglioramento di servizi all’utenza, poche possibilità di risanamento dei litorali,  scarse le possibilità di rimodulazione di esigui canoni demaniali.

Fonti:

https://www.huffingtonpost.it/stefano-ciafani/la-solita-manovra-senza-tagli-alle-fossili_a_23629859/

https://www.lifegate.it/persone/news/manovra-2019-ambiente

Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

commenta

Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.