Quarantena rap: solidarietà o caccia al like?

Molti cantanti hanno condiviso le proprie instant song sul Covid-19 durante la quarantena

Da metà marzo abbiamo assistito alla staffetta social di rapper e trapper, la “Covid Freestyle Challenge”, ideata da Emis Killa, che ha coinvolto Salmo, Lazza, Fred De Palma, Izi, Beba, Junior Cally, Tedua, Madame, Nitro, Fabri Fibra, Ghali, J-Ax e molti altri, e che con l’hashtag #covid19freestyle ha infiammato il web per settimane. I loro versi hanno incoraggiato molti a non uscire, a rimanere in casa come quelli del freestyle J-Ax: “Ma davvero ancora qualche pirla vuole uscire? Scemi come Carla Bruni fanno finta di tossire su WhatsApp mandano bufale per farti impazzire ho finito la pazienza, peggio delle mascherine”.

In diretta sono instant song

Per il settore musicale si tratta di una bella boccata d’aria, visto il tracollo subito negli ultimi mesi a causa di concerti e festival cancellati. Nonostante tutto, infatti, per molti artisti fare musica nei propri studi casalinghi non è così difficile, soprattutto rap, dove a fare il pezzo sono strofe e basi ripetitive. Cupe o ironiche, oggi raccontano di noia, dolore e reclusione: sono le cosiddette instant song, ovvero canzoni scritte in diretta, improvvisate, ispirate da fatti di cronaca e di attualità, che parlano della realtà quotidiana, comprensibili dal più vasto pubblico possibile.

Sebbene le instant song siano perfettamente accostabili al rap – in quanto il freestyle è esattamente questo, pura improvvisazione in rima – è giusto specificare che durante questa quarantena, il fenomeno è dilagato in tutti i generi musicali. Bono degli U2, ad esempio, il giorno di San Patrizio ha dedicato dal salotto di casa sua a tutti gli italiani un nuovo brano, Let Your Love Be Known. Anche i Pooh si sono riuniti a distanza per intonare la nuova canzone, Rinascerò, rinascerai, i cui proventi delle vendite dei diritti sono destinati interamente all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Il limite dei social

C’è chi come Mahmood definisce il proprio pezzo, Eternantena, un “inedito social”, perché si trova solo su YouTube. E non ha tutti i torti. La “Covid Freestyle Challenge” in particolare è stato proprio un fenomeno social, un momento di condivisione molto apprezzato dalla fanbase dei rapper che vi hanno partecipato: molti si sono sentiti meno soli, per una volta nella stessa situazione dei propri idoli e anche grati per quelle strofe inedite, così vicine a un quotidiano solitario per tutti.

C’è chi non ha apprezzato la challenge, come Ketama126, che non vi ha aderito e l’ha criticata in alcune stories su Instagram: “Io sinceramente di dire alla gente ‘restiamo a casa’, tutti presi bene, a far finta col sorriso di essere felice proprio non ho voglia”. Perché in fondo cosa rimarrà dei freestyle ai tempi del Covid-19? Forse le migliori strofe o forse solo l’hashtag. Fatto sta che così come i social danno visibilità così la tolgono. La viralità di questi contenuti lascia il tempo che trova. A qualcuno, molto cinicamente, è venuto il dubbio che sia stato fatto tutto questo solo per la smania di inseguire il “trend” del momento, ovvero il #coronavirus, alla maniera di Salvini con la Nutella qualche tempo fa. Ma è pur vero che nei giorni in cui la strada da fare chiusi in casa era tutta in salita, i freestyle, le dirette, e tutto l’ecosistema d’intrattenimento dei social dei personaggi pubblici, non ha fatto che alleviare la fatica di questa quarantena.

Caterina Conserva

Caterina Conserva

Giornalista con la passione per l'ecologia, i libri e le lunghe camminate in giro per il mondo

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Caterina Conserva

Caterina Conserva

Giornalista con la passione per l'ecologia, i libri e le lunghe camminate in giro per il mondo

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