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Quel mezzo punto che lega Ayrton Senna e Niki Lauda

Quel mezzo punto che lega Ayrton Senna e Niki Lauda

L’austriaco vinse il suo terzo titolo mondiale grazie a un giovane sconosciuto che spinse Prost a chiedere lo stop anticipato a Montecarlo

Pochi lo ricordano, ma c’è un sottile filo che lega Niki Lauda e Ayrton Senna. Fu anche grazie al brasiliano se nel 1984 il fuoriclasse austriaco vinse il suo terzo titolo mondiale. Il primo con la McLaren. Nove anni dopo il primo successo Mondiale con la Ferrari.

Era il 6 giugno del 1984. Sesta gara del Mondiale. Fin lì, la McLaren ne aveva vinte quattro (su cinque): due con Lauda e due con Alain Prost. Il ragioniere e il professore. Prost conquistò la pole position. Lauda partì dalla quarta fila. In settima, anonimo, c’era un giovane brasiliano alla guida della Toleman.

Pioveva quel giorno sul Principato di Monaco. Come otto anni prima, in Giappone, sul circuito del Fuji. Quando Niki Lauda, subito dopo la partenza, decise di fermarsi ai box e di fatto consegnò il Mondiale a James Hunt. Pochi mesi prima, Lauda aveva visto la morte sul circuito del Nürburgring. In uno degli incidenti che più sono rimasti impressi nella memoria degli appassionati (e non solo).

Otto anni dopo, Lauda non si ritirò sotto la pioggia. Recuperò posizioni e si ritrovò al secondo posto dietro Alain Prost. Prima di essere superato dal giovane brasiliano e di finire fuori con un testa coda. Senna, lo sconosciuto Senna, quel giorno era irrefrenabile. Guadagnava secondi su secondi su Prost colui il quale anni dopo diventerà il suo più acerrimo rivale.

Su quel pomeriggio del 6 giugno 1984, come spesso accade, aleggiano aneddoti e leggende. C’è chi giura che Prost riuscì a imporre lo stop anticipato della corsa a causa della pioggia. Lo fece per evitare l’umiliazione di vedersi superato da questo giovane 24enne brasiliano che non aveva ancora conquistato un podio nella sua vita. Un affronto non digeribile.

E così la gara venne chiusa in anticipo. A Prost, però, vennero assegnati 4,5 punti invece dei 9 previsti per la vittoria. Chissà se qualche mese dopo, il professore si pentì delle sue (eventuali) pressioni sul giudice di gara. Perché se la corsa fosse stata completata, lui avrebbe sì subito il sorpasso del giovane Senna ma avrebbe portato a casa i 6 punti del secondo posto aziché i 4.5 della vittoria mutilata.

Perché fu proprio per mezzo punto che quell’anno Niki Lauda vinse il suo terzo mondiale. Stavolta, all’ultima gara, in Portogallo, l’austriaco non si ritirò. Per vincere il Mondiale gli sarebbe bastato arrivare secondo, e secondo arrivò. Rivinse il Mondiale sette anni dopo. E lo conquistò anche grazie a quel brasiliano che sarebbe entrato nella storia dell’automobilismo almeno quanto lui.

L’anno successivo, Lauda annunciò il ritiro. Per la seconda, definitiva, volta.

Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo

Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.

Massimiliano Gallo

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Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.