Raffaele Cantone: «La corruzione in Italia? C’è chi pensa che il problema sia la lotta alla corruzione»

Il Presidente dell’Anac a un passo dall’abbandono?

Raffaele Cantone, in una intervista rilasciata al Corriere della Sera (5 febbraio), fa intravedere il suo possibile abbandono della presidenza dell’Authority Anticorruzione (ANAC). Abbandono poi smentito dallo stesso Cantone: «Non mi dimetto»; anche se è filtrato dal Consiglio Superiore della Magistratura la notizia che abbia fatto domanda per tornare a fare il giudice a Perugia, Frosinone o Torre Annunziata.

Nell’intervista al Corriere tra l’altro Cantone dice: «Questa esperienza è ormai finita.  «Sembra che il problema del Paese sia diventato l’anticorruzione».  «Mi sono sentito sopportato e siccome non sono un uomo per tutte le stagioni ho meditato a lungo e poi ho capito che era arrivato il momento di tornare a fare il mio mestiere [di giudice]».

Alla base della sua decisione sarebbe una diversa visione di come portare avanti la lotta alla corruzione rispetto a quella del Governo.

In una intervista rilasciata alla fine dello scorso anno al Fatto Quotidiano (28 dicembre) aveva segnalato il suo dissenso su alcune modifiche della normativa sugli appalti introdotte nella legge di Bilancio perché, diceva, «aumentano i rischi di corruzione». In particolare criticava la norma che alza a 150mila euro il tetto per l’affidamento degli appalti con procedura diretta, perché sotto quella soglia «non è richiesta neanche la certificazione antimafia e la gara non sarà pubblica d’ora in poi. C’è il rischio che imprese legate alla criminalità organizzata, al Nord come al Sud, ricevano appalti senza controlli». Secondo Cantone c’è la volontà, affermata dal Governo, di «strappare e riscrivere il codice degli appalti» con una visione meno garantista dell’attuale al fine, secondo il Governo, di rendere più rapide e snelle le procedure di assegnazione.

Secondo il corriere.it (6 febbraio) il primo ad attaccarlo fu Giuseppe Conte che il 7 giugno, appena nominato presidente del Consiglio, ci tenne a dire che «dall’Anac non abbiamo avuto i risultati che speravamo». Qualche giorno dopo ci fu una retromarcia, ma ormai il segnale era stato inviato e infatti Cantone non ha mai avuto «la sensazione che ci fosse la volontà di marciare insieme». Ancor più freddi i rapporti con Luigi Di Maio, tanto che più volte ha detto di non aver capito «se sono davvero interessati alla materia». Un quadro che in meno di un anno lo ha dunque convinto sulla necessità «di fermarmi, perché questa esperienza è ormai finita».

Tra le iniziative più recenti dell’Anac presieduta da Cantone:

– la denuncia all’Autorità Giudiziaria dell’assegnazione dei subappalti per la realizzazione di case antisismiche per i terremotati (poi marcite alle prime nevicate) nelle Marche e nel Lazio ad imprese con forti pendenze con il fisco e con certificati antimafia irregolari (la Repubblica, 4 febbraio)

– la segnalazione alla Corte dei Conti di opere pubbliche nei nuovi quartieri di Roma del valore di decine di milioni di euro bloccate e quindi non utilizzate anche per mancanza di collaudo da parte del Comune (Corriere della Sera, 19 gennaio).

Chi è Raffaele Cantone. Nato a Napoli nel 1963, è presidente dell’Anac dal 2014.

È stato sostituto procuratore presso il tribunale di Napoli, dove si è occupato principalmente di criminalità economica, poi è entrato nella Direzione Distrettuale Antimafia. Si è occupato delle indagini sul clan camorristico dei Casalesi, riferite anche nel libro di Roberto SavianoGomorra, riuscendo ad ottenere la condanna all’ergastolo dei più importanti capi di quel gruppo fra cui Francesco Schiavone, detto Sandokan e Francesco Bidognetti, detto Cicciotto ‘e Mezzanott. Si è occupato anche delle indagini sulle infiltrazioni nel settore dei rifiuti e delle infiltrazioni dei clan casertani all’estero, in particolare in Scozia, in GermaniaRomania ed Ungheria,

Vive sotto scorta dal 2003 dopo che gli investigatori scoprirono il progetto di un attentato ai suoi danni organizzato dal clan dei Casalesi.

Dopo la costituzione dell’Anac, l’Italia è risalita in cinque anni dal sessantanovesimo al cinquantatreesimo posto nel Corruption Perception Index, il rapporto annuale sulla corruzione percepita in tutti i Paesi del mondo che si basa su 13 sondaggi e valutazioni di esperti sulla corruzione nel settore pubblico.

Fonti:
Corriere della Sera
Il Fatto Quotidiano
Corriere.it
Repubblica.it
Transparency.it
Wikipedia

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project manager di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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