Recovery Fund, all’alba l’accordo. Italia protagonista

Ma basta con i populismi

“Deal!”, ha scritto veloce su Twitter il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, all’alba di oggi. E poco dopo ha dichiarato, soddisfatto, in conferenza stampa: “Ce l’abbiamo fatta, l’Europa è forte e unita. È un ottimo accordo, e giusto. Ed è un segno concreto che l’Europa è una forza in azione”. Insomma è andata anche stavolta, nuovo record per una trattativa iniziata venerdì scorso per i leader europei, impegnati a stabilire quale fosse il modo giusto per sostenere la ripresa post coronavirus nei Paesi europei: tra Paesi “frugali” (ovvero “parsimoniosi”: Austria, Olanda, Danimarca e Svezia) a frenare gli animi, e Paesi più deboli e più colpiti, come il nostro, a chiedere meno prestiti. Tutti sotto la guida di Merkel e Macron. “E’ un giorno storico per l’Europa”, commenta il presidente francese, un giorno che cambia le politiche economiche del continente e che per lunghe nottate pareva non doversi compiere mai.

Italia protagonista e osservata speciale

Il piano straordinario da 750 miliardi di euro vuole salvare dal tracollo finanziario i paesi più colpiti dal Covid-19, con soldi che saranno trovati da Bruxelles attraverso gli eurobond. I trasferimenti a fondo perduto scendono da 500 a 390 miliardi e i prestiti salgono da 250 a 360 miliardi.

L’Italia è la grande protagonista e principale beneficiaria: più della Spagna, proprio come volevano tedeschi e francesi. Ottiene 208,8 miliardi, di cui 81,4 in trasferimenti e 127,4 in prestiti, per trasformare l’economia del Paese secondo le priorità e le raccomandazioni dell’Ue. Le condizioni poste, infatti, le potremmo definire a prova di populismo: un vizio che chi ci conosce sa che potremmo ripetere. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha accettato una serie di condizioni per avere tanta generosità di fondi, tra le quali il famigerato “freno di emergenza”. Si tratta di una legittima assicurazione contro il possibile ritorno di una maggioranza sovranista e anti-euro, come del resto fu anche il primo governo Conte. Se invece Roma lavorerà in accordo con Bruxelles, i fondi viaggeranno sempre senza problemi. Un principio di precauzione che in fondo rafforza l’attuale governo.

Conte: “Al lavoro”

“Abbiamo conseguito questo risultato tutelando la dignità del nostro Paese e l’autonomia delle istituzioni comunitarie”, il commento a caldo del premier. “Il governo italiano è forte: la verità è che l’approvazione di questo piano rafforza l’azione del governo italiano. Ora avremo una grande responsabilità: con 209 miliardi abbiamo la possibilità di far ripartire l’Italia con forza e cambiare volto al Paese. Ora dobbiamo correre”.

Il Recovery Fund

Nel dettaglio, l’accordo mette sul tavolo 750 miliardi, 500 a fondo perso e 110 in prestiti, su spinta dei “frugali”, che ottengono anche un aumento dei loro rebates, gli sconti ai versamenti al Bilancio comune 2021-2027. L’equilibrio finale del Recovery è dunque di 390 miliardi di sovvenzioni da non rimborsare e 360 miliardi di prestiti.

Si tratta di un “pacchetto senza precedenti – ha precisato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen- Il Recovery and Resilience Facility è stabilito in una maniera molto chiara: è volontario, ma chi vi accede deve allinearsi con il Semestre europeo e le raccomandazioni ai Paesi. Finora dipendeva solo dai Paesi rispettarle o meno – aggiunge – ma ora le raccomandazioni sono legate a sussidi e potenziali prestiti”.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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