Rifiuti erranti, la colpa è della politica

Paghiamo più tasse, perdiamo salute e bellezza a causa di una politica che impone ai rifiuti di viaggiare su gomma per tutta la penisola

L’Italia ha prodotto nel 2018 30,2 milioni di tonnellate di rifiuti urbani: 600mila più dell’anno precedente. Di questo oceano di rifiuti, 2 milioni di tonnellate sono stati trattati in Regioni diverse da quelle che le avevano prodotte. Il dato è stato diffuso da Utilitalia, Associazione che riunisce le imprese ambientali, idriche ed energetiche italiane.

L’avversione politica ai termovalorizzatori

Il Nord ha preso 1,7 milioni di tonnellate dal Centro Sud, e le ha smaltite garantendo il limite massimo del 10% in discarica che l’Unione Europea ci ha imposto come obiettivo per il 2035. A livello nazionale però, oggi siamo ancora oltre il 20%. Per il Nord questo è possibile grazie agli impianti di termovalorizzazione, che invece le regioni del Centro Sud (soprattutto per le pressioni sul tema fatte dai Cinque Stelle) non vogliono. Ma non solo: dietro questo sistema sbagliato, si nascondono anche le cause dei sempre più frequenti roghi dolosi – in Lombardia come nel resto d’Italia – appiccati agli impianti di smaltimento.

Il paradosso

Di conseguenza il fenomeno molto italiano dei rifiuti in viaggio dal Lazio alla Toscana ma anche dalla Campania alla Puglia continua. Si tratta di 104mila viaggi di camion – quindi su ruota: molto impattanti – l’anno, per un totale di 37 milioni di chilometri percorsi, 75 milioni di euro di costo e 11mila tonnellate di CO2 emessa in quello che è già il Paese europeo con il più alto numero di morti precoci per inquinamento dell’aria. Il paradosso sta nell’effetto di una politica che – rifiutando i termovalorizzatori perché ritenuti troppo inquinanti – aumenta invece le emissioni inquinanti totali. Inoltre, naturalmente, questi viaggi hanno un costo che paga il contribuente, attraverso la Tari.

Naturalmente, come è il caso soprattutto per Roma, la mancata gestione dei rifiuti non dà solo perdite economiche dirette, ma anche indirette, a causa ad esempio dell’effetto sul turismo per una città dove spesso anche passeggiare sui marciapiedi è impossibile.

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

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