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Rifiuti tecnologici, cresce il riciclo in Italia: cosa fare quando si butta via uno smartphone

Nel 2018 310mila tonnellate di rifiuti di apparecchiature elettroniche

Il report annuale del Consorzio Remedia: nel 2018 gestite in totale 310mila tonnellate di rifiuti di apparecchiature elettroniche, il 34 per cento in più rispetto al 2017. Il direttore generale Bonato: «Ma per arrivare ai livelli europei serve cambiare la cultura delle persone»

RAEE, aumenta il riciclo in Italia

Cosa farsene di un Pc o uno smartphone mezzo rotto? Solo un terzo degli italiani sa la risposta. Così risulta a Remedia, uno dei Consorzi più attivi nello smaltimento e riciclo dei Raee, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Che hanno un forte impatto ambientale ed economico se non gestiti nel modo corretto. La situazione, però, migliora di anno in anno: la raccolta nel 2018 in Italia nel 2018 è stata pari a 310.610 tonnellate. di cui quasi 125 tonnellate sono state smaltite da Remedia, che si conferma leader del settore. Nel suo report annuale aggiunge di aver registrato un incremento del 36 per cento rispetto al 2017, segnale che qualcosa sta cambiando. «La sensibilità sta crescendo — ci spiega il Direttore Generale Danilo Bonato — e c’è quindi più propensione per gestire in modo differenziato questo tipo di rifiuti». Non abbastanza però. È un tema culturale che va cambiato». In Italia siamo al 40% circa di tasso di raccolta di Raee. Ancora lontani dall’obiettivo del 65% imposto dall’Ue. Cosa fare, dunque, quando ci si ritrova in casa un elettrodomestico rotto, uno smartphone danneggiato, un Pc da buttare?

I contenitori nei punti vendita

Seguiamo dunque il percorso corretto che uno smartphone rotto dovrebbe fare per essere smaltito e per entrare nell’economia circolare che permette il riciclo dei suoi componenti. Il primo gesto è recarsi presso un punto vendita della distribuzione di prodotti elettronici. In ognuno di questi negozi è presente un contenitore per la raccolta di RAEE. Il servizio è oggi obbligatorio e per il consumatore molto semplice da utilizzare. Non c’è bisogno di firmare nessun modulo, né di fornire nessun dato. Esistono due tipologie di contenitori: 1contro1 (ovvero quelli che, alla riconsegna, permettono di avere uno sconto sull’acquisto di un nuovo dispositivo) e 1contro0 (semplicemente si inserisce il prodotto da buttare senza nessun vincolo). «A noi risulta che solo un terzo degli italiani sa dell’esistenza di questi contenitori — aggiunge Bonato — Un terzo è poco, tenendo conto che un nucleo domestico di ¾ componenti compra almeno 20 apparecchi elettronici in un anno. E sono sempre più in crescita. Dovrebbero essere informati che la riconsegna è per il benessere di tutti».

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