Rifò è un’azienda italiana che produce capi e accessori di abbigliamento realizzati interamente con fibre tessili rigenerate al 100%. I jeans diventano morbidi maglioncini in cotone. Disegno di Armando Tondo, settembre 2019.

Rifò prende il tuo vecchio vestito e lo trasforma

Rifaccio, ricucio, rivesto. È la Circular Fashion Made in Italy, come si definisce il progetto di due giovani pratesi travolti dal successo

Niccolò Cipriani era in Vietnam quando ha realizzato con i suoi occhi il problema della sovrapproduzione che grava sul settore dell’abbigliamento. «Le strade di Hanoi sono piene di negozi dal nome “Made in Vietnam” che vendono tutti capi di abbigliamento prodotti in Vietnam, esportati in Occidente, non venduti in Europa e rispediti in Vietnam per non abbassare i prezzi del mercato occidentale. Una volta non venduti, questi indumenti vengono direttamente gettati in discarica o in un inceneritore. Nell’industria tessile si produce molto di più di quanto venga consumato», racconta Niccolò. Preso atto del sistema che sta dietro all’industria, a Niccolò tornò in mente l’antica tradizione pratese del rigenerare tessuti, e pensò di iniziare a utilizzare tutti i vestiti che vengono buttati per rifarci un nuovo filato (Rifò, in toscano, è non a caso il nome scelto per la sua nuova azienda). La società è stata costituita nel luglio 2018 mentre il progetto era partito con un crowdfunding nel novembre 2017.

La crescita è a razzo. «Siamo passati da 2 dipendenti a 5 in questo momento, e per quest’anno prevediamo di allargare ulteriormente il team. Vendiamo molto sia online che con negozi che rivendono i nostri prodotti, e quest’anno dovremmo superare i 250.000 euro di fatturato, che è triplicato rispetto allo scorso anno. Mentre scriviamo, sul sito sono sold out buona parte dei prodotti.»

Assieme a Niccolò, l’azienda è stata fondata nel 2017 da Clarissa Cecchi. Obiettivo: produrre capi e accessori realizzati interamente con fibre tessili rigenerate al 100%. A renderli speciali, come e più di altre aziende attive nel campo della sostenibilità, la nuova tecnologia che ha permesso loro di riciclare anche gli onnipresenti jeans – molto, troppo resistenti, e finora impossibili da riutilizzare -, con i quali Rifò produce morbidi maglioncini in cotone dal colore complesso e indefinibile, derivato dalla scelta di non tingere nuovamente il capo eliminando quindi l’uso di coloranti e prodotti chimici. Un successo. La stoffa è derivata al 100% da tessuto denim riciclato e rigenerato, al 97% in cotone. Il restante 3% è composto da altre fibre non specificate: quelle di cui sono fatte le cuciture dei jeans. Il maglione di cashmere è una novità di questo autunno, prodotto a partire da vecchi maglioni che vengono sfilacciati, trinciati fino a riportarli allo stato di fibra per poi produrre un nuovo maglione, che non viene tinto. Così teli, magliette, berretti, sciarpe.

Le imprese basate sulla sostenibilità e il riciclo sono il futuro? «Sì, però non ci deve essere solo la sostenibilità, ci deve essere anche il prezzo, la qualità e il design. Non basta da sola la sostenibilità per essere competitivi nel mercato, quella è un valore aggiunto una volta che siamo competitivi con prezzo e design. All’inizio abbiamo dovuto dare credibilità al nostro progetto, e non è stato facile. Abbiamo dovuto dimostrare che un capo rigenerato è di qualità, ed è adatto per essere indossato tutti i giorni». Tra le difficoltà che un giovane imprenditore del verde, come Niccolò, ha dovuto affrontare, anche il fatto che «siamo indietro sul lato legislativo, perché non si può ancora considerare un vecchio indumento come rifiuto e non come bene economico» (qui ne avevamo già parlato in merito alla lana).

Le idee buone di Rifò non finiscono qui. Il “Servizio Forever” permette, dopo 2 anni dall’acquisto, di rendere il prodotto per poterlo rigenerare di nuovo. In cambio, si ha diritto a un buono acquisto di 10 euro.

Ma se l’idea piace e si vuole aiutare Rifò, si può diventare un punto di raccolta vero e proprio inviando un carico superiore ai 10kg: si avrà diritto al 20% di buoni in più su ogni spedizione effettuata.

Immagine di copertina: Armando Tondo

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente