Rimini non vuole il parco eolico offshore

Crescono le opposizioni alle rinnovabili, che già hanno i loro grossi problemi

No all’energia pulita, sì al turismo: come se le due cose dovessero per forza alternarsi. Rimini ha paura del parco eolico offshore, ovvero al largo delle sue coste, che dovrebbe sorgere con un progetto di Energia Wind 2020 e che è stato definito di “devastante impatto paesaggistico” da Michele Barcaiuolo, Fratelli d’Italia. Il fronte unito del no comprende anche Lega e l’associazione Italia Nostra. Si tratta di 59 pale eoliche alte 125 metri a poche miglia dalla costa e “perfettamente visibili all’orizzonte, su due piattaforme marine in acciaio di 40 metri di diametro”, ha spiegato Barcaiuolo.

Anche la Toscana è in fermento

Nel frattempo, qualche giorno fa, Vicchio, vicino Firenze, è scesa in piazza contro il suo impianto eolico. Sono intervenuti i carabinieri. Tutti identificati i partecipanti al flashmob, e sequestrati i cartelli che per il sindaco: “contenevano frasi irriguardose. Molte offese sono arrivate anche sui social”. Anche qui animi caldi dunque, per un progetto eolico di AGSM denominato “Monte Giogo di Villore”. Qui a tenere banco è il M5S, che precisa: “Non siamo contrari all’eolico, ma lo siamo a questo progetto che presenta innumerevoli criticità”, sostanzialmente paesaggistiche. Lo chiamano per questo “eolico selvaggio”.

Si allontana l’obiettivo energia pulita

Eppure il Renewable Energy Report 2020 presentato dal Politecnico di Milano questa mattina mostra bene che il settore ha già di suo enormi difficoltà, senza bisogno dell’effetto Ninby. L’epidemia da Covid-19 ha impattato pesantemente sul settore delle energie rinnovabili, che già era cresciuto in modo modesto nel 2019. Questo costringerà a un vero tour de force dal 2021 se si vorrà tentare di centrare comunque gli obiettivi 2025: 1,48 GW/anno, in media, per il solare e 1 GW/anno per l’eolico. La nuova potenza installata in Italia lo scorso anno è stata infatti di circa 1.210 MW, oltre 50 MW in più (+4%) rispetto al 2018 e tuttavia decisamente limitata, trainata principalmente dai comparti di eolico e fotovoltaico soprattutto nell’ultimo trimestre dell’anno. A dicembre 2019, complessivamente la potenza installata da rinnovabili superava i 55 GW (37 GW se si esclude l’idroelettrico “storico”), circa il 45% del parco di generazione italiano che non ha visto nessun incremento da fonti tradizionali.

W le pale eoliche

Tornando a Rimini, sul fronte del sì c’è solo il Partito democratico. Il presidente della provincia di Rimini, Riziero Santi, sottolinea come “non si possa restare ancorati al petrolio”. “Non si può parlare di inquinamento acustico”, aggiunge il consulente energetico internazionale Alex Sorokin: le pale sorgeranno a molte centinaia di metri dalla costa. E aggiunge: “Nel mare del Nord hanno constatato che col passare del tempo le fondazioni delle turbine diventano oasi ricche di flora e fauna, proprio come avviene sui relitti, per cui l’effetto sull’ecosistema è positivo”. Resta la questione dell’impatto visivo.

Una manna anche per l’occupazione

Poche cose, personalmente, mi affascinano come le pale eoliche. Il loro movimento lento e costante, la sostanziale assenza di rumore, la loro finalità sostenibile: tutto concorre a renderle piacevoli alla mia vista. Ma ammesso che così possa non essere per tutti, sia chiaro che il parco eolico pensato per Rimini non occuperà una zona turistica. Nascerà in mezzo alle esistenti piattaforme metanifere, a nord del gruppo Azalea e a sud del gruppo Regina. Si tratta di un investimento di un miliardo di euro, con un indotto di 100mila lavoratori. Creerà 200 posti di lavoro permanenti tra dipendenti diretti e indotto. Ma a parte questo, è chiaro a tutti che non possiamo intensamente volere un futuro diverso, se non siamo disposti a un minimo di elasticità e apertura al cambiamento.

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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