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“Rischio terrorismo”: l’ambasciata americana affossa il turismo italiano

Dagli anni di Covid agli anni di piombo il passo è breve, pare

Non bastava il Covid-19 a fare da deterrente, ora c’è anche il terrorismo. Appare quanto meno eccessiva la raccomandazione apparsa sul sito dell’ambasciata Usa a Roma e pubblicata nella pagina “Italy Travel Advisory: Level 4: Do Not Travel, April 20, 2021“, che non si limita a segnalare la gravità della situazione pandemica in Italia, ma affonda il colpo con una sezione dai toni allarmanti, “Exercise increased caution due to terrorism“, che tradotto significa: “Esercitate maggiore cautela a causa del terrorismo”.

Dagli anni di Covid agli anni di piombo il passo è breve, pare:

L’Italia ha un rischio di vecchia data rappresentato da gruppi terroristici, che continuano a organizzare possibili attacchi in Italia. I terroristi possono attaccare con poco o nessun preavviso, prendendo di mira località  turistiche, snodi di trasporto, mercati / centri commerciali, strutture governative locali, hotel, club, ristoranti, luoghi di culto, parchi, grandi eventi sportivi e culturali, istituzioni educative, aeroporti e altro aree pubbliche.

Una raccomandazione ben poco diplomatica, che rischia di alimentare tensione e panico a scapito del già claudicante turismo italiano, che a causa della pandemia ha visto chiudere il 30% degli alberghi lasciando senza lavoro oltre 400 mila addetti.

Uno sgambetto al nostro già claudicante turismo che scalpita per risollevarsi nella prossima estate o un’iniziativa dell’intelligence americana sulla base di informazioni che in Italia ignoriamo?

Quel che è certo è che un allarme simile crea panico tra tutti, sia in chi in Italia vorrebbe venirci in vacanza, sia chi in Italia ci vive. E no, non se ne aveva proprio bisogno.

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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