Rula Jebreal, prima esclusa e poi riammessa da Sanremo sovranista

La giornalista naturalizzata in Italia porterà all’Ariston un tema né di destra né di sinistra: la violenza di genere

“Sabato scorso mi hanno telefonato pregandomi di fare io il passo, di rinunciare spontaneamente. Mi sono rifiutata. Gli ho mandato un messaggio scritto: se volete censurarmi dovete essere voi ad assumervene la responsabilità”.

È decisa a fare chiarezza Rula Jebreal, invitata al Festival di Sanremo in veste di portavoce di un tema che non è né di destra né di sinistra: la violenza di genere. Poi, la Rai ha fatto un passo indietro.

A decidere di escludere Rula Jebreal dalla kermesse, stando alle ricostruzioni di Giovanna Vitale, è stata niente meno che la direttrice di RaiUno, Teresa De Santis, quota leghista in Rai. La De Santis avrebbe escluso Rula Jebreal (nata in Israele da padre israeliano con ascendenze nigeriane e madre palestinese, naturalizzata in Italia) per “ragioni di opportunità”. Sì, sprecate. Come l’occasione di tacere, puntualmente sprecata da Matteo Salvini, che per ribadire la politicizzazione della scelta, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, ha definito la giornalista “valletta”. “Rula Jebreal? Non mi occupo di vallette perché ho le giornate abbastanza piene”. E in effetti di giornate piene ne ha sempre avute. Quando nel 1993 Rula Jebreal vinceva una borsa di studio e si laureava perfettamente in corso a Bologna, lui si impossessava della prima poltrona in politica. Entrambi sono giornalisti.

Nel 1997 Salvini si avvia alla scintillante carriera per il quotidiano La Padania, falsificando diverse note spese e presenze senza di fatto lavorare per guadagnare di più (a dirlo è stato l’allora direttore del giornale, Gigi Moncalvo, che ne chiese le dimissioni). Nello stesso anno la Jebreal collaborava con ben tre testate (Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino).

Nel 2004 Salvini diventa eurodeputato e assume il figlio di Umberto Bossi (quello con la laurea falsa in Albania) come suo assistente. Nello stesso anno, la Jebreal conduce l’edizione notturna del telegiornale di La7, collabora con il Messaggero, si occupa della rassegna stampa dei quotidiani in lingua araba.

Nel 2006, quando Salvini lascia la poltrona da europarlamentare per riappropriarsi di quella milanese (solo dopo essersi aggiudicato un posto nella top20 dei peggiori deputati del Parlamento europeo redatta dall’autorevole quotidiano di Bruxelles, Politico, la Jebreal lavora con Michele Santoro ad Annozero.

Dicevamo, occasioni sprecate.

Sul palco dell’Ariston non compaiono certo i curriculum professionali, e in fondo è giusto così. Ad esempio, è giusto che Rita Pavone torni a calcarlo dopo 50 anni di assenza come cantante in gara. L’ultima volta risale al 1972, sei giorni prima Giulio Andreotti aveva giurato per il suo primo governo.

Annus Dei 2020, Rita Pavone, sovranista con la residenza in Svizzera, molto attiva nelle pagine inneggianti a Mussolini, fan di Salvini, nemica giurata dei Pearl Jam e di Greta, a suo dire “personaggio da film horror”, salirà sul palco di Sanremo. È giusto, è costume, bene così.

Rula Jebreal, invece – che insieme al conduttore Amadeus (rammaricato ed estraneo alla decisione a detta della stessa giornalista) avrebbe portato nelle case di milioni di telespettatori un tema, ribadiamolo, né di destra né di sinistra, come la violenza di genere – no. L’intesa con Amadeus c’è stata, spiega in un’intervista per Repubblica pubblicata proprio oggi: “Gli ho raccontato del mio viaggio in Arabia Saudita dove ho incontrato Loujain Alhathloul, stuprata perché rivendicava il suo diritto di voto e di guidare l’automobile. Gli ho parlato della mia amica yazida Nadia Murad, premio Nobel, coinvolta insieme a me dal presidente francese Macron in un Comitato per l’uguaglianza. Abbiamo progettato di coinvolgere Michelle Obama o in alternativa Oprah Winfrey per parlare di questi temi”. Poi, di colpo, la prima soffiata di Dagospia. “Sarebbe interessante sapere da dove gli è arrivata la notizia, con timing perfetto. Spiegherebbe tutto quel che è successo dopo”.

Già. Ma in fondo che importa della violenza di genere, sono solo canzonette

Aggiornamento 07.01.2020 ore 15:45

Dopo un vertice con l’ad Fabrizio Salini, la direttrice di RaiUno Teresa De Santis ha fatto dietrofront: Rula Jebreal sarà al Festival di Sanremo, con un suo monologo sulla violenza contro le donne. “Ancora da definire la serata, ma lo spazio sarà adeguato all’importanza del tema”.
(Fonte: Repubblica)

Stela Xhunga

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