Russia e Cina costruiranno una stazione lunare insieme

Nuova linfa per una alleanza contrapposta all’Occidente

È una notizia storica dai risvolti imprevedibili: Russia e Cina costruiranno insieme una stazione lunare. L’accordo è stato annunciato ieri sera dal direttore dell’agenzia spaziale russa, Roscosmos, Dmitri Rogozin, dopo l’incontro con la controparte cinese, Zhang Kejian. Non è noto ancora se la stazione sarà costruita sulla superficie della Luna o se rimarrà nella sua orbita.

Lo scopo ufficiale

“La Stazione Lunare Scientifica Internazionale”, si legge nella nota dell’agenzia russa, “svolgerà lavori di ricerca multidisciplinare e polivalente”, tra cui l’osservazione e l’esplorazione della Luna, esperimenti e verifiche tecnologiche, possibilità di funzionamento senza equipaggio a lungo termine e con la prospettiva di una presenza umana sulla Luna.

Il progetto però sembra prima di tutto giungere in risposta al Gateway degli Stati Uniti, a cui partecipa anche l’Unione europea e lanciato da tempo, per lo sviluppo di una stazione lunare in orbita che costituirà la base per il ritorno dell’uomo sulla superficie lunare e per il lancio di missioni più lontane, a partire da Marte.

Aperti a tutti, ma solo a parole?

Le due potenze hanno proclamato che il loro progetto è aperto a tutti i Paesi che vorranno partecipare a “una esplorazione pacifica dello spazio”. È tuttavia chiara la dimensione geopolitica del progetto, che si forma in contrapposizione a quello già avviato in Occidente. Si segna anche un punto di svolta rispetto all’attuale Stazione spaziale internazionale, che aveva finora segnato l’epoca della collaborazione internazionale nello spazio, con la presenza simultanea in orbita di cosmonauti statunitensi, russi ed europei.

L’ingresso della Cina

Vero è che la Cina è sempre stata esclusa dagli statunitensi, costretta a sviluppare un programma spaziale autonomo che trova oggi la collaborazione del “nemico” storico americano. Un’inversione a U nella alleanza spaziale russa che potrebbe giustificarsi con l’isolamento imposto alla Cina? Ma forse no: Mosca potrebbe conservare l’accesso alla Stazione spaziale internazionale in parallelo al nuovo progetto con Pechino. Di sicuro, la nuova collaborazione apre a tutta una serie di risvolti e sviluppi imprevedibili nel medio e lungo periodo.

L’avvicinamento russo-cinese è iniziato nel 2014, dopo la crisi ucraina e le sanzioni internazionali, e trova oggi nuova e “pericolosa” linfa, alimentata dall’ostilità condivisa verso l’occidente.

Cosa ci guadagnano

Il prestigio internazionale, ma anche vantaggi economici e militari sono la posta in gioco. “La Luna è il prolungamento del campo di battaglia terrestre per le materie prime”, ha scritto Julie Klinger, ricercatrice statunitense. L’umanità cerca nello spazio elementi chimici usati per la produzione di materiale elettronico, per esempio. Per non parlare della militarizzazione in atto dello spazio. Oggi – guarda caso – parte nello spazio la prima esercitazione del comando spaziale francese, “Asterix”, che simulerà operazioni militari a cui partecipano anche Germania e Stati Uniti.

Osservare la Luna

Missione cinese su lato nascosto della Luna

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

Potrebbe interessarti anche

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy