potrebbe salvare il cinema durante l’emergenza Covid-19 e restituirci il piacere del grande schermo. Disegno di Armando Tondo, maggio 2020.

Salviamo il cinema, riapriamo subito i drive-in!

Ispirarsi agli anni Cinquanta potrebbe far ripartire subito cinema, teatri e grandi eventi

Già negli scorsi anni, durante l’estate, le proiezioni uscivano delle sale cinematografiche delle città e si spostavano all’aperto, nei cortili, persino sui muri dei palazzi. La voglia di cinema all’aperto non è una novità, ma il Coronavirus ci spinge a interrogarci su una delle forme d’arte che più ci stanno a cuore: come facciamo a far sopravvivere il cinema se dobbiamo rispettare il distanziamento sociale? E i concerti? E i grandi eventi?
Una delle soluzioni più romantiche – oltre tutto degna dei migliori film – potrebbe essere il ritorno del drive-in. Ma non è così semplice dappertutto, lo dimostra l’esempio di Roma.

Recitare con una mascherina? No, non è possibile…

È complicato ripartire in sicurezza, soprattutto per alcuni settori. Chi lavora in quello cinematografico lo sa molto bene. Le produzioni fanno fatica a riavviare le attività consuete, ci si chiede come faranno gli attori a recitare scene “normali”, in cui i protagonisti non portano di certo una mascherina. E come la mettiamo con le scene di sesso? Un bacio fino a qualche mese fa, nella realtà, poteva essere l’anticamera di ben altri sviluppi; oggi è un problema di sicurezza nella realtà come nella finzione.

In attesa che registi e attori tornino al lavoro serenamente, abbiamo però un numero considerevole di film da rivedere, altri sono in uscita perché girati prima dell’epoca Covid-19. Piattaforme come Sky Cinema e Netflix ci consentono una visione comoda dal divano da casa, ma questo non significa che dobbiamo dire addio al cinema. Anzi, dobbiamo fare in modo che il cinema non muoia mai!

Le città pensano già al drive-in

La pensa come noi (e come tanti altri) anche Martina Capobianco, la studentessa che da Roma ha lanciato una petizione, preoccupata per le sorti del drive-in di Casal Palocco, il più grande drive-in in Europa, inaugurato nel 1957 e ormai chiuso. Pare che l’intenzione sia quella di demolirlo per costruire su quell’area un centro commerciale. “Riteniamo che oggi quell’area sarebbe molto più utile come drive-in, per un salto indietro di 60 anni, a riprovare la gioia e la felicità del ‘cinema e amore in macchina’”, si legge sulla petizione.
Sempre da Roma arriva un’altra notizia poco consolante. L’unica normativa esistente sarebbe proprio quella risalente ai tempi del drive-in di Casal Palocco, troppo obsoleta. Per aprire oggi un drive-in – ad esempio accogliendo una delle proposte arrivate alla Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo – mancherebbero i regolamenti ad hoc per queste attività, che andrebbero a fissare norme su questioni fondamentali: la distanza tra veicoli, il rapporto massimo tra veicoli presenti e superficie, l’obbligo o meno di estintori, da sommare alle modalità di applicazione delle ultime regole sanitarie in materia di Covid-19.

Ha preso comunque forma il progetto “Live Drive In”, che dipende anch’esso dall’evolversi della normativa ma che potrebbe riportare in vita la musica live nel 2021. L’idea è di Utopia Srl, Zoo Srl, Italstage, e 3D Unfold, aziende che si occupano di produzione, allestimento e progettazione di eventi e hanno già realizzato grandi concerti. Anche il cinema è tra i loro progetti in cantiere, proprio nella formula drive-in, che non sarebbe affatto un ritorno al passato, ma una grandissima forma di resistenza di fronte alla pandemia. Una soluzione transitoria, che però salverebbe i posti di lavoro di tantissimi operatori del mondo dello spettacolo (cinema, ma anche teatro, musica, eventi e format sportivi trasmessi in diretta) e consentirebbe agli appassionati di non rinunciare del tutto alla magia che soltanto gli appuntamenti live sanno regalare.

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Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

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Anna Tita Gallo

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Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

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