Salviamo le api: la Germania pensa a una legge

Senza una difesa in 100 anni potrebbero non esserci più insetti secondo Greenpeace

Quasi due milioni di persone mobilitate per chiedere prati fioriti e migliaia di cittadini in piazza travestiti da api, e non per Carnevale. È successo nella regione tedesca della Baviera, dove sono state raccolte un milione e 745 mila firme per chiedere di salvare le api.
La raccolta è stata promossa per portare avanti una proposta referendaria e chiedere al Governo che si mobiliti per salvaguardare gli insetti impollinatori, sempre più in pericolo per via dei cambiamenti climatici, di habitat e per l’uso di pesticidi. La richiesta è che venga promossa un’agricoltura maggiormente rispettosa per l’ambiente, disincentivato l’uso dei prodotti chimici e aumentato il numero di spazi verdi e prati fioriti.
Secondo le regole tedesche, per ottenere un impegno del Parlamento a prendere in considerazione la legge occorrevano un milione di firme: ne sono state presentate quasi il doppio, raccolte in sole due settimane.

Foto: dpa/Sven Hoppe

Visto il successo, la Germania pensa a una legge

Anche grazie al grande successo di questo referendum, promosso dai Verdi tedeschi e dal Partito Democratico Ecologico Bavarese, il ministro tedesco dell’Ambiente Svenja Schulze ha proposto un programma di protezione degli insetti, con disposizioni vincolanti e modifiche della legislazione e dei regolamenti sull’uso dei pesticidi e interviene anche sulla gestione delle acque.

Tra 100 anni senza insetti?

Api e insetti utili purtroppo sono in serio pericolo: “gli ultimi dati globali parlano di un forte declino di tutti gli insetti che, secondo alcune previsioni, senza un’inversione di tendenza, potrebbero sparire nel giro di 100 anni”, ha detto all’agenzia di stampa AdnKronos Federica Ferrario, la responsabile della campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia. La loro sparizione avrebbe un impatto “devastante” sulla vita di tutti i giorni e sull’agricoltura.

Spiega Ferrario: “Senza gli impollinatori non esisterebbe il 90% della flora che oggi ci circonda e sarebbe compromessa la gran parte della produzione alimentare: il 30% di quello che arriva sulle nostre tavole dipende direttamente dagli impollinatori e il 75% della produzione agroalimentare è in qualche modo legata a loro”.

Sembra un evento impossibile, eppure, racconta Ferrario, in alcune regioni della Cina dove si è abbondato nell’uso indiscriminato di sostanze chimiche, oggi le api sono sparite e gli agricoltori sono costretti a impollinare manualmente i fiori, con “costi insostenibili e risultati non paragonabili a quelli ottenuti naturalmente”, spiega Ferrario. Un servizio che le api rendono gratuitamente in tutto il mondo e che vale, secondo le stime stime di Greenpeace, circa 265 miliardi di euro all’anno.

Cosa si può fare

La stessa Greenpeace promuove una petizione per portare avanti una richiesta di maggior tutela delle api a livello mondiale e a livello europeo presso la Commissione Europea, mentre qualche giorno fa in Italia la deputata di Liberi e Uguali Rossella Muroni ha annunciato che con i Verdi promuoveranno una raccolta firme simile a quella della Baviera.

Noi abbiamo già noleggiato il vestito da ape. Dove ci vediamo?

Margherita Aina

Margherita Aina

Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi

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Margherita Aina

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Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi