Salviamo Riace!

Una straordinaria esperienza di accoglienza è sotto attacco. Ma possiamo aiutarla.

Riace è un comune della Locride (Calabria) noto per il ritrovamento nel 1972 dei Bronzi. Di quella scoperta Riace non ha tratto alcun beneficio. I Bronzi sono stati portati altrove. Riace ha continuato ad essere un paese di emigrazione e a spopolarsi anno dopo anno.

Poi, nel 1998, la svolta con lo sbarco a Riace Marina di duecento profughi provenienti su un veliero dal Kurdistan. L’associazione Città Futura decide di ospitare i migranti appena sbarcati nelle vecchie case abbandonate del paese e il paese progressivamente si rianima.

Da allora, Riace è riuscito a dare ospitalità ai rifugiati (ora 400 in tutto il paese) mantenendo in vita servizi di primaria importanza come la scuola e finanziando il piccolo comune con micro attività imprenditoriali legate all’artigianato.

Grazie alle politiche di accoglienza del Sindaco Domenico Lucano il paese ha concesso ospitalità a richiedenti asilo provenienti da venti diverse nazioni, integrandoli nel tessuto culturale cittadino e inserendoli nel mondo del lavoro, ridando di fatto alla città di Riace una nuova vita.

Ora tutto questo rischia di finire perché lo Stato italiano non eroga da 2 anni i fondi che l’Unione Europea ha assegnato per Riace.

A Riace si trovano laboratori tessili e di ceramica, bar e panetterie, la raccolta differenziata porta a porta garantita da due ragazzi extracomunitari e trasportata con asini.

L’integrazione dei migranti è assicurata da circa settanta mediatori culturali assunti dal Comune e facenti parte del sistema Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), nato proprio per proporre, oltre le misure di assistenza e di protezione ai singoli beneficiari, il processo di integrazione sociale ed economica di cui Riace si fa promotrice.

A Riace assieme all’euro circola una moneta esclusiva del posto (i bonus Riace), utilizzata ogni giorno dai migranti nei negozi riacesi per l’acquisto di cibo, vestiti, ricariche telefoniche. “Il ministero ci accreditava queste risorse con molto ritardo, ci siamo inventati un’idea di moneta spendibile solo a Riace con riscontro positivo dell’economia locale”, spiega il Sindaco. Una pratica virtuosa che dovrebbe essere un modello per tutti, perché oltre a favorire l’autonomia degli ospiti evita la gestione centralizzata di grandi acquisti, quella parte della filiera economica dell’accoglienza dove si annidano corruzione, collusione e infiltrazioni della criminalità organizzata.

Nel 2016 la rivista Fortune ha inserito il sindaco di Riace tra i 50 leader più influenti al mondo.

Il modello Riace rischia però di dissolversi a causa dei mancati pagamenti dei fondi necessari per l’accoglienza.

Dal maggio 2016 non riceviamo un euro dalla Prefettura. Abbiamo un sistema che funziona, ma iniziamo a pensare che dia fastidio. Da troppi anni siamo abbandonati” dice il Sindaco Domenico Lucano. Versamenti che sono stati invece regolarmente effettuati ai paesi limitrofi della Locride che gestiscono altre strutture di accoglienza.
I problemi sono iniziati con un’ispezione inviata dalla prefettura che ha prodotto un verbale che giudica inadeguate le condizioni di vita dei migranti ed irregolari i sistemi di assegnazione degli incarichi alle cooperative che gestiscono i servizi.

La nostra opinione è che le osservazioni critiche a questo progetto siano di minimo rilievo. Sono osservazioni di carattere procedurale e formale che non hanno nulla a che vedere con la qualità del servizio”, spiega Gianfranco Schiavone vice presidente dell’ASGI (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione) “Certo, la qualità del progetto è andata diminuendo per carenza di fondi. Non si possono erogare servizi se non ci sono i soldi. Anche io ci vedo un disegno di chiusura che va avanti nel tempo“.

Secondo il Sole 24 Orerischia di saltare il più virtuoso ed efficace modello di integrazione che ha rigenerato il tessuto sociale in un’area intera della Calabria ravvivando l’economia”.
A Riace intanto è stato dichiarato lo stato di dissesto finanziario ed il Sindaco ha iniziato uno sciopero della fame.

In una conferenza stampa congiunta, il presidente della Regione Mario Oliverio e Domenico Lucano hanno denunciato l’esistenza di un chiaro disegno politico per chiudere l’esperienza Riace.

Ma perché Riace fa tanta paura?
Perché dimostra che è possibile. Hanno anche impedito la messa in onda sulla RAI del film girato qui a Riace. Perché?”, si chiede il Sindaco Lucano, che aggiunge: “La ragione è che 7-8 milioni di persone avrebbero visto che a Riace è possibile. E’ possibile in una delle zone più depresse d’Italia, dove l’accoglienza non si limita ad una dimensione etica ed umana ma diventa anche la soluzione al problema dello spopolamento”.
Il film, “Tutto il mondo è Paese”, è stato bloccato dalla Rai. Qui le dichiarazioni del protagonista del film, Beppe Fiorello.
Riace sta ricevendo la solidarietà di tanti sindaci: tra gli altri Luigi De Magistris (Napoli), Federico Pizzarrotti (Parma), Remi Pagani (Ginevra), Ada Colau (Barcellona). “A Riace sono riusciti a fare quello che in tanti diciamo di voler fare. Noi lo diciamo, loro l’hanno fatto”, ha dichiarato Ada Colau, la sindaca di Barcellona. “Qui si vede che l’accoglienza non è solo una questione morale, legale o di diritti umani ma un’opportunità per tutti. Così, quando arrivi qui a Riace, ti chiedi chi è che sta salvando e chi viene invece salvato. Stiamo salvando i rifugiati o sono loro che stanno salvando l’Europa? Riace stava perdendo la sua popolazione e oggi, grazie al coraggio e alla capacità di chi ha dato vita a un progetto esemplare, la gente è più felice, il paese è pieno di bambini e ha ricominciato a sorridere. Riace è il simbolo di un’Europa della speranza”.

Giovanna Marini ha trasmesso una lettera-appello, di seguito un estratto dei passi salienti:

Carissimi, vi scrivo per questo problema di Riace che mi tiene sveglia la notte per la rabbia e l’impotenza.

E’ un paese modello, Riace; grazie all’accoglienza, ora pieno di neonati e adulti che erano neonati quando sono sbarcati a Riace e accolti da un sindaco intelligente che con loro ha ricostruito e ricreato un paese morente.

Ora il sindaco fa lo sciopero della fame. Lo dicono solo i social e “Il sole 24 ore” che Il Ministero degli Interni nega a Riace i soldi, quasi 2.000.000, mandati dall’Europa per Riace, e nega anche la sovvenzione del primo semestre 2018 che ha dato a tutti i paesi. Lo Stato taglia i fondi al sindaco di Riace perché è un paese modello.

C’è una sorta di consegna del silenzio su Riace, la gente non ne sa nulla, solo i pochi che vanno spulciando qua e là sui social qualcosa hanno capito.

Hanno capito che Riace, che nel mondo è conosciuta come un’esperienza pilota che andrebbe seguita dai tanti paesini morenti in Italia, è invece destinata con tutto il suo carico di famiglie ormai salvate, felici, operative e anche di locali, a una lenta morte per estinzione del paese bollato da Salvini come culla di clandestini.

E’ una cosa che rivolta la coscienza, non ci si dorme su un’ingiustizia così stupida e crudele, perciò è venuto in soccorso il RECOSOL Rete di Comuni Solidali, che si è messa a disposizione col proprio IBAN per aiutare il paese, per sconfiggere il razzismo inconsulto e sfrenato…

Dal RECOSOL, dopo nemmeno 48 ore della sua apertura, sono arrivati 10.000 euro…

Tutto questo è accaduto pochi giorni fa, la decisione e la diffusione, ora tocca a tutti noi diffondere. E’ il momento di dimostrare che non siamo tutti razzisti e menefreghisti come spera Salvini. Ci sono coscienze che forse lui nemmeno immagina, ma che muovono il mondo meglio delle non-coscienze mosse solo da paura e ignoranza e stupidità. Un tris mortale.

Vi abbraccio tutti fortissimo, stiamo vicini “statti cu’ mia, ca sinnò cadimme “. La mando a voi perché la mandiate a tutti e vi ringrazio infinitamente
Giovanna Marini

Per partecipare alla raccolta fondi con una una donazione unica o periodica: RECOSOL, IBAN: IT92R0501801000000000179515, causale Riace.

E se siete in vacanza in Calabria, dalle parti di Riace, andate a vedere questa esperienza e magari fate un po’ di shopping lì. Anche questo è un modo per aiutare Riace.

il sindaco di Riace Domenico Lucano, con la sindaca di Barcellona Ada Colau, padre Alex Zanotelli e abitanti di Riace

 

Fonti:
comune-info.net
tpi.it
www.ilsole24ore.com
www.asgi.it
comunisolidali.org

Foto
Copertina, fonte: ilsalto.net
Prima immagine, fonte: RiaceinFestival
Seconda immagine: nella foto, tratta da www.lentelocale.it, il sindaco di Riace Domenico Lucano, con la sindaca di Barcellona Ada Colau, padre Alex Zanotelli e abitanti di Riace

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Bruno Patierno

Bruno Patierno

Project Manager di People For Planet

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