Salvini, Luca Morisi e la comunicazione politica che funziona sugli italiani

Dall’hashtag #complicediSalvini alla foto di Pasqua con il mitra

È bufera sulla foto postata da Luca Morisi, l’uomo dietro ai social di Matteo Salvini, che immortala il ministro Salvini che imbraccia un mitra. La didascalia di accompagnamento fa da cornice al messaggio di pace divulgato proprio nel giorno di Pasqua: «Vogliono fermarci ma noi siamo armati e dotati di elmetto». Un messaggio fatto circolare proprio mentre la Lega è oggetto degli attacchi dal M5s oltre che al centro di polemiche il caso del sottosegretario del Carroccio, Armando Siri, indagato per corruzione, e tipicamente in linea con l’attenta strategia di comunicazione postmoderna tipica del partito. Luca Morisi,  spin doctor del ministro a cui tutti gli italiani pagano lo stipendio per occuparsi della comunicazione istituzionale, è al centro della polemica e accusato di promuovere una propaganda elettorale basata sull’odio, l’intolleranza, la gratuita istigazione allo scontro armato. Mentre sui social l’hashtag #licenzialucamorisi è ai primi posti, no tarda la replica del leader della lega: “Se la sinistra polemizza su questo, vuol dire che lavoriamo bene”. E intanto per Facebook, solito a oscurare contenuti sensibili arrivando spesso al paradossale, questo post non viola gli standard.

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

Salvini con il mitra: dove ci può portare quella foto.Luca Morisi, spin doctor di Salvini e consulente del governo, nel giorno di Pasqua ha pubblicato su Facebook la foto del ministro dell’Interno che imbraccia un mitra. Ha espressamente scritto che loro, i seguaci del Capitano, sono armati. Ha in sostanza scritto che da qui al 26 maggio, ogni arma (letteralmente) sarà lecita per fronteggiare gli “attacchi” e il “fango” che la Lega e Salvini dovessero “subire”. Gli attacchi sono le inchieste della magistratura e il fango sono le legittime critiche dell’opposizione democratica; ma anche il fuoco amico: non solo quello pentastellato, ma anche, e soprattutto, quello leghista. […]Quella di Morisi è stata un’evidente istigazione a delinquere, reato che i giuristi definiscono di pericolo concreto. Se l’alter ego social del ministro dell’Interno – colui il quale è al vertice della Polizia di Stato ed esercita quindi il monopolio della forza – minaccia magistratura e oppositori di ritorsioni armate, quindi di morte, il pericolo è concreto per definizione Continua a leggere…

Fonte: REPUBBLICA.IT – Roberto Saviano

Chi è Luca Morisi, il guru del web che ha postato la foto di Salvini con il mitra.Classe 1973, Luca Morisi ha unito i suoi destini a quelli di Salvini dal 2013, da quando è diventato responsabile della comunicazione e social media strategist dell’allora neosegretario del Carroccio. […]È grazie a Morisi, inventore per Salvini del soprannome “Il Capitano”, che il profilo Facebook del leader leghista è diventato il più seguito tra i leader politici, con oltre 3,5 milioni di “mi piace” (erano 2 milioni prima delle elezioni del 4 marzo 2018). Per incrementare i contatti, lo “spin doctor” di Salvini si inventò prima delle politiche 2018 il format “Vinci Salvini”: un vero e proprio concorso per militanti e aficionados. Continua a leggere…

Fonte: ILSOLE24ORE.COM – Andrea Marini

Perché Facebook non ha potuto rimuovere il post di Morisi con Salvini e il mitra. Lo spiega Cristian Raimo, scrittore e assessore di sinistra in un municipio di Roma, che giorni fa ha pubblicato un provocatorio endorsment per il ministro dell’Interno. “Il post di Luca Morisi? Un esempio tipico di comunicazione postmoderna. In questo lui è molto bravo. Sia chiaro, una comunicazione dedicata al male totale…”. Professor Raimo, cosa pensa del messaggio lanciato da Morisi che potrebbe incitare anche all’uso delle armi? “In realtà nella sua comunicazione di impronta postmoderna, la comunicazione della Lega non vuole comunicare niente, ma esprime principalmente la simulazione di una logica. Nel post di Morisi di ieri ci sono dei messaggi contraddittori che però disegnano un unicum che porta a reazioni diverse. Di irritazione, di contrarietà, di dubbio. Ma alla fine resta il senso di un’ambivalenza perché non si capisce fino in fondo se si tratti di un messaggio provocatorio oppure di un messaggio per sostenere certe posizioni sulle armi”. Continua a leggere…

Fonte: AGI.IT – Alberto Ferrigolo

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Collabora con People For Planet come social media manager e content analyst

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