Banda ragazzini pulisce spiagge Sardegna

Sardegna, il mare ripulito da cinque ragazzini

«Ci sentiamo un po’ come Greta»

Hanno dagli 11 ai 14 anni, vengono da Torino e Avellino, per due giorni hanno raccolto rifiuti in acqua a Golfo Aranci: bottiglie, lattine, occhiali e vecchie cime

È nato come il gioco della bottiglia. Che non è quello in cui ci si dà un bacio, ma è quello, reinventato da loro, in cui si pesca una bottiglia dai fondali. «All’inizio, quando abbiamo trovato la prima, la lanciavamo e la andavamo a riprendere a nuoto. Poi ci siamo accorti che nel mare ce n’erano altre e allora abbiamo cominciato a raccoglierle una per una e a metterle sul nostro sup, il surf con la pagaia. Ma non c’erano solo le bottiglie: c’erano lattine, occhiali, tubi, barattoli, cime consumate dal sale, pezzi di legno rovinati con la vernice, diversi oggetti di plastica. Così abbiamo preso pure quelli e con un po’ di pazienza, sempre divertendoci, abbiamo riportato tutto sul pontile, dove abbiamo smistato i rifiuti nei bidoni della differenziata».

racconto è di Giorgia Cavallo, torinese di quattordici anni, la più grande della banda ambientalista di cui fanno parte sua sorella Flavia, dodicenne, Eva e Nicola Camoirano, anche loro di Torino, quasi tredici e undici anni, e Nicolò Uda, undicenne mezzo sardo e mezzo avellinese.

Sono amici da sempre, le loro famiglie trascorrono insieme le vacanze in montagna e anche al mare, e questa volta si sono dati appuntamento nel mare di Golfo Aranci, dove si trova la statua della Sirena realizzata dallo scultore Pietro Longu.

Continua a leggere su CORRIERI.IT di Elvira Serra

Redazione People For Planet

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