Scegliere le migliori creme solari è possibile!

Quali sono le caratteristiche da ricercare?

L’estate si avvicina e ci si trova tutti gli anni alla ricerca della crema solare migliore, quella con più efficacia protettiva e meglio tollerata specialmente da bambini piccoli, da chi ha pelle chiara e delicata, nei o tendenza a sviluppare eritemi. Ma quali sono le caratteristiche da ricercare? Quali sono i migliori preparati in questi termini e anche quelli che maggiormente rispettano l’ambiente?

Un prodotto solare è un qualunque preparato (crema, olio, gel, spray) da apporre sulla pelle per proteggerla dai raggi UV; lo spettro solare è formato da energia elettromagnetica con lunghezza d’onda che si estende da 200 a 1800 nanometri (nm) ed è formato in percentuale dal 3% di raggi UV, 37% di raggi del visibile e 60% di raggi infrarossi. La radiazione ultravioletta è quella più “energetica” dello spettro solare e pertanto è la più pericolosa per la cute: i raggi UV si suddividono in UVC (200-290 nm), molto pericolosi ma che non dovrebbero raggiungere la superficie terrestre perché assorbiti dai gas della stratosfera (sperando che lo strato di “ozono” sia e resti intatto), in UVB (290-320 nm) e in UVA (320-400 nm).

I prodotti solari sono per pelle la più importante arma di difesa nei confronti del sole, di protezione da tutti i raggi UV e l’efficacia e la sicurezza dei cosmetici di protezione solare si basa sul tipo e la quantità delle molecole-anti UV (chimiche o fisiche) contenute, ma anche sull’intera preparazione cosmetica. Ovvero deve trattarsi di un prodotto ben tollerato, meglio se resistente all’acqua e al sudore, facile da applicare e da spalmare, foto-stabile e termostabile, organoletticamente gradevole (odore, colore, consistenza…), formulato con profumi sicuri (almeno non foto-sensibilizzanti) e minime concentrazioni di conservanti.

Le sostanze a uso cosmetico che consentono la protezione dalla radiazione solare sono regolamentate nell’allegato VI del Regolamento cosmetico 1223/2009 che ne definisce il tipo e la massima concentrazione utilizzabile. Sono formalmente suddivisi in base alla natura e al meccanismo di azione in schermi fisici e filtri chimici: i primi sono ingredienti che, grazie alla loro opacità, oppongono un vero e proprio schermo alle radiazioni UV, attraverso processi di riflessione e di diffusione delle radiazioni nocive. Il biossido di titanio (INCI: Titanium Dioxide) è lo schermante fisico più utilizzato; i secondi invece sono molecole in grado di assorbire in modo selettivo le radiazioni UV (A e B), assorbono dunque energia che verrà poi rilasciata sotto forma di calore o fluorescenza. Allo stato attuale, tra schermi e filtri, le sostanze ammesse sono 27, ognuna delle quali caratterizzata dalla sua capacità di filtrare o schermare diverse lunghezze d’onda della radiazione solare.

Entrando nel merito delle formulazioni, ad oggi, in quelle più moderne ed avanzate, vengono impiegati gli schermi cosiddetti fisici piuttosto che chimici, condizione che garantisce comunque un ampio spettro di foto-protezione nella banda UVB e UVA, ma soprattutto una riduzione dei rischi di sensibilizzazione o fotosensibilizzazione. Poiché alcuni schermi fisici per loro natura possiedono un profilo tossicologico più sicuro, ovvero sono potenzialmente meno allergizzanti, la possibilità di utilizzarli da soli in un prodotto di protezione solare riduce in modo considerevole il rischio di sensibilizzazione cutanea individuale e garantisce al tempo stesso un ottimo livello di efficacia protettiva.

I filtri chimici, ancora contenuti però nella maggioranza delle creme solari, sono sostanze di sintesi, alcune più pericolose di altre perché allergizzanti. Bisogna leggere sempre l’INCI sulle confezioni ed evitare, in particolare, questi ingredienti:

  • Diethyl e ethyhexil triazon
  • OD-PABA
  • 4-methilbenzyliden camphor
  • Oxybenzone, uno dei più utilizzati, che è considerato anche un disturbatore endocrino.
  • Derivati petroliferi, siliconi, conservanti e profumi di sintesi.
  • Coloranti/pigmenti con metalli pesanti (Nichel (Ni), Cobalto (Co) e Cromo (Cr), che si sono rilevati in grado di produrre effetti altamente allergizzanti: dermatiti allergiche e irritative).
  • Parabeni (20 tipi, inseriti per evitare lo sviluppo di microorganismi nel prodotto).

I filtri chimici non fanno male solo alla salute ma anche all’ecosistema marino perché sono dannosi per pesci e molluschi e anche per i delicati coralli, messi già a dura prova in aree a grande presenza turistica come mar Rosso, Caraibi e Hawaii. L’ossibenzone, danneggia il DNA dei coralli impedendone il normale sviluppo, i filtri chimici possono favorire lo sviluppo di virus dei coralli e quindi di stati patologici e facilitare il fenomeno dello sbiancamento. Questo fenomeno avviene quando i coralli perdono le specifiche alghe microscopiche con le quali vivono in simbiosi e dalle quali ricavano nutrimento. Alcuni studi condotti in Italia, Spagna, Israele e in Iran hanno confermato anche che i danni sui coralli causati dall’ossibenzone possono avvenire già in concentrazioni infinitesime.

Per queste ragione proprio alle Hawaii è stata recentemente approvata una legge che vieta (a partire dal 2021) la vendita di creme solari che contengono sostanze chimiche come l’ossibenzone (Benzophenone-3 o BP-3) o l’octinoxate (Octyl Methoxycinnamate) proprio per i problemi di sbiancamento delle barriere coralline. Una volta firmata dal governatore delle Hawaii David Ige, la legge vieterà espressamente la vendita e la distribuzione di filtri solari contenenti queste sostanze, con deroghe solo per i prodotti con prescrizione medica. A seguire l’esempio delle Hawaii ci sono anche le Isole caraibiche che hanno deciso di bandire le creme solari troppo impattanti, per salvare l’ambiente. La prima sarà l’isola di Bonaire, famosa per le meravigliose immersioni. La speranza è anche che piano piano tutti i paradisi terrestri seguano questa scia.

Le creme solari eco o bio, ovvero prodotti “amici della natura ed amici della pelle”, esistono e possono essere utilizzate per evitare allergie e danni all’ecosistema marino. I punti cardine della cosmetica attenta a tali problematiche sono la selezione delle materie prime utilizzate nel formulato (ingredienti da agricoltura biologica e da raccolta di piante spontanee, assenza di ingredienti “non ecologici” e potenzialmente poco dermo-compatibili) e l’attenzione nella scelta degli imballaggi (per la riduzione dell’impatto ambientale e per una maggiore riciclabilità).
I prodotti solari eco-bio sono a base di schermi fisici, i più famosi sono biossido di titanio (Titanium dioxide) e l’ossido di zinco (Zinc oxide), a volte sotto forma di nanoparticelle. Queste sono ancora molto discusse, ma gli studi più recenti sembrano smentire i timori che possano penetrare negli strati più profondi della pelle, quindi sarebbero innocui, oltre a rendere la protezione solare più efficace.

In questi anni tutta la cosmesi eco-bio ha fatto notevoli passi avanti, e questo vale anche per i solari: vanno dimenticate le consistenze “effetto” calce, ormai esistono prodotti facilmente spalmabili, dalla consistenza leggera e non untuosa, ricchi di sostanze idratanti e lenitive, privi di coloranti, conservanti e profumi di sintesi, adatti anche alle pelli più delicate.

Anche i conservanti, oltre ai metalli pesanti, sono tra gli ingredienti coinvolti nell’insorgenza di reazioni cutanee di sensibilizzazione, ed è importante sapere che non tutti i prodotti cosmetici necessitano di una concentrazione “standard” di conservanti per non deteriorarsi nel tempo. Questa “capacità” conservativa dipende infatti da molti fattori, tra cui la percentuale di acqua del prodotto, il suo pH, la presenza di altre sostanze che tendono a controllare indirettamente la crescita microbica. È possibile quindi “equilibrare”, con un’attenta formulazione, anche il sistema di conservazione, evitando da un lato la contaminazione del prodotto e dall’altro la comparsa di “effetti indesiderati” per la pelle e trovare formulazioni in commercio dove non sono presenti conservanti.

Immagine: disegno di Armando Tondo


Altre fonti:

http://www.solesicuro.it/parola-agli-esperti-risponde-prof-Leonardo-Celleno.php?aideco=prof-Alessandra-Vasselli

http://www.solesicuro.it/consigli-bambini-dermatologi-AIDECO.php

Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

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