Sclerosi multipla: ricercatrici italiane scoprono molecola che controlla la malattia

Esercita effetti terapeutici attraverso un meccanismo prima sconosciuto

Hanno scoperto una molecola prodotta dall’organismo umano in grado di esercitare effetti terapeutici nella sclerosi multipla attraverso un meccanismo prima sconosciuto: il merito è di due ricercatrici del Dipartimento di Medicina sperimentale dell’Università di Perugia, le farmacologhe Claudia Volpi e Ursula Grohmann. 

Nuovo meccanismo terapeutico

La sclerosi multipla è una malattia autoimmunitaria e infiammatoria cronica, altamente invalidante, in cui il sistema immunitario distrugge la guaina mielinica che riveste le cellule nervose. Lo studio, condotto dalla giovane ricercatrice Giada Mondanelli e pubblicato sulla rivista Proceeding of the National Academy of Sciences (PNAS), ha permesso di scoprire che un metabolita del neurotrasmettitore serotonina prodotto naturalmente dal nostro organismo, chiamato IDO1, potenzia l’attività di un enzima in grado di regolare la risposta del sistema immunitario, innescando nei topi affetti da sclerosi multipla un meccanismo – fino a oggi sconosciuto – dall’effetto protettivo.

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Il ruolo delle proteine “checkpoint”

In condizioni fisiologiche il nostro sistema immunitario ha il potenziale di riconoscere e distruggere gli agenti patogeni responsabili di malattie e infezioni senza danneggiare le proprie cellule e tessuti. Ciò avviene perché esistono delle proteine che funzionano come “checkpoint”, cioè che controllano, e spengono quando necessario, la risposta immunitaria – ad esempio quando è eccessiva oppure quando è erroneamente diretta verso le cellule o i tessuti del proprio organismo. Quando i “checkpoint” non funzionano bene si assiste allo sviluppo di malattie autoimmunitarie e infiammatorie croniche: dal punto di vista terapeutico sarebbe quindi molto importante riuscire a potenziare farmacologicamente la loro azione. Ed è proprio quello che le ricercatrici dell’Università di Perugia sono riuscite a fare.

Il risultato è stato ottenuto in collaborazione con Antonio Macchiarulo, docente di Chimica farmaceutica nel Dipartimento di Scienze farmaceutiche, e con i neurologi Massimiliano Di Filippo del Dipartimento di Medicina e Paolo Calabresi (ora al Policlinico Gemelli di Roma).  

Allo studio nuovi farmaci

Ora la sfida continua in laboratorio: un nuovo finanziamento da poco ottenuto da una delle autrici dello studio, Ursula Grohmann, prevede lo sviluppo e la commercializzazione di farmaci capaci di potenziare l’attività enzimatica del “checkpoint” IDO1 nella sclerosi multipla, ma anche in altre patologie autoimmunitarie come diabete giovanile, tiroidite e psoriasi.

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Nella foto: da sinistra: Giada Mondanelli, Antonio Macchiarulo, Ursula Grohmann e Claudia Volpi

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Miriam Cesta

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Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.