Scuola a rischio chiusura il 21 e 22 dicembre. “Il personale parte prima per aggirare il blocco”

Così si evita il divieto agli spostamenti deciso proprio per limitare i contatti

Sarà un caso se le scuole chiudono il 23 dicembre e il governo ha dichiarato il no agli spostamenti dal 20? No, non è un caso, è un modo per scoraggiare i movimenti di persone in una situazione delicatissima e per molti versi preoccupante nella diffusione del virus, e nel numero di ricoveri e decessi giornalieri. In questo modo, chi ha figli che frequentano in presenza, e dunque esposti a un certo rischio covid-19, dovrà rinunciare a riabbracciare nonni e zii, magari all’altro capo d’Italia. Stesso discorso naturalmente per il personale scolastico, da sempre considerato a rischio e per questo avvantaggiato, per esempio, nel ricevere i vaccini anti influenzali.

La risposta? La scuola chiuderà comunque prima, perché il personale scolastico si sta dando alla fuga. Pare che, tra permessi, ferie e malattie di docenti e operatori scolastici, nei giorni di lunedì 21 e martedì 22 dicembre molti alunni delle scuola pubblica dovranno uscire prima.

Alcune scuole rifiutano le richieste: una minoranza

“Un problema a cui nessuno ha pensato”, denunciano i dirigenti scolastici. Ma forse perché nessuno si aspettava una così profonda mancanza di senso civico.

Secondo il Messaggero, nel Lazio 7 istituti su 10 sono a corto di personale scolastico. Alcuni dirigenti hanno rifiutato le richieste di permesso, e hanno salvato la scuola e la coscienza, ma la maggior parte si è organizzato con orari più corti e uscite anticipate degli studenti. Cosa che dovrebbe succedere per quasi tutte le scuole elementari di Milano, ad esempio.

Tutto in Nord a rischio

La problematica riguarderà, oltre il Lazio, soprattutto Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana. In sostanza il centro nord, quello dove più facilmente ci sono dipendenti che provengono da lontano.

Il caso dell’appello della preside milanese

E’ un caso l’idea di una preside milanese che, dalle pagine di Corriere, ha chiesto al governo, tramite un appello al governatore regionale Fontana, di attuare una deroga per gli insegnanti, consentendo loro lo spostamento tra regioni anche dopo il 21 dicembre, in modo che possano rientrare al Sud anche a ridosso della Vigilia.

La preside si è giustificata mettendo accanto al diritto allo studio dei ragazzi anche il diritto agli affetti dei suoi insegnanti, che vogliono rientrare al Sud dai propri cari per Natale. Una evidente mancanza di comprensione del problema pandemia, e dei tentativi messi in atto per contenerla.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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Michela Dell'Amico

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