Scuola sicura e sostenibile: l’Italia non è tutta uguale

L’edilizia scolastica nel nostro Paese rappresenta un’emergenza nazionale, anche se non mancano alcune eccellenze

Ce lo dicono i dati, anche quelli recentissimi, appena presentati all’interno del Dossier Ecosistema scuola 2018, XIX Rapporto di Legambiente sulla qualità e sostenibilità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi in Italia.

La sostenibilità inoltre non deve essere solo insegnata, perché non può rimanere un concetto astratto: i bambini devono viverla in prima persona. Perché, oltre a garantirgli maggiore sicurezza e salubrità degli ambienti, oltre a insegnargli che ciò che fa bene all’ambiente fa bene all’umanità, è anche l’unico modo perché questo approccio culturale, questo messaggio, “passi” e non rimanga una vuota intenzione.

Lo stato e la qualità degli edifici scolastici di un territorio rappresentano un indicatore di quanto una comunità investa nel benessere, nella sicurezza e nella formazione dei cittadini più giovani.

Per quanto riguarda la qualità degli edifici e la loro sicurezza, nel complesso i dati presentati dall’Ecosistema scuola 2018, relativi all’anno 2017, mostrano un panorama di 5.725 edifici, di cui quasi la metà edificati prima degli anni ’70 (ovvero prima dell’entrata in vigore di importanti normative come la normativa antisismica e il collaudo statico): di queste, ben il 46,8% necessita di interventi urgenti di manutenzione.
Al Sud, nonostante tre scuole su quattro siano in area a rischio sismico, solo una scuola ogni quattro risulta costruita secondo criteri antisismici, e non si pratica la necessaria prevenzione.

La verifica di vulnerabilità sismica è stata eseguita solo dal 27,4% degli edifici del Sud e dal 2,4% delle scuole delle isole mentre la percentuale sale al 50,9% al Centro e 35,3% al Nord. Le indagini diagnostiche dei solai hanno riguardato l’8,6% delle scuole del Sud e delle isole, il 31,6% delle scuole del Centro e il 25,2% degli istituti del Nord. I certificati di agibilità, prevenzione incendi e porte antipanico sono abbastanza diffusi, con percentuali però più basse soprattutto nelle isole.

Per sanare questa situazione e assicurare lo stesso grado di sicurezza agli alunni in tutta Italia -sottolinea il Dossier – è necessario conoscere lo stato di salute degli edifici scolastici situati nelle aree a rischio sismico maggiore, così da poter programmare le priorità d’intervento e la messa in sicurezza delle scuole più esposte.
Ma va anche superato il metodo di intervenire prevalentemente sui casi di emergenza, per arrivare invece a una programmazione degli interventi e della manutenzione ordinaria e straordinaria, prevedendo anche un piano di riqualificazione per la messa in sicurezza, la bonifica e la sostenibilità degli edifici.

Secondo Legambiente finanziamenti e programmazione vanno orientati verso obiettivi strutturali prioritari quali scuole nuove, azioni di riqualificazione che mirano all’adeguamento sismico e/o all’efficientamento energetico.
Inoltre, va sostenuta la capacità di programmazione e la qualità progettuale di quelle amministrazioni che sono più carenti e inefficienti: non dimentichiamo che secondo i dati forniti  da #italiasicura.scuole e rielaborati all’interno del Dossier, su 2.787 cantieri avviati negli ultimi anni per realizzare scuole nuove, interventi di adeguamento o miglioramento sismico e per interventi di efficientamento energetico, ne sono stati conclusi meno della metà.

Le competenze in materia di edilizia scolastica sono in capo agli Enti locali, che devono operare alla riqualificazione del patrimonio anche attraverso il contributo di finanziamenti da parte dello Stato. Nel Dossier si sottolinea anche che, nel tempo, questo trasferimento di risorse è stato molto esiguo e insufficiente rispetto al bisogno reale, e che questo bisogno è ancora oggi non del tutto quantificabile finché non sarà terminata l’Anagrafe scolastica (il censimento di tutti gli edifici scolastici) iniziata nel 1996 e ancora non terminata. Moltissimi sono i passi avanti da fare nel campo della sostenibilità energetica, con l’85% circa delle scuole classificate nelle ultime tre classi energetiche (E, F, G) e solo poco più del 5% nelle prime tre classi. Dato tendenzialmente positivo, anche se comunque molto migliorabile, quello delle scuole che utilizzano fonti di energia rinnovabile, che salgono al 18,2%, contro il 13,5% registrato nel 2012.

Allegato al Dossier troviamo una raccolta che fa ben sperare: una decina di progetti realizzati, esempi virtuosi e importanti esperienze di qualità edilizia di Comuni che hanno scelto di investire in innovazione e sostenibilità con grandi risultati, a partire da Bolzano che, grazie all’efficientamento energetico di tutti gli edifici scolastici, ha ridotto del 50% i consumi energetici.

Scuole belle, sicure e sostenibili, vediamone alcune:

Scuola Primaria di Romarzollo – Arco (TN)

L’edificio ha ottenuto la certificazione Leed Platinum (Leadership in Energy and Enviromental Design). Per la sua realizzazione sono stati usati materiali riciclabili e di provenienza locale, in modo da ridurre l’impatto ambientale del trasporto. Sensori installati un po’ ovunque monitorano costantemente la qualità dell’aria e comandano l’apertura di finestre motorizzate.

Le coperture sono state tutte eseguite con il sistema “tetto verde” ed in parte sono anche fruibili, le facciate sono caratterizzate da ampie superfici vetrate. Sono stati utilizzati materiali riciclabili e riciclati e certificati (es. legno FSC) e materiali di provenienza locale nella misura dal 25%. Per quanto attiene la parte impiantistica, l’edificio è dotato di impianto fotovoltaico, impianti geotermico e sistema di controllo con presenza per spegnimento automatico degli apparecchi di illuminazione artificiale e per il controllo dell’irraggiamento delle finestre che comporta il 75% in meno di energia elettrica consumata

Nuovo Polo Scolastico dell’Infanzia Virgilio – Locri (RC)

L’edificio esistente è stato demolito e ricostruito nello stesso sito quindi è una nuova edificazione, ma senza occupazione di nuovo suolo. E’ presente un uso diffuso del legno: ha una struttura portante in legno lamellare (abete rosso) e anche i tamponamenti esterni sono stati realizzati con pareti in legno esterne perimetrali curve e dritte e rivestimento isolante a cappotto in fibra di legno.

Sono state utilizzate le più innovative tecniche antisismiche e di efficientamento energetico. E’ stata prestata molta attenzione anche al raggiungimento di buoni livelli del “confort ambientale” analizzando e progettando accuratamente, per quanto attiene all’acustica, al ricambio aria, all’ illuminazione artificiale e naturale e al confort termico. Sono stati utilizzati materiali naturali e riciclabili, posizionati impianti fotovoltaici e organizzato un sistema di raccolta dell’acqua metorica per il suo riuso nell’irrigazione delle aree esterne.

Scuola Primaria Felice Socciarelli – Ancona

La scuola è stata costruita in ampliamento ad altro Istituto, ma del tutto indipendente da esso; è stata progettata da tecnici interni all’Amministrazione comunale ed è stata realizzata in meno di 100 giorni.

La struttura è interamente in legno lamellare strutturale, tranne le fondazioni e la copertura è stata realizzata con pannelli di legno lamellare con sovrastante pacchetto coibentato.

L’edificio è antisismico con il livello di prestazioni massimo in base all’attuale normativa. Stesso discorso per le prestazioni energetiche in quanto si tratta di un edificio in classe energetica A4, ad energia quasi zero.

Anche qui la scuola è dotata di un proprio impianto solare fotovoltaico in grado di garantire i 2/3 del fabbisogno totale di energia primaria totale. Per dire altre due specificità tra le tante, l’impianto di illuminazione è interamente composto da nuovi corpi illuminanti a LED e l’impianto di rete internet e per lavagne di tipo LIM è garantito in apposito apparato a cablaggio strutturato.

Asilo nido e Scuola materna Casanova di Bolzano

Il complesso scolastico è una nuova edificazione in un quartiere periferico di Bolzano. Gli edifici sono costituiti da due parti realizzate con materiali diversi: la parte basamentale della costruzione in conglomerato cementizio armato gettato in opera totalmente isolato e protetto dal gas radon, mentre la parte fuori terra è costituita da elementi di legno lamellare isolati internamente ed esternamente.

Particolare attenzione è stata data al sistema illuminante, dinamico e variabile in modo ergonomicamente studiato, con comandi intuitivi, automatici o individuali, tenendo conto dell’apporto termico, del direzionamento della luce, della protezione dall’abbagliamento, della schermatura solare.

Anche la domotica qui contribuisce a rendere efficiente e funzionale il complesso scolastico attraverso scenari preimpostati dove luci, tapparelle motorizzate, riscaldamento, gestione carichi, ventilazione, ecc., funzionano in base ad orari prestabiliti e alle esigenze degli operatori ed utilizzatori.  Il riscaldamento avviene tramite un impianto a pavimento e la qualità dell’aria è garantita da una unità di trattamento interna dell’aria dove temperatura, umidità, velocità e purezza sono controllate, regolate e opportunamente trattate in continuo.

Fonti:

https://www.legambiente.it/temi/scuola/edifici-scolastici
https://www.legambiente.it/contenuti/dossier/ecosistema-scuola-2018
https://www.edilportale.com/news/2018/10/progettazione/le-scuole-pi%C3%B9-belle-sicure-e-sostenibili-d-italia_66583_17.html 

Foto nel testo e di copertina:  XIX Rapporto Legambiente
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Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

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