Se compri una copia di “Carafa” in Puglia piantano un albero

Per ogni copia venduta di “Carafa” viene piantato un albero nella Murgia pugliese

Alle soglie del Natale e alla vigilia del Black Friday, viene dalla Puglia una bella iniziativa per il sostegno della cultura e della lettura, all’insegna della sostenibilità: “Un albero per ogni copia del libro venduto”. Si tratta di un progetto nato in collaborazione tra Caporal Plant e Villa Carafa, per promuovere l’acquisto del romanzo di Alfredo De Giovanni, Carafa. Il sigillo del Cristo Velato, edito dalla casa editrice barese Gelsorosso.

Quanti fogli di carta da un albero si possono ottenere? Quasi 80 mila, stando alle stime del WWF. Per produrre una risma da 500 fogli di carta formato A4 sono necessari 1,7458 kg di cellulosa, Greenpeace ha messo in allerta sullo spreco di carta: pare che gli italiani siano tra i popoli che consumano più carta, 200 kilogrammi, cioè circa 80 risme di A4 (due alberi ogni famiglia da 4 persone). Fare a meno della carta nella nostra vita sarebbe impensabile: la parola d’ordine è dunque “riciclare” e anche reimmettere quello che si toglie dalla natura.

L’idea è quella di valorizzare la nostra zona delle Murge: così come fa Alfredo De Giovanni nel suo libro. Come Villa Carafa e Caporal Plant vogliamo da un lato preservare questi territori piantando subito mille alberi e dall’altro di raccontarli grazie alla promozione attiva del romanzo” afferma la famiglia Confalone di Villa Carafa che ha trovato subito nella famiglia Caporale ascolto attivo e concreto.

La campagna sarà attiva per le prime mille copie vendute di Carafa. Durante il periodo natalizio verranno piantati i primi alberi, accuratamente selezionati dal punto di vista agronomico, nel territorio di Monte Carafa sito sulle Murge a margine di Villa Carafa.

“Carafa. Il sigillo del Cristo Velato”

A un anno dalle vicende di Otto. L’abisso di Castel del Monte, il geologo Paolo Manfrè e l’archeologa Sandra Bianco si ritrovano alla prese con una nuova sfida: la sparizione della statua del Cristo Velato. L’indagine si svolge in cinque giorni, alternandosi a una delle vicende d’amore più famose di tutte i tempi: quella tra Maria d’Avalos e Fabrizio Carafa, amanti perduti, appartenenti alla nobiltà del Regno di Napoli del XVI secolo.

Alfredo De Giovanni costruisce un thriller storico avvincente, che si dipana su tre linee temporali differenti e molto distanti tra di loro, ma intrecciate al punto tale da restituirci il senso dell’enigma del Cristo Velato, in una Napoli misteriosa, sospesa tra criminalità e passione e in cui si staglia la figura affascinante e complessa di Raimondo di Sangro, Principe di Sansevero.

Ed è proprio la Cappella Sansevero, fra i più importanti monumenti storici napoletani, a unire i tre livelli narrativi costituendo non solo lo sfondo e la scenografia del romanzo, ma l’elemento vivente la cui storia e fondazione costituiscono parte essenziale dei fatti narrati. Lo stesso dicasi di Villa Carafa, dimora cinquecentesca dei duchi d’Andria, che rappresenta il ponte ideale tra Napoli e la Puglia di cui vengono ricordati i valori identitari e peculiari del territorio di Andria e della Murgia e testimone, nel romanzo, della passione fra Maria d’Avalos e Fabrizio Carafa.

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Caterina Conserva

Caterina Conserva

Giornalista con la passione per l'ecologia, i libri e le lunghe camminate in giro per il mondo

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Caterina Conserva

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