Vi siete mai chiesti quanto vi costa ogni mese la vostra auto? Molto più di quanto pensate… il 50% in più! Disegno di Armando Tondo, maggio 2020.

Se sapessi davvero quanto costa mantenere un’auto… la venderesti

Chi possiede un’auto sottostima spesso i costi totali che sostiene. Se però ne prendesse atto, o se le cifre reali fossero fornite in maniera più trasparente, molto probabilmente si sbarazzerebbe di quell’automobile e sceglierebbe un tipo di mobilità più sostenibile, a partire dal trasporto pubblico.

Le auto private sono responsabili per circa l’11% delle emissioni di CO2 mondiali. Inquinano di più rispetto agli altri mezzi di trasporto. Inoltre, sappiamo bene che le fonti fossili ne alimentano la maggior parte e questo genera inquinamento dell’aria. In aggiunta, le auto sono la causa di traffico e incidenti. Notizie ben note, così come sono noti i tentativi di molte città di ridurre le emissioni agendo proprio sulla mobilità. In Ue dal 2021 in poi l’obiettivo medio di riduzione delle emissioni delle auto nuove sarà del 25% (da 130 gr di CO2/km del periodo 2015-19 si passerà a 95; attualmente la media è di 120 sulla base di dati del 2018 diffusi da Nature); i singoli Paesi intanto si impegnano ognuno con misure proprie, le città anche. Oslo ha diminuito il numero di parcheggi disponibili per disincentivare l’utilizzo delle auto, altre città puntano sull’elettrificazione della flotta dei mezzi pubblici o sulla progettazione di nuove piste ciclabili e tratti esclusivamente pedonali.

La cattiva notizia però è che oltre il 99% delle nuove auto vendute a livello mondiale sono ancora alimentate da fonti fossili. E tra il 2000 e il 2017 in Europa le auto di proprietà sono cresciute del 25%. La domanda di veicoli cresce, dunque. I motivi sono vari: le persone hanno guadagnato abbastanza da permetterselo, oppure il luogo di lavoro si è allontanato o non è raggiungibile comodamente con i mezzi pubblici. Perché non scelgono un’auto elettrica? Una delle risposte è abbastanza prevedibile: l’ansia per la mancanza di un’infrastruttura di ricarica capillare alla fine scoraggia all’acquisto.

Possedere un’auto è davvero così eccitante?

In realtà l’automobile non è più per tutti uno status symbol come lo era nei decenni passati. I Millennials e la Generation X ad esempio hanno del tutto messo da parte il mito del possesso di un’auto da esibire. Le persone decidono di acquistare un’auto a seguito di considerazioni tutt’altro che deprecabili. Tra i parametri fondamentali di scelta sicuramente figurano i costi totali derivanti dal possesso di un’auto, che tuttavia vengono sempre sottostimati. Un altro elemento da considerare è la scarsa attrattiva dei mezzi alternativi: trasporto pubblico, car sharing, auto elettriche, bicicletta… e gambe!

Un’indagine su 6 mila cittadini tedeschi si è focalizzata proprio sui costi percepiti e sulla modifica del comportamento di acquisto nel caso la consapevolezza sui costi reali aumentasse. Questi i risultati:
– i costi vengono sottostimati di circa il 50%;
– avere informazioni sui costi reali renderebbe le persone disponibili a pagare il 22% in più circa il biglietto per salire su un mezzo di trasporto pubblico;
– informare le persone ridurrebbe il possesso di auto fino al 37% e ridurrebbe le relative emissioni del 23%.

In particolare, secondo la stessa indagine, i consumatori in media sottostimano i costi totali legati al possesso di un veicolo di 221 euro al mese, vale a dire del 52% dei costi reali. In pratica il costo totale reale è il doppio di quanto le persone pensano.
Sono stati anche analizzati i costi principali: carburante, svalutazione, riparazioni, tasse e assicurazione. In media, gli intervistati sono arrivati molto vicini alle cifre reali spese in carburante, ma hanno sottostimato le altre spese consistenti.

E se le persone riuscissero a calcolare perfettamente quanto costa un’auto?

La piena consapevolezza sui costi reali del possesso di un’auto si tradurrebbe, come dicevamo, in una scomparsa di circa il 37% dei veicoli sulle strade tedesche (quasi 176,6 milioni). Una riduzione simile porterebbe a vantaggi visibili in termini di traffico e qualità dell’aria. Le emissioni di CO2 si ridurrebbero ogni anno di circa 37 milioni di tonnellate, il 4,3% del totale in Germania e il 23% del totale delle emissioni connesse al settore trasporti. Vale la pena di sottolineare che, anche se più persone facessero ricorso al trasporto pubblico, le emissioni di questo settore non andrebbero ad aumentare di molto, anche perché comunque le emissioni pro capite per km sono notevolmente minori nel caso il cittadino scelga di viaggiare sui mezzi pubblici e non su un’automobile. Inoltre, è ipotizzabile che, se le persone acquistassero meno auto, il loro prezzo aumenterebbe e questo si tradurrebbe in un’ulteriore riduzione del loro numero sulle strade (di circa il 9%). Alla fine in Germania circolerebbero 4 milioni di auto in meno.
La crescita della domanda per il settore dei mezzi pubblici sarebbe invece dell’8-12%, mentre quella dei veicoli elettrici addirittura di circa il 73%.

Ma non è così semplice…

È inimmaginabile che una diffusione efficace di informazioni martellanti sui reali costi faccia scattare un’improvvisa presa di consapevolezza. Ma è assolutamente plausibile ritenere che ridurre il gap tra costi stimati e costi reali possa portare ad una lenta transizione dai veicoli tradizionali a veicoli meno inquinanti o al trasporto pubblico. Gli studiosi che si sono occupati dell’indagine propongono che le auto, al momento della vendita, riportino sui documenti di immatricolazioni anche questo tipo di informazioni.
Un ragionamento simile vale per le auto ma anche per altri beni che costano molto e dovrebbero durare a lungo, come frigoriferi o condizionatori. In Usa, Cina e Giappone inizia già a muoversi qualcosa in questo senso.
Anche le case automobilistiche che propongono veicoli a basso impatto ambientale e il trasporto pubblico, tuttavia, dovrebbero fare la loro parte, informando meglio sul tema dei costi.
Ma occorrerebbe identificare aziende indipendenti che certifichino quei costi, per evitare che vengano manipolati.
Da dove partire, dunque? Da una bella campagna di marketing, ad esempio. Una campagna contro l’acquisto di nuove auto inquinanti che faccia leva, oltre che sulle emissioni, sui costi che acquistare e mantenere un’auto davvero comporta.

Puoi consultare l’indagine completa, tabelle e conclusioni dettagliate qui

Leggi anche:
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Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

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Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

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