Sei anche tu una sardina?

Il movimento partito da Bologna ha finora un semplice requisito in cui è possibile immedesimarsi

Se sei anti salviniano sei una sardina. Ma perché sardina? Beh perché, al contrario di quel che pensavi, in tanti la pensano come te, sei uno nella moltitudine, prezzo basso al bancone del super, ma alta qualità di omega 3: siamo tanti, contiamo poco se presi uno a uno, ma facciamo massa, e siamo un toccasana per la salute del Paese. Pesce grande mangia pesce piccolo? Ma tanti pesci piccoli insieme mettono in fuga il predatore.

È questo lo spirito giocoso ma serissimo partito da Bologna, il 14 novembre scorso, quando Matteo Salvini arriva alla carica della rossa Bologna, per lanciare al Paladozza la campagna elettorale regionale di Lucia Borgonzoni, e di getto migliaia di persone riempiono Piazza Maggiore per dire semplicemente no alla sua presenza guidate da una promessa «Saremo così tanti da stare stretti come sardine». E così fu. La prima manifestazione dal super basso delle “sardine”, silenti, stipate e ironiche. 

Chi ha pescato le sardine

Quella promessa, giunta via social naturalmente dagli ideatori del flashmob ittico che ha rovesciato il tavolo della politica italiana sono i giovanissimi Mattia SantoriRoberto MorottiGiulia Trappoloni e Andrea Garreffa. Hanno portato sul crescentone di Piazza Maggiore 15mila persone al grido di «Bologna non si Lega» o «Bologna non abbocca». E ieri in rete si sentivano i 5Stelle sussurrare: «una volta le sardine eravamo noi».

E ora, puoi controllare sulla pagina Facebook ufficiale, 60.128 follower, non si Lega neppure Modena (già raccolte 7mila sardine) e Sorrento, né Firenze (il 30 novembre sono attese addirittura 40 mila persone), né Milano (1 dicembre); Le Sardine si incontreranno anche a Sorrento (21 novembre), Reggio Emilia e Perugia (23), Rimini (24), Parma (25), Bari, Roma, Benevento.

Qui il Manifesto delle 6000Sardine:
Benvenuti in mare aperto

Il pesce grosso

Il contrattacco salviniano parte e si sviluppa naturalmente attorno a un concetto unico: dietro le sardine c’è il vecchio e brutto Pd. Il direttivo del movimento delle sardine, dichiaratamente apartitico, ovviamente smentisce duramente e denuncia – il tutto via social – un attacco frontale e personale: «Tutti i profili facebook degli organizzatori delle piazze sono sotto assedio. Una assessora di Pianoro (Bologna) è stata minacciata di morte dopo che Salvini l’ha messa alla gogna sulla sua bacheca degli orrori, solo per aver partecipato alla manifestazione. Una delle due promotrici di Modena (21 anni) ha dovuto oscurare tutti i suoi account ed è assediata da giornalisti».

Ma è ovvio che un movimento così energico ed anti salviniano non potrebbe mai non attirare parte della sinistra. Il segretario del Pd Nicola Zingaretti si è complimentato con gli organizzatori su Twitter: «Grandi!». Mentre Firenze scalda i motori capeggiati dal millenial della direzione del Pd, Bernard Dika.

Come organizzare le sardine

A chi desidera organizzare anche a casa propria, i quattro ragazzi invitano a scrivere a 6000sardine@gmail.com per ricevere supporto, specificando

«Stiamo cercando di organizzarci per fare in modo che tutte le manifestazioni siano coerenti con il messaggio che abbiamo voluto dare. – scrivono, ma specificano – Per tutti gli aspiranti organizzatori: siete preziosi, ma proprio perché vi vogliamo bene non abbiate fretta. Prendete contatto con noi, aspettate a lanciare nuovi flash mob perché andrete incontro a un sacco di rischi e la vostra vita privata rischia di essere compromessa».

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente