Senato: Formigoni, condannato per corruzione, riavrà il vitalizio

La Commissione Contenziosa di Palazzo Madama ha accolto il ricorso di Roberto Formigoni contro la sospensione del suo vitalizio

Dopo la condanna definitiva a 5 anni e 10 mesi di reclusione per corruzione, Roberto Formigoni è riuscito a farsi annullare l’atto che annulla il vitalizio ai parlamentari condannati per gravi reati. La delibera Grasso-Boldrini votata nel 2015 dal Consiglio di Presidenza stabilisce infatti che il vitalizio debba essere negato a chi viene condannato in via definitiva per reati gravi.

 “La decisione, che tiene conto di sentenze della Corte costituzionale e delle leggi che si sono susseguite dal 1966 fino al 2019 sul diritto alla pensione che non può essere sospeso se non in caso di evasione o latitanza, è una interpretazione basata sulle norme vigenti e si applica erga omnes, non riguarda il caso singolo”, ha detto Giacomo Caliendo, senatore di Forza Italia e presidente della commissione. 

Le motivazioni con cui la Commissione ha accolto il ricorso di Roberto Formigoni non sono ancora state rese pubbliche, ma qualora il Senato non dovesse opporsi alla decisione della Commissione ricorrendo al Consiglio di Garanzia, anche Ottaviano Del Turco, l’ex presidente della Regione Abruzzo condannato in via definitiva a 3 anni e 11 mesi di reclusione per induzione indebita, riotterrà il vitalizio. 

La carriera dell’ex presidente della Lombardia

Ex parlamentare ed ex governatore della Lombardia, Roberto Formigoni è stato condannato a 5 anni e 10 mesi di carcere. Uscito dal carcere dopo 5 mesi, dal 22 luglio 2019 si trova agli arresti domiciliari

A febbraio 2019 la Cassazione ha sancito in via definitiva la sua condanna per corruzione in relazione ai soldi fuoriusciti dalla casse dell’istituto Maugeri di Pavia e dell’ospedale San Raffaele di Milano. 

Una corruzione perpetrata per lungo tempo, con un danno erariale di quasi 47,5 milioni di euro, cifra che lo scorso 17 settembre 2020, la Corte dei Conti lombarda ha stabilito debba essere risarcita in solido da Formigoni insieme agli ex vertici della Fondazione Maugeri, la Fondazione stessa, il presunto faccendiere Pierangelo Daccò, e l’ex assessore Antonio Simone. 

“Senza reddito per sopravvivere”

Ma Formigoni sarebbe rimasto senza nemmeno “un reddito minimo che assicuri la sua stessa sopravvivenza”, a detta dei suoi legali, che con questa istanza sono riusciti nel novembre 2019 a garantirgli una parte del vitalizio, nella forma di un assegno mensile di 700 euro. 

“Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza emessa dalla Commissione Contenziosa, ma vedere riconosciuto il privilegio del vitalizio a un condannato come Formigoni rimane una vergogna”, hanno dichiarato in una nota congiunta i senatori del M5S nel Consiglio di Presidenza del Senato. “Sconfortante assistere a questa restaurazione, proprio mentre tutto il Paese affronta una durissima crisi sanitaria, economica e sociale”, prosegue infine il comunicato.

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

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