Senegal, la protesta delle donne contro lo sbiancamento della pelle

Senegal, la protesta delle donne contro lo sbiancamento della pelle

I prodotti cosmetici per la depigmentazione sono dannosi per la salute, si chiede la messa al bando

In Senegal il collettivo di donne “Ma noirceur, ma fierté, mon identité” (La mia oscurità, il mio orgoglio, la mia identità ) ha iniziato una nuova protesta pacifica per far sì che la depigmentazione venga ufficialmente vietata dalla legge. È solo la fase più recente della battaglia contro lo “sbiancamento” artificiale della pelle che dura da anni.

Il collettivo ha in programma una serie di manifestazioni che vedranno le donne percorrere le strade del Paese, vestite di nero, al grido di “Non à la dépigmentation”. Dalla loro parte, anche il Consiglio nazionale di regolamentazione del settore audiovisivo, che non ha esitato a bloccare il segnale di un’emittente televisiva che rifiutava di eliminare delle trasmissioni la pubblicità di cosmetici per lo sbiancamento. La legge, in realtà, ne proibisce la diffusione già dal 2017, ma viene costantemente violata.

La depigmentazione coinvolge il 67% delle donne senegalesi (dati AIIDA – Association internationale d’information sur la dépigmentation artificielle) esponendole al rischio di malattie anche molto gravi. In alcune zone del Paese la percentuale supera il 70%. “Khessal”, si chiama in wolof, ed è una pratica in voga già dagli anni Settanta.
All’inizio era utilizzata soprattutto dalle prostitute, ma successivamente si è diffusa in maniera inquietante grazie al calo dei prezzi dei cosmetici che ne ha agevolato la diffusione sul mercato. Oggi in Senegal è un problema di salute pubblica. Si parla di “suicidio collettivo” di un’intera generazione di donne, che utilizzano saponi, creme e detergenti depigmentanti già dall’adolescenza.

Cosa contengono questi prodotti

All’interno di questi prodotti si rintracciano generalmente dermocorticoidi contenenti idrochinone in quantità superiori a quelle consentite dalla normativa, vaselina salicilica in concentrazioni fino al 30%, elementi trattati spesso con procedimenti piuttosto artigianali. I rischi per la salute sono altissimi: macchie, acne, micosi, complicazioni batteriche, ipertensione, disfunzioni renali, diabete, e per le donne incinte anche conseguenze irreversibili per lo sviluppo del feto.

È soprattutto una questione di mentalità e canoni estetici

Anche i maschi incoraggiano spesso la depigmentazione, nella convinzione che una pelle più chiara sia segno di bellezza. Alcune donne tentano di schiarire soltanto il viso, altre tentano di ottenere un risultato omogeneo su tutto il corpo, avvelenandosi quasi inconsapevolmente.

Leggi anche:
Desertificazione e cambiamenti climatici
Attraversare l’Africa in bicicletta: la Vueltecita
Yacouba Sawadogo: l’uomo che ha fermato il deserto
Una persona su 9 nel mondo è denutrita

Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

Potrebbe interessarti anche

Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy