Servitù militari: la spiaggia della Sardegna torna a essere di tutti

La spiaggia di Porto Tramatzu, in provincia di Cagliari, tornerà a essere patrimonio comune e accessibile a tutti

Chi ha avuto la fortuna di trascorrerci una vacanza lo sa, la Sardegna è un’isola bellissima e vanta spiagge paradisiache che nulla hanno da invidiare a quelle esotiche oltre oceano. Purtroppo parte delle coste sarde, per più di mezzo secolo, hanno vietato l’ingresso alla popolazione locale e turistica in quanto aree destinate a un uso esclusivamente militare, sottraendo così ai cittadini alcune delle spiagge più belle della Sardegna.

Dopo anni di proteste da parte di cittadinanza e associazioni, che ha gran voce si sono battute per riappropriarsi delle proprie risorse naturali sia per poter costruire un’economia turistica sia per goderne le bellezze in prima persona, qualcosa sta realmente muovendosi in direzione di un cambiamento: la spiaggia di Porto Tramatzu sita a Capo Tuelada (in provincia di Cagliari) e nota per la sua sabbia di granulometria fina di colore bianco tornerà ad essere patrimonio comune e accessibile a tutti. Non solo ospiterà spiaggia libera, ma si prevede l’apertura di osservatori ambientali e l’avvio di progetti di ricerca. La stessa attività militare non cesserà completamente, ma proseguiranno alcune attività del poligono e sono previste clausole di protezione sociale per il personale della Difesa appartenente alle fasce di reddito più basse.

Servitù Militari Porto Tramatzu

Il ministero della Difesa ha ufficialmente avviato la procedura con il ministero delle Infrastrutture e Trasporti per la cessazione della concessione marittima sulla spiaggia di Porto Tramatzu e l’iter legislativo per la cancellazione della stessa dalle zone di interesse di sicurezza nazionale. La “liberazione” della spiaggia fa parte di un protocollo di dimissioni di servitù militari, siglato nel dicembre 2017 con il governo Gentiloni dall’ex ministro della Difesa Roberta Pinotti, che prevede una graduale dismissione di altre litorali di pregio fino ad oggi a uso esclusivo del ministero della Difesa.

Elisabetta Trenta, attuale ministro della Difesa che ha convintamente confermato il protocollo, durante l’incontro con il presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, ha esordito: “Oggi è una giornata importante. La Difesa cederà la spiaggia di Porto Tramatzu, che tornerà alla comunità locale. Ho sempre affermato che la Difesa deve essere sempre più aperta e inclusiva in una moderna concezione dual use dei poligoni militari e delle aree addestrative, e oggi lo stiamo dimostrando. E presto faremo ancora di più”. 

Se sarà presto non possiamo ancora prevederlo, ma con certezza possiamo affermare che lo stesso provvedimento prevede l’avvio dei procedimenti finalizzati al rilascio per altri luoghi tra cui: Capo Frasca S’Enna e S’Arca e Punta S’Achivioni che potrebbero essere liberate entro l’estate e comunque entro l’anno corrente.

“Siamo soddisfatti – ha dichiarato il governatore della Sardegna – perché c’è stata continuità. Avevamo firmato un accordo nel dicembre 2017 con il governo Gentiloni, un buon accordo, che è stato riconosciuto tale dall’attuale esecutivo. Ringrazio il ministro Trenta di aver dato continuità. La spiaggia di porto Tramatzu è molto importante, rappresenta un valore simbolico, ma anche concreto, perché la comunità la chiedeva da oltre 40 anni. È stata già resa accessibile ai civili l’estate scorsa, ma da oggi in poi sarà assolutamente disponibile per tutti, con regole scritte e chiare e presto lo stesso sarà per altri arenili”.

 

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Collabora con People For Planet come social media manager e content analyst

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