Si chiama Betterbox, è il primo contenitore per la pizza 100% compostabile

Viene realizzato con gli scarti di produzione della birra.

La riciclabilità dei cartoni per la pizza è un obiettivo importante per la diminuzione dei rifiuti prodotti perché i quantitativi in gioco sono considerevoli (2 milioni al giorno) e il materiale usato fino ad oggi, ovvero il cartone, non può essere riciclato per uso alimentare e, se sporco di cibo, neppure per riprodurre carta. Inoltre il materiale utilizzato per le pizze deve essere adeguato per l’uso alimentare e, quindi, assolutamente atossico.

La normativa e le recenti inchieste

I contenitori per la pizza, infatti, secondo la normativa Europea ed Italiana, devono seguire regole precise di produzione, in modo da non rilasciare sostanze negli alimenti, né odori, né colori degli inchiostri, e non devono farlo in nessun caso: quindi né per via del calore, né per eventuali tagli del cartone.

Nel 2016 sul settimanale Il Salvagente apparve un articolo in cui si denunciava il fatto che, avendo fatto analizzare alcuni campioni di cartoni prodotti da diverse industrie, questi davano risultati non proprio rassicuranti per il consumatore. Le analisi tendevano a individuare le cause che determinavano il pungente odore che a volte si avverte aprendo una scatola di pizza e lo sgradevole retrogusto che accompagna la degustazione.

I contenitori, nella loro parte interna, quella che viene a contatto con l’alimento, non devono essere stampati e devono essere per legge, nello strato che viene a contatto con l’alimento, di pura cellulosa vergine. Sottoposti alla gascromatografia, una macchina in grado di leggere i diversi componenti rilasciati all’alimento, tutti i cartoni esaminati dall’indagine mostravano di essere in grado di contaminare il cibo con composti fenolici. A questi si aggiungono diversi benzeni e naftaleni, tutte sostanze il cui utilizzo nell’industria è regolamentato da rigide regole, e che non devono assolutamente venire a contatto con gli alimenti.

Ma da dove vengono questi contaminanti? Alcuni tra quelli individuati derivano presumibilmente dalla carta riciclata, usata contrariamente a quanto prevede la legge italiana. Si tratta di collanti e sbiancanti (utilizzati per dare al materiale riciclato le caratteristiche della carta vergine) in grado di passare sull’alimento alterandone odore e sapore.

Per i contenitori attualmente presenti in commercio, ovvero quelli di cartone, bisogna quindi controllare prima di tutto che riportino il simbolo “forchetta e coltello” (che garantisce l’uso alimentare). È inoltre importante che vengano garantiti i controlli antifrode per evitare che cartoni non conformi arrivino sulle nostre tavole.

Perché non può essere utilizzato cartone riciclato

Il cartone per le pizze è dunque un prodotto per il quale almeno nella parte interna non può essere usata carta riciclata: per questa ragione trovare soluzioni alternative all’uso della cellulosa vergine, altri materiali impiegabili e riciclabili, è un vantaggio importante per l’ambiente.

Si tratta di un consumo importante di materia prima, anche perché dati recenti sul consumo delle pizze da asporto in Italia stimano che ogni giorno vengano consumate circa 2 milioni di pizze.

L’insieme di tutti i cartoni utilizzati ogni anno, per dare un’idea dei quantitativi, potrebbe creare una pila alta circa due Empire State Building e mezzo.

Questi cartoni, laddove sporchi di cibo, non possono essere riciclati con la carta, e quindi non sono riutilizzabili neanche per altri usi, producendo così un’elevata quantità di rifiuti.

Come si smaltiscono i cartoni della pizza

I cartoni della pizza vanno gettati nella raccolta differenziata della CARTA E CARTONE solo se completamente puliti, altrimenti devono essere gettati nella frazione UMIDA. In alternativa estrema, qualora nel Comune di appartenenza non sia disponibile la raccolta del rifiuto organico, vanno conferiti invece nel SECCO, ovvero nell’indifferenziata. Ed è importante rispettare questa regola, perché porzioni di carta non completamente pulite possono rovinare un’intera partita di carta destinata al riciclo.

L’innovazione di Betterbox

Ecco allora perché è importante trovare materiali alternativi, ed assume ancora più importanza l’innovazione introdotta da Carlsberg – azienda produttrice di birra, che ha inventato Betterbox: un cartone per la pizza realizzato con gli scarti di produzione della birra e compostabile nel contenitore dell’umido.

Betterbox pizza Carlsberg
Betterbox pizza Carlsberg – Fonte: AdnKronos

Gli scarti di produzione della birra si sono rivelati un’ottima risorsa per produrre i contenitori della pizza: «Si crea una mescola con agenti aggreganti naturali e si lascia essiccare l’impasto» racconta Serena Savoca, Marketing Manager di Carlsberg Italia https://www.greenplanner.it/2019/10/17/betterbox-cartone-pizza-compostabile/ «Mescolando questi scarti con degli agenti aggreganti naturali e lasciando essiccare il composto si ottiene un nuovo materiale completamente compostabile, che può essere utilizzato per contenere le pizze (ma non solo) ed essere poi buttato nel secchio dell’umido».

Un altro cambiamento è stato pensato dall’azienda per ridurre l’impatto ambientale nella produzione della birra: il colore della sua grafica. In pochi sanno che il colore verde, che simboleggia più di altri il rispetto verso l’ambiente, paradossalmente è spesso uno degli inchiostri meno ecologici. A partire da questo problema Carlsberg ha deciso di modificare l’inchiostro delle etichette dei propri prodotti utilizzando un inchiostro più sostenibile.

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Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

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