Siamo soli? (seconda parte)

L’idea è che sia possibile concepire un’azione che sfrutti proprio le particolarità del nostro essere-non-essere.

Se le nostre idee fossero locate in cellule unitarie e formate da materia vera avrebbero una grande consistenza.
Ma che solidità possono avere idee che abitano una cooperativa caotica e inesistente?

Possiamo indurre modificazioni nel modello di interpretazione della realtà che imprigiona la nostra mente nella tristezza?
L’idea che mi frulla per la testa è che non solo possiamo farlo ma che sia anche abbastanza semplice.
Possiamo creare un circolo virtuoso con una microazione basata su un’astuzia. Invece di cercare di cambiare il mio stato d’animo mettendo in discussione il mio modello di pensiero (difficile!) uso la forza basica del mio livello cellulare-batterico
Ti propongo quindi un set composto da 3 piccole azioni che nell’insieme dovrebbero durare poche decine di secondi.
Creare un piccolo cortocircuito mentale visualizzando l’idea che io non sono separato dall’aria, dal sole, dal vento e dal resto degli esseri umani. Aggravare poi lo scompiglio nel mio modello mentale pensando che non sono solo ma sono una moltitudine altamente cooperante.

Immaginare quanto è esaltante che io sia più che altro la mia idea di essere, la mia capacità di percepire in modo distinto me stesso, osservarmi, raccontarmi.

Visualizzare il desiderio profondo della mia forma-pensiero: essere di più! Sperimentare nuove possibilità dell’esistere. Inventare qualche cosa di nuovo. Immergermi nella vita.
Andare a pescare nella memoria 3 foto di micro esperienze gradevoli che ho vissuto nelle ultime ore. Semplici immagini, niente di complesso: un albero immerso nel sole, la curva del sedere di una ragazza, un buon cappuccino.

Se lo faccio dovrebbero succedere alcune cose

Innanzi tutto la sensazione di vertigine che provo se gioco a pensare di essere parte del tavolo e della persona che mi passa vicina è salutare (ovviamente non va bene se ti convinci di essere tu il tavolo).

Il modello che mi vede separato dal mondo è intrinsecamente ansiogeno. L’idea di separazione mi fa paura e viene alimentata dalla paura. Se provo a immaginare che tutto sia diverso mi prende una specie di pizzicorino al cervello. Metto in movimento qualche cosa di vitale.
Poi rafforzo questa sensazione visualizzando la sensazione di essere una moltitudine. Siamo miliardi! Siamo qui per vivere appieno.
La seconda mossa porta a focalizzare la mia intenzione profonda: io sono pensiero che diventa forma. Miliardi di anni per arrivare a creare un essere capace di osservarsi vivere. Ma tutta sta fatica va sprecata se ti dedichi a vivere con l’energia di un sasso che dorme dentro una montagna. Esci fuori, fai qualche cosa! Stupisciti!

Infine un’astuzia. Rivedere con gli occhi della memoria 3 immagini di 3 micro sensazioni gradevoli.

All’inizio di questo capitolo abbiamo parlato di cause che sono precedute dagli effetti.
Se io penso a tre immagini positive è come se sorridessi a me stesso, mi dico: «Guarda, mi sono successe 3 cose belle.»
Il nostro codice di lettura del mondo identifica questo come una cosa molto positiva. E sappiamo che quando questo succede scattano tutta una serie di segnali che portano alla produzione delle endorfine. Droghe naturali autoprodotte che danno il buon umore e galvanizzano il sistema immunitario.

Succede pure se sorrido: anche se sono arrabbiato dopo un po’ il cervello, che è stupido, si convince che tutto va bene e inizia a produrre la droga della felicità che ha sua volta mi da una sensazione di benessere che scioglie l’incazzatura.

Ma richiamare alla memoria 3 immagini (o sensazioni) gradevoli ha una forza particolare perché visualizzare è un’attività che coinvolge più livelli della mente rispetto a un semplice sorriso.
A questo punto però succede un’altra cosa.
Non sappiamo in che modo ma è dimostrato che gli stati d’animo agiscono sul sistema immunitario tramite precise sinapsi poste lungo la spina dorsale e agiscono anche sul metabolismo cellulare.

Addirittura gli stati d’animo sono in grado di modificare l’epigenetica, cioè il sistema di lettura del messaggio scritto nel DNA.
Ma le cellule sono perfino capaci di inviare stimoli alla mente. Ad esempio, i meccanismi della fame sono connessi con le esigenze di nutrimento delle cellule. Le cellule sono capaci di emettere segnali chimici che inducono comportamenti. Basti pensare al ruolo che hanno i segnali sessuali costituiti dai ferormoni nel comportamento umano.

Anche se stai pensando altro, quando un feromone ti solletica, sbandi ed entri in stato di eccitazione.
Alle cellule piace quando pensi a 3 belle esperienze recenti.
E dopo un po’ telefonano al servizio rifornimenti e chiedono: «Potremmo avere un altro po’ di quella roba che ci avete mandato prima?»
E siccome sono golose diventa un vizio.
Bastano pochi secondi per pensare di essere una moltitudine parte indivisibile di un universo, ricordarsi che lo scopo della vita è sperimentare e ricordare 3 istantanee gradevoli.

Funziona!

Sono due giorni che lo faccio e devo dire che sto benissimo.
Continua a venirmi in mente questa sequenza e mi sembra proprio di avere una vita deliziosa, piena di istanti gradevoli.
Chissà se questo comportamento autoinstallante durerà e se avrà effetti positivi sul mio futuro.

Comunque momentaneamente è meglio dell’aspirina.
Mi sento disponibile e aperto alla vita, curioso verso gli altri, ottimista e simpatico. Ed è pieno di persone che mi vogliono bene e che desiderano collaborare con me.
Roba da non crederci.

Leggi anche:
Siamo soli? – prima parte
Yoga demenziale con Jacopo Fo: DIVENTARE DIO IN 10 MOSSE
C’era una volta il Coronavirus

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

Potrebbe interessarti anche

Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy