Sigarette e Covid-19: durante il lockdown c’è chi smette e chi aumenta il numero di “bionde” fumate

Indagine dell’Iss evidenzia nei fumatori due comportamenti opposti durante l’epidemia

C’è chi ha smesso, anche per paura di reazioni peggiori del proprio organismo nel caso di infezione da Covid 19, e chi, invece, ha aumentato il numero di sigarette fumate quotidianamente. Si può sintetizzare in due scenari molto diversi tra loro, praticamente opposti, il rapporto tra consumo di sigarette ed epidemia da Covid-19. Se infatti da una parte durante il lockdown sono diminuiti i fumatori, dall’altra molti di quelli con il vizio delle bionde hanno invece aumentato il numero di sigarette fumate.

I dati arrivano da un’indagine condotta dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l’Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri, l’Università Vita-Salute S. Raffaele, l’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete Oncologica (ISPRO) e la Doxa, da cui emerge anche che nel periodo della quarantena sono aumentati i consumatori di tabacco riscaldato e sigaretta elettronica, ed è risultato alto anche il numero di chi li ha provati per la prima volta proprio durante questo periodo.

L’indagine è stata effettuata nel mese di aprile 2020 con l’obiettivo di cogliere gli effetti del lockdown sulle abitudini al fumo degli italiani mediante la compilazione anonima di un questionario online. “I dati raccolti – afferma Roberta Pacifici, direttore del Centro Nazionale Dipendenze e doping dell’Iss – ci dicono che il fumatore fortemente motivato ce la può fare a smettere e che situazioni di particolari emergenza sanitaria possono diventare una grande opportunità di salute”.

C’è chi ha smesso di fumare…

Dai dati raccolti è emerso che durante il lockdown la percentuale dei fumatori in Italia è passata dal 23,3% al 21,9%, ovvero 1,4 punti percentuali in meno che corrispondono a una stima di circa 630 mila fumatori in meno (circa 334 mila uomini e 295 mila donne). Rispetto alle fasce d’età hanno cessato il consumo di sigarette circa 206 mila giovani tra 18-34 anni, 270 mila tra 35 e 54 anni e circa 150 mila tra 55 e 74 anni. Inoltre un altro 3,5% della popolazione pur non cessando completamente il consumo dei prodotti del tabacco ha diminuito la quantità consumata.

…e chi ha aumentato il consumo di sigarette

C’è anche però chi ha iniziato a fumare e chi ha aumentato il numero di sigarette quotidiane: il 9% della popolazione, la cui stima è di circa 3,9 milioni di persone (l’8,55% ha aumentato il numero di sigarette fumate al giorno e 218 mila persone sono diventate nuovi fumatori). Il consumo medio di sigarette al giorno è passato da 10,9 a 12,7, ovvero quasi due sigarette in più quotidiane.

L’aumento è soprattutto femminile

Da mettere in evidenza, spiegano dall’Iss, che è particolarmente alta la percentuale di incremento delle sigarette consumate al giorno dalle donne, pari al 15,2%, rispetto al 3,6% riscontrato negli uomini.

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Miriam Cesta

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Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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