Sigarette elettroniche, sottovalutato il pericolo per il cuore

Tra i rischi attacco cardiaco e malattie coronariche, oltre ad ansia e depressione. Un nuovo studio mostra che “svapare” non elimina i problemi per la salute

L’uso delle sigarette elettroniche comporta lo sviluppo di problematiche per la salute cardiovascolare e mentale da non sottovalutare: secondo una nuova ricerca che verrà presentata alla 68° sessione scientifica annuale dell’American College of Cardiology che si terrà questo fine settimana a New Orleans (Louisiana, Stati Uniti), le persone che “svapano” hanno una probabilità significativamente maggiore di subire un attacco cardiaco, di sviluppare una malattia coronarica e di soffrire di ansia o depressione rispetto a chi non usa le e-cig (e, ovviamente, nessun altro prodotto a base di tabacco).

Quasi 100 mila soggetti coinvolti

Lo studio, che ha coinvolto un totale di 96.467 persone tra il 2014 e il 2017, è uno dei più grandi finora condotti sul rapporto tra l’uso della sigaretta elettronica e problematiche cardiovascolari ed è tra i primi a stabilire un’associazione tra questi fattori.

Rischio cardiovascolare sottovalutato

Dopo aver aggiustato i risultati ottenuti tenendo conto di altri fattori di rischio cardiovascolare come età, sesso, indice di massa corporea, colesterolo alto e ipertensione, dalla ricerca è emerso che gli “svapatori” rispetto ai non utilizzatori di sigarette elettroniche hanno il 34% in più di probabilità di avere un attacco cardiaco, il 25% in più di probabilità di avere una malattia coronarica e il 55% in più di probabilità di soffrire di depressione o ansia. «Finora si sapeva poco sulle problematiche cardiovascolari relative all’uso delle sigarette elettroniche. I dati che abbiamo raccolto sono un vero campanello d’allarme e dovrebbero spingere a una maggiore consapevolezza sui rischi che questi dispositivi possono comportare», spiega Mohinder Vindhyal, docente nella School of medicine-Wichita della University of Kansas e autore principale dello studio.

I dati colpiscono ancora di più se si considera che i partecipanti allo studio che usano le sigarette elettroniche sono più giovani mediamente di 7 anni rispetto ai non utilizzatori (33 anni di età media rispetto a 40), e che il rischio sussiste tanto per chi “svapa” tutti i giorni quanto per chi fa uso delle e-cig solo alcuni giorni a settimana. Alla luce di questi risultati particolare attenzione dovrebbe essere posta, spiegano i ricercatori, al fatto che l’abitudine di svapare – tutt’altro che innocua – è sempre più in voga tra i giovanissimi, anche tra quelli che non fumano.

Ottomila aromi

Le sigarette elettroniche sono dispositivi a batteria che riproducono l’esperienza del fumo di sigaretta. Sul mercato ne esistono moltissimi tipi: funzionano riscaldando un liquido contenente concentrazioni variabili di nicotina (alte, medie, basse o assenti), oltre ad acqua, glicole propilenico, glicerolo e sostanze aromatizzanti (vaniglia, cioccolato, menta, ecc), a una temperatura sufficientemente alta da creare un aerosol che viene inalato. Secondo uno studio pubblicato su TobaccoControl del gruppo BMJ Journals, nel 2014 esistevano ben 466 brand di e-cig, ognuno col suo sito, e 7764 aromi differenti. Ma i numeri oggi potrebbero essere molto più alti, considerando che nei 17 mesi di durata dello studio c’è stato un aumento netto, mese dopo mese, di 10,5 nuovi marchi e 242 nuovi gusti.

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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