Silvia Romano - La teoria di Alice Basso

Silvia Romano: la teoria dello zainetto (esplosivo)

Spiegazione interessante dell’odio collettivo

La questione di Silvia Romano trattata con garbo e grazia. Dal post Facebook di Alice Basso una spiegazione all’odio collettivo con una teoria interessante:

“Io un po’ la vedo così. Ho capito che dentro di me la chiamo “la teoria dello zainetto (esplosivo)”. È come se all’essere umano, all’inizio della sua vita terrena, venisse dato in dotazione un certo pacchetto di entusiasmo, passione, emotività, trasporto e slancio; uno zainetto pieno di fuoco vitale, ecco. Ce lo mettono sulle spalle alla nascita e ci dicono: “vai; quando torni, devi averlo svuotato tutto”. Solo che ci sono tutte ste persone che non sanno dove svuotare il loro pacchettino di passione. Vagano per la vita guardandosi intorno scettiche, demotivate, mmmeh, boh, senza trovare nulla che valga mai abbastanza la pena, sogni da inseguire, obiettivi per cui abbiano veramente voglia di impegnarsi. Anzi: un po’ alla volta si convincono che quelli che allocano il loro entusiasmo da qualche parte siano tutti dei deficienti che non hanno valutato bene, che stanno sprecando le loro energie.

E però li invidiano anche, perché intanto quelli si alleggeriscono gioiosi, mentre loro continuano ad andare in giro con sto zaino che gli pesa sulle spalle. Quindi, per non sbagliarsi, intanto iniziano a tirarti addosso il loro pessimismo, la disillusione, ti zavorrano, ti sminuiscono: “ma cosa vai a suonare anche stasera, ‘a Gggimièndrix”, “scrivi, scrivi, tanto lo sanno tutti che in Italia pubblicano solo i raccomandati“, “vabbè, gruppo di lettura, chiamalo col suo nome: vi trovate a far merenda” (come se ci fosse qualcosa di male, aehm), e via così, senza mai svuotare il loro zaino ma felici di tirarlo sugli stinchi a te.

Però poi questa stessa gente a un certo punto inizia anche ad avere fifa: vedono che il tempo stringe, e poi sotto sotto hanno UNA VOGLIA MATTA di liberare finalmente anche loro sto carico di passione e vedere com’è. Così a un certo punto si attaccano al primo pretesto che gli passa davanti: una notizia di cronaca, di attualità, un tema di cui magari neanche capiscono una mazza ma che arriva proprio quando hanno deciso che è ora di lasciarsi andare. Magari incrociano un movimento collettivo nel quale già tanti sembrano felicissimi di scaricare i loro zaini, “stiamo andando a prendercela con i vegetariani/i mangiacadaveri/le madri single/la giunta comunale/Big Pharma/Greta/i capelli della Botteri/la dieta di Adele/Silvia Romano eccetera eccetera [ma mettetene quante ne volete, e potenzialmente di ogni schieramento, tanto quello che conta non è l’orientamento politico in sé, sono l’aggressività e il fanatismo cieco], vieni?“. E loro: “Ma sì, perché no? Milioni di mosche non possono sbagliarsi“, e si accodano, il forcone in una mano e l’altra che armeggia disperatamente con le chiusure dell’Invicta per vedere se questa sarà la volta buona.

Stringi stringi, a me sembra sempre lo stesso problema, sempre le stesse persone. Quelli che non avendo una vita loro devono sfrancicare quella altrui. Oh, raga. Non è colpa nostra se non trovate la vostra strada se non nel rompere le palle al prossimo. Ci sono, che ne so, la musica, l’arte, la storia, lo sport, che sono contenitori FANTASTICI in cui svuotare zaini e zaini di entusiasmo. Lo so che avere sogni e obiettivi nella vita è una faccenda delicata, perché può succedere che non si raggiungano; però, anche senza pretendere di diventare tutti Van Gogh o Freddie Mercury o Hemingway o Martin Luther King, che poi ci suicidiamo in massa per la frustrazione, per la miseria, là fuori c’è un sacco di roba bella che può comunque riempire la vita.

Infervoratevi piuttosto perché non vedete l’ora di raccontare a tutti quanto vi fanno impazzire, che cacchio ne so, i quadri di Pissarro, i fumetti di Watterson, le poesie di Emily Dickinson, o anche all’inverso quanto vi stanno sulle palle Picasso o Bob Dylan, se il vostro è proprio uno zainetto esplosivo, di quelli che hanno sempre bisogno di un po’ di polemica, tanto a Picasso e Dylan cosa volete che gliene freghi, uno è morto e l’altro ci odia tutti comunque. Menatela alla gente semmai perché riscopra anche i racconti gotici di Conan Doyle, aprite gruppi per maniaci collezionisti dei Pin y Pon dei primi anni Ottanta (nel caso, invitatemi: io avevo la villa e la fattoria ed erano carinissime), scoprite l’hang drum su YouTube, mettete da parte i soldi per un viaggio all’Isola di Pasqua. C’è tanta roba bellissima a cui appassionarsi al mondo. Fatevi una vita, orcavaccafrisona, con delle passioni vostre, degli interessi, qualcosa per riempirvi il cuore e il tempo.

Perché quello che state facendo non è svuotare il vostro zainetto: è levarvelo per un attimo dalle spalle giusto il tempo di tirarlo sulle gonadi a noi.

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Redazione centrale: Gabriella Canova, Simone Canova caporedattore centrale, Miriam Cesta settore Persona, Maria Cristina Dalbosco settore Società, Michela Dell’Amico settore Green

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