Modella Miliardari Sono Annoiati Jacopo Fo People For Planet

Soccorriamo i miliardari che soffrono!

Spendono 100mila dollari per una serata con una modella e poi non ci provano neanche!

Ci sono decine di migliaia di associazioni impegnate nella solidarietà verso ogni sorta di diseredati. Non esiste nessuna onlus che abbia l’obiettivo di portare conforto ai miliardari. Mi sembra una grave carenza: tutti hanno diritto alla felicità!

L’idea che i miliardari non abbiano bisogno di aiuto perché possiedono miliardi (non milioni, miliardi!) è un retaggio cattocomunista.
Il dolore psicologico non è commisurato al livello di sofferenza reale, ognuno patisce il proprio dolore in modo assoluto. Il fatto che sia meglio piangere su una Roll Royce che piangere in tram è inoppugnabile ma non lenisce la sofferenza degli uomini più ricchi del pianeta.

Un libro appena uscito alza la cortina che nasconde questo mal de vivre.
Ashley Mears è una sociologa dell’Università di Boston che ha un passato da fotomodella di successo. Ha frequentato per anni i locali più alla moda del pianeta, dove i paperoni passano la serata spendendo dai 5mila ai 100 mila dollari a botta. Ashley Mears nel suo libro si concentra sulle modelle che sono la vera attrattiva di questi locali, magrissime, non sono pagate e frequentano questi luoghi per sentirsi importanti, lusingate dal lusso che viene offerto loro gratis. Il libro si concentra sui meccanismi psicologici che inducono le modelle a fare da esca per i ricconi e i ricconi a gasarsi per la presenza di queste magrissime fanciulle, simbolo dell’essere alla moda, e a fare a gara tra loro per vedere chi spende di più. Il titolo del volume è molto esplicativo: «Very Important People: Status and Beauty in the Global Party Circuit» (Persone molto importanti: status e bellezza nel party globale).

Pone varie domande tipo: come mai i miliardari godono nell’essere circondati da modelle anoressiche, che generalmente non cercano di portarsi a letto?
Come mai invece le cameriere di questi locali sono formose e (si sospetta) che siano invece bersaglio sessuale dei magnati suddetti?

Ma a me interessa un altro aspetto della questione: come mai un bipede, apparentemente ragionante e pure apparentemente sveglio (visti i soldi che ha fatto) decide di buttare via 100mila dollari in una sera, pagando una bottiglia di champagne 50 volte il suo prezzo? Come mai si bea di avere intorno modelle che poi non desidera sessualmente? E se gli piacciono le cameriere formose perché non si rivolge direttamente a loro ottenendo prezzi molto più competitivi?
Quale turba psicologica li porta a sentire il bisogno di affermarsi socialmente buttando i soldi dalla finestra?
Per gratificare la loro autostima e il loro senso di dominio non gli basta leggere i numeri sui loro estratti conto bancari e sfogare la propria insicurezza insultando o licenziando qualche subalterno o chiudendo interi settori produttivi e mettendo sul lastrico migliaia di famiglie?

Mi viene in mente il diario di una playgirl di Playboy degli anni settanta. Allora andava forte un certo Kassogi, finanziera arabo specializzato in traffico d’armi e di qualunque altro prodotto in grado di arricchirlo in modo spaventoso. Questo signore era solito incontrare ricchissimi clienti e soci di mezzo mondo ospitandoli sul suo yacht esageratamente grande, ancorato al argo di Montecarlo. Per ravvivare l’ambiente richiedeva a un’agenzia di New York i servizi delle ragazze che apparivano sul paginone centrale di Playboy. Gli costavano uno sproposito, parliamo, in denaro di oggi, di 2 o 300mila euro per una settimana al mare in compagnia di miliardari, mangiando solo vero caviale, qualità oro, e altra roba che solo l’1% della popolazione mondiale può permettersi.

Nel suo diario la ragazza raccontava che insieme ad altre bellezze perfette, tutte omologate dalla rivista patinata, era stata per 7 giorni sul panfilo, con addosso solo un po’ di filo interdentale camuffato da due pezzi, e nessuno aveva fatto sesso con lei. Dal gruppo di magnati colà convenuti aveva ricevuto solo un paio di palpatine en passant. E questo non perché non fosse abbastanza bella o troppo altera. La stessa sorte era toccata alle altre playgirl. La ragazza diceva che le era dispiaciuto perché a lei fare sesso piaceva e alla fin fine si era un po’ annoiata.

Spero che tu abbia afferrato la questione. I ricchi hanno gravi problemi.
E il fatto che non tutti abbiano comportamenti così dissennati come quelli che ho qui descritti ci funge da prova al contrario di questa tragica realtà.

Ad esempio Richard Charles Nicholas Branson, il fondatore della Virgin, è un miliardario che sta bene. E lo so perché le sue trovate demenziali sono chiaro segno di uno spirito che sa come dare valore alla propria esistenza. Appena guadagnò i primi dieci milioni di sterline si tolse la soddisfazione di atterrare di persona, sulla piazza antistante la borsa di Londra, vestito da Uomo Ragno, utilizzando un complesso e costosissimo sistema di funi di kevlar, ultra sottili, che gli permisero di scendere dalla finestra di un palazzo esattamente nello stesso modo che Spider Man avrebbe utilizzato.
Non sazio creò una linea aerea dotata di un senso dell’ospitalità fuori dal comune, riuscì a dimostrare in tribunale, grazie ad un’ armata di investigatori privati che la British Airplane aveva commesso parecchi reati cercando di sabotare la Virgin, incassò decine di milioni di sterline di risarcimento, comprò linee ferroviarie, costruì radio e palestre e spese una cifra vergognosa per fare di persona il giro del mondo con una super mongolfiera e il più grande esperto planetario di volo in pallone, il che peraltro rischiò di ammazzare tutti e due. Non sazio decise pure di strappare ai marinai Usa il primato per l’attraversamento dell’Oceano Atlantico in super motoscafo.
Arrivato a metà percorso disse che per sabotarlo gli avevano messo a bordo bidoni di carburante sbagliato. Ma risolse la questione facendosi rifornire da un aereomobile, munito di lunghissimo tubo, in pieno oceano. E comunque stracciò il record Usa facendo andare in estasi gli inglesi.
Ecco questo è uno che sa divertirsi!

Sono anni che propongo riflessioni sulla vita grama che vivono i miliardari, che annegano nell’assenza di significato delle loro vite. I soldi non possono da soli diventare lo scopo di una vita. E ne è riprova il fatto che non c’è differenza di aspettativa di vita tra un direttore di banca e un super miliardario. Il che dimostra che la ricchezza oltre un certo livello di grandezza, non fa la differenza: uno dei fratelli Mc Donald un giorno chiese all’altro: “Cosa puoi comprare con 20 milioni di dollari che non puoi comprare con 5 milioni di dollari’”. Ed erano gli anni sessanta e i milioni di dollari erano ben più pesanti di oggi.

Temo il fatto che tu sia tra i pochi lettori che siano arrivati a leggere fino a qui. Grazie. So che la maggioranza mi ha mandato a culo dopo le prime 20 righe.
E spero anche che tu abbia colto il profondo significato strategico di questo articolo; per costruire di una società più giusta e felice dobbiamo aiutare i miliardari a trovare un loro senso della vita che sia appagante!

Se ci riusciamo potrebbero mettersi a realizzare imprese grandiose per il bene di loro stessi e dell’Umanità.
Lasciare miliardi nelle mani di depressi ossessivi senza cercare di guarirli è uno spreco che non possiamo permetterci. La depressione dei ricchi è una malattia sociale che riguarda tutti. Pensa cosa potrebbero fare i ricchi se fossero un po’ più contenti di vivere…

PS – Per completezza devo citare il fatto che nella nostra epoca abbiamo visto, per la prima volta nella storia del mondo, dei miliardari che hanno speso in beneficenza, curando di persona progetti veramente incisivi, cifre di denaro impensabili: Bill Gates ha investito addirittura 35 miliardi di dollari, una cifra con la quale, quando ha fatto questa donazione a una fondazione, ci si poteva comprare tutta la Fiat. Ha creato anche un club dove puoi entrare solo donando un miliardo di dollari. E hanno aderito in parecchi con cifre anche molto superiori al cip di ingresso.

PPS – Tra le idee che ha avuto per affrontare il dolore dei miliardari segnalo anche il “Catalogo delle Merci Impossibili a prezzi ragionevoli” realizzato insieme a Eleonora Albanese. I miliardari hanno fatto a pugni per aggiudicarsi alcuni dei pezzi di maggior prestigio.
E chi non ha voglia di ridere peggio per lui.
Vedi http://www.enciclopediauniversale.it/catalogoimpossibile/index.html

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Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

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Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

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