Spreco di cibo: gli italiani buttano quasi l’1% di Pil nella spazzatura

Quasi 15 miliardi di euro: le cifre diffuse nella sesta Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare

Nonostante le tante campagne di informazione e la crisi economica, gli italiani continuano a sprecare il cibo.

La denuncia è arrivata a gennaio, in occasione della 6° Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, svoltasi nella sede FAO di Roma. I dati sono stati raccolti in uno studio del progetto 60 Sei ZERO dell’Università di Bologna – Dipartimento Scienze e Tecnologie Agroalimentari con il Ministero dell’Ambiente e la campagna Spreco Zero  di Last Minute Market, che con l’osservatorio Waste Watcher monitora dal 2015 i comportamenti relativi allo spreco di cibo.

I dati reali e la percezione sul consumo e lo spreco degli alimenti e dei cibi

Nel solo 2017 in Italia sono stati buttati alimenti per più di 15 miliardi di euro. Per farci un’idea sullo spreco del cibo, si tratta di una cifra pari a quattro volte quella stanziata per la riforma delle pensioni “Quota 100”, equivalente allo 0,88% del Prodotto Interno Lordo nazionale, secondo i calcoli del giornale economico “Valori”.

Il cibo viene buttato soprattutto nelle case, perché dai dati raccolti, gli sprechi di filiera ammontano a “soli” 3 miliardi di euro circa, pari al 21% del totale. Il restante 78% è spreco domestico, quasi 12 miliardi.

Fonte: www.sprecozero.it/

Esattamente il contrario di quello che viene percepito: il 20% degli intervistati dalla ricerca Waste Watcher-Swg dichiara infatti di pensare che si sprechi cibo soprattutto nel settore del commercio o nella ristorazione. I dati invece, diffusi già nel 2018, e raccolti grazie al progetto dei Diari di Famiglia, hanno permesso di dimostrare come in casa ognuno di noi arrivi a gettare 36 kg all’anno di alimenti.  

Perché si getta il cibo? Perché è scaduto (44%) o ha fatto la muffa (41%), non ha un buon odore/sapore (39%) o era stato acquistato in quantità eccessiva (36%).

Il 63% degli intervistati dalla ricerca portata avanti con Swg ha dichiarato che capita di gettare del cibo al massimo una volta al mese. Il 15% sostiene di gettare cibo una volta ogni due settimane, mentre solo l’1% della popolazione ritiene di gettarlo quotidianamente o almeno 4/5 volte a settimana.

Andrea Segrè, professore di politica agraria dell’Università di Bologna e fondatore di Last Minute Market, in occasione della Giornata per la Prevenzione dello spreco alimentare ha consigliato: «Tutti possiamo dare il nostro contributo all’obiettivo famezero e sprecozero acquistando solo ciò che serve realmente, compilando liste precise che non cadono nelle sirene del marketing, scegliendo alimenti locali e di stagione, consultando etichette e scadenze, utilizzando al meglio frigo, freezer e dispensa per gli alimenti senza stiparli alla rinfusa».

Il lato positivo

Quelle degli sprechi sono cifre ancora importanti, ma bisogna notare che dal 2014, quando sono stati avviati i primi monitoraggi di questo tipo, qualcosa è certamente cambiato in meglio: solo 5 anni fa era ben un italiano su due a dichiarare di buttare cibo tutti i giorni, oggi solo uno su cento.

Obiettivi raggiunti attraverso le tante campagne di sensibilizzazione come la campagna SprecoZero di Last minute Market, il progetto di economia circolare fondato proprio da Andrea Segrè, un’iniziativa che compie 20 anni proprio nel 2019.

All’impegno quotidiano dei cittadini si deve aggiungere quello delle istituzioni: «Al nuovo Parlamento Europeo, che entrerà in carica dopo le elezioni di maggio, e alla nuova Commissione europea rilanceremo la nostra richiesta di indire un Anno Europeo dedicato alla Prevenzione dello spreco alimentare. E chiederemo che la Giornata Nazionale del 5 febbraio possa diventare Giornata Europea di impegno sulla questione dello spreco di cibo. Anche in Italia possiamo migliorare, a cominciare dai banchi di scuola: l’obiettivo è che l’educazione alimentare e ambientale diventino parte essenziale di quella ‘Educazione alla cittadinanza’ richiesta dall’ANCI attraverso la recente legge di iniziativa popolare», ha dichiarato Segrè.

Margherita Aina

Margherita Aina

Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi

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Margherita Aina

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Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi