Stili di vita: 10 mosse per ridurre lo smog

Era il 26 agosto 1905 quando una rivista americana annuncia la coniazione di una nuova parola. «A un congresso – scrive il Journal of the American Medical Association – è comparso un nuovo termine per indicare una condizione frequente a Londra». Si tratta di smog: una contrazione di smoke, fumo, e fog, nebbia.

Già allora il problema coinvolgeva le grandi città, e oggi torna al centro dell’attenzione quando non piove e l’inquinamento è visibile.

Cosa può fare il singolo? In che modo possiamo contribuire a pulire l’aria?  Rispondono le sezioni Legambiente della pianura padana, dove le polveri sottili – secondo il CNR – hanno formato una vera e propria “coperta” atmosferica.

1) Evitare di usare l’auto. Prendiamola solo se non ci sono alternative. «Il 70% degli spostamenti giornalieri è sotto i 5 km – dice Giulio Kerschbaumer, direttore di Legambiente Emilia-Romagna. – Spesso la macchina non serve. Magari si pensa che i mezzi pubblici facciano perdere tempo, ma non sempre è così».

2) Se si usa un’auto, farlo in condivisione. «Avere una macchina costa migliaia di euro l’anno – continua Kerschbaumer. – Perché non abbonarsi al car sharing?». Non avere un mezzo proprio, quindi, ma prenotarlo e usarlo lo stretto necessario. Nella nostra zona il servizio non c’è? Proviamo il car pooling: accordiamoci coi colleghi per andare al lavoro insieme.

3) Se si compra un’auto, stare attenti a cosa si acquista. Pensiamo ai diesel, e al loro possibile bando futuro. «Li eviterei, andranno a sparire – dice Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. – L’ideale sarebbe un veicolo elettrico: costa di più, ma è il meno inquinante». Ibrido, gpl e metano sono altre soluzioni.

4) Guidare con prudenza (ambientale). «Una quota delle emissioni – aggiunge Meggetto – dipende dall’uso dei freni, che non dev’essere brusco, e dalla velocità, meno dannosa se bassa e costante. Anche la manutenzione conta: una macchina efficiente aiuta ad abbattere lo smog».

5) Abituare i figli. Convincerli a non essere portatii a scuola in auto. «Si può pensare alla bici – dice Piero Decandia, direttore di Legambiente Veneto. – Poi ci sono i pedibus, i gruppi accompagnati da un genitore o un insegnante. Camminare con gli amichetti serve anche a capire che la mobilità sostenibile può essere divertente».

6) Non superare i 19 gradi. Parliamo di riscaldamento: «Se la stagione non è rigida aspettiamo ad accenderlo – chiede Federico Vozza, vicepresidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta. – A volte basta mettersi un maglione in più». Altri sprechi si evitano spegnendo i termosifoni se si aprono le finestre, non usando camini che emettono direttamente all’esterno e cambiando gli infissi poco isolanti.

7) Rompere le scatole all’amministratore di condominio. «Le caldaie a gasolio vanno sostituite con impianti meno inquinanti – dice Meggetto di Legambiente Lombardia. – Si può anche ridurre la dispersione di calore, applicando un “cappotto” termico all’edificio». Ma non costerà troppo? «Per i lavori sulle parti comuni ci sono incentivi che fanno recuperare fino al 75%».

8) Comprare a km zero. «Un prodotto che arriva dall’altra parte del mondo – continua Meggetto – può avere un peso molto maggiore in termini di inquinamento. Facciamo attenzione alle etichette e ai marchi che rispettano l’ambiente». Se poi si ha un balcone per farci un orto, meglio.

9) Curare gli elettrodomestici. La produzione incide sulle emissioni di anidride carbonica: cambiamoli solo se è necessario, o sostituiamo le parti guaste. «A Torino c’è un progetto chiamato Rigeneration – dice Vozza di Legambiente Piemonte. – Le lavatrici destinate alla discarica sono riattivate cambiando i pezzi che non funzionano».

10) Ascoltare il sindaco di Milano. A ottobre 2017 Giuseppe Sala era a Parigi, per un incontro sull’ambiente con decine di amministratori stranieri. Da lì il sindaco di Milano ha lanciato uno slogan: la «rivoluzione del rallentamento» a partire dal capoluogo lombardo, simbolo di rapidità e frenesia. «Ripensiamo i tempi della città», ha detto al Corriere della Sera: inquinare meno correndo meno, oltre che piantando alberi, riducendo i parcheggi, controllando le caldaie. «L’idea di rallentare – ha azzardato Sala – credo piaccia a tutti».

«Bisogna prendersi più tempo», conferma Decandia di Legambiente Veneto. Si può non usare il mezzo più veloce se è il più dannoso per l’ambiente, cercare di organizzare meglio la giornata, cancellare qualche impegno per evitare degli spostamenti. E produrre meno smog senza rendersi la vita impossibile.

Andrea Monti

Andrea Monti

Giornalista, collabora con Radio Popolare e il Sole 24 ore

1 commento

  • Vorrei ricordare che accanto alle 10 buone pratiche quì elencate con Ecofuturo abbiamo dato vita a Spolveriamoci e proposto alcune idee per riformare le città.
    Altrimenti è come vuotare il mare con il cucchiaino.
    Su Ecquologia ma certamente anche su Cacao ecc ne trovate ampia traccia.

Potrebbe interessarti anche

Andrea Monti

Andrea Monti

Giornalista, collabora con Radio Popolare e il Sole 24 ore

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy