Storie di ordinaria pandemia

Bilancio della prima settimana

Ci vogliono almeno due/tre settimane per vedere gli effetti delle misure restrittive. Ma la gente – si sa – non ha pazienza, vuole risultati, proiezioni, dati.

E allora mi lascio andare anch’io a un bilancio dei primi giorni di “quarantena”:

1) Ho acquistato una ciclette professionale, un set di quattro piante da interno che depurano l’aria, un imperdibile collezione di oli d’oliva aromatizzati, quattro colonscopie a soli 19 euro e 90 – non cedibili e usufruibili entro i prossimi 60 giorni, – un aspiratore per foglie, un bonsai nano gigante, un corso online di ikebana e un abbonamento a “i segreti della salsamenteria”. Questo il primo giorno.

2) Ho ascoltato una ventina di volte “Beata te che lavori in Protezione Civile e puoi uscire” (senza reagire).

3) Ho ascoltato una ventina di volte “Beata te che sei da sola e non hai nessuno in casa” (senza reagire)

4) Ho visto sui vostri terrazzi le vestaglie più brutte del mondo. Ma anche una mamma e un figlia che fanno la corsa coi sacchi, gente che pianta fiori e rende il quartiere più bello, persone che sorridono, finalmente si guardano e si salutano.

5) Ho ascoltato 39 volte l’Inno italiano, 27 Volare, 11 Ma che ce frega ma ce ‘mporta, 6 ore e 25 minuti (non consecutivi, per fortuna) di mestoli che sbattono sui coperchi. E mi è piaciuto.

6) Ho assistito a fuochi d’artificio a mezzanotte. Forse qualcuno è riuscito a fare la spesa online su Amazon.

7) Ho seguito il tutorial “come cucinare con quel che c’è” di Barbieri, “inventa una cena con gli avanzi “di Cannavacciuolo” e “il feng shiu e l’arte di impiattare di Orecoshi Qualcheccòsa”. La limonata che ho fatto con l’unico limone che troneggiava nel frigo vuoto, presentata nel sottovaso di ceramica Raku, era stupenda.

8) Ho rifiutato 37 video chiamate. Di cui 4 di ex fidanzati. Fate un gruppo e ditevi tra di voi che sono magnifica e avete sbagliato tutto. Io sono qui, non nel “troppo tardi” dove vivete voi.

9) Ho pensato “che carino questo bimbo che impara a suonare il pianoforte”. Poi “che determinazione questo bambino che insiste a suonare il pianoforte”. Poi “quanto diamine ci vuole ad imparare il pianoforte?”

10) Ho ringraziato il gatto per avermi portato dal terrazzo quattro lucertole, tre piccioni, due gerani – evidentemente considerati aggressivi – e una mano.

11) Ho imparato come si cucina il tofu. Ma non perché. D’altra parte, ci sarà un motivo se il T9 insiste a correggerlo in “tufo”.

Al solito, è un decalogo in 11 punti. 
Se uno vi sta più antipatico degli altri, eliminatelo. 
Anche se sono così interessanti, questi “tempi e modi dispari” che ci troviamo a vivere nella difficoltà… Resistiamo e facciamo il nostro, intanto.

Per il prossimo bilancio, ci “vediamo” tra 7 giorni.

Cover: Roma, Piazza di Spagna – Immagine da webcam, 22 marzo, ore 14.20

Valeria Biotti

Valeria Biotti

Giornalista, autrice satirica, speaker radiofonica, vignettista, scrittrice, cantante. Ha al suo attivo collaborazioni con parecchie testate, tra cui Il Fatto Quotidiano e Pubblico. Attualmente scrive sul Corriere dello Sport e trasmette ON AIR sui 104.200 FM di Retesport.

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Valeria Biotti

Valeria Biotti

Giornalista, autrice satirica, speaker radiofonica, vignettista, scrittrice, cantante. Ha al suo attivo collaborazioni con parecchie testate, tra cui Il Fatto Quotidiano e Pubblico. Attualmente scrive sul Corriere dello Sport e trasmette ON AIR sui 104.200 FM di Retesport.

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